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Vacanze in Campania

Vacanze in Campania

Tra le regioni più vivaci del Sud Italia, la Campania è la seconda regione per numero di siti annoverati tra i Patrimoni dell’Unesco.

Dalle coste frastagliate che affacciano sul Tirreno sino alle pendici dell’Appennino, la Campania è costellata di località: Napoli, che ha dato i natali a tante prelibatezze gastronomiche oltre che all’arte del teatro; Caserta la cui reggia concorre con Versailles per ricchezza e grandiosità, ed ancora Salerno che assieme a tutte le cittadine della costa e dell’entroterra compongono l’affascinante Cilento.

Ma la Campania è fatta anche di numerose località ancora tutte da scoprire, meta di viaggi “mordi e fuggi” che, spesso, regalano ricordi davvero memorabili.

Roscigno vecchia, CampaniaRoscigno vecchia - l’incantevole borgo fantasma

Roscigno vecchia è un borgo spesso accomunato a Pompei per la tragica sorte dei suoi abitanti (già nel ‘500 i continui smottamenti del terreno hanno costretto i roscignani a spostare l’ubicazione del paese più in alto).

Il borgo ha ottenuto nel 1998 il riconoscimento come sito Unesco, essendo di fatto, un vero e proprio paese-museo. Ad abitarlo (e a custodirlo), il signor Giuseppe Spagnuolo, la cui casa affaccia sulla piazza centrale, che ogni giorno accoglie e intrattiene con innumerevoli racconti motociclisti e turisti provenienti da tutta Europa. A condurli qui è la ricerca di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio, un luogo escluso (e perché no, salvato) dai ritmi frenetici delle città.

Roscigno vecchia non è certo agevole da raggiungere (ma del resto le cose migliori vanno sempre guadagnate!) ma questo non ferma le persone che, alla spicciolata durante tutti i giorni dell’anno, si ritrovano a girovagare incuriositi da tanta pace.

Cascate Capelli di Venere

E se la dimensione del Borgo Fantasma di Roscigno vecchia ha del magico, l’Oasi delle Cascate Capelli di Venere non può che contribuire a dare del Cilento un’immagine fiabesca.

Situate poco sotto il comune di Casaletto Spartano, le cascate prendono il nome dalla pianta Capelvenere che cresce rigogliosa in questa zona rivestendo come un manto delicato e fitto, le rocce circostanti e regalando a questa location un’aurea fiabesca.

Le cascate, la cui forza è mitigata dalle dolci pendenze su cui scorre, si riversano nel letto del fiume creando delle pozze d’acqua dove la temperatura rimane bassa anche durante la stagione estiva, rappresentando per questo un’ottima alternativa alle assolate (e affollate) spiagge della costa.

Una location ideale per trascorrere una giornata all’insegna della tranquillità, fra sentieri e ponticelli dominati dal verde brillante della vegetazione e dal luccichio delle acque (e magari improvvisando un pic-nic nei pressi del mulino recentemente ristrutturato).

Morigerati – là dove il Bussento riemerge

Seguendo la linea d’acqua tracciata dal Bussento che, quasi giocando a nascondino, scompare dalla superficie per qualche chilometro, eccolo riemergere nei pressi della Medievale Morigerati.

Morigerati, Grotte del Bussento

Morigerati è un borgo che ha fatto delle sue Grotte, oltre che della rinomata accoglienza dei suoi cittadini, un grande punto di forza. Le Grotte del Bussento, Oasi WWF dal 1985, sono una tappa obbligatoria per trekkers e amanti della natura. Il percorso che segue l’andamento del fiume (reso agevole dalla presenza di ponticelli di legno) si snoda tra rocce maestose, muschi e felci lussureggianti che le acque cristalline hanno contribuito a rendere rigogliosi.

Lungo il percorso si intravvede un Mulino del ‘700 in parte ricoperto di vegetazione, all’interno del quale è conservata intatta l’antica ruota utilizzata per la molitura, prova tangibile di un antico legame che vincola l’uomo e la sua sopravvivenza alla natura.

Rocca San FeliceRocca San Felice – un borgo, una torre ed un paesaggio mozzafiato

L’entroterra campano, sebbene meno noto rispetto alla costa, gode di piccolissimi centri abitati posizionati su alture a mo’ di gioielli incastonati su una corona. Uno di questi è Rocca San Felice, comune della “Verde Irpinia” (raggiunge a malapena i mille abitanti) costituito da case arroccate una sull’altra, collegate da viuzze che alternano stretti vicoli ad ampi slarghi sui boschi circostanti.

Al centro del paese, dove sorge un enorme albero di tiglio, convergono i negozietti tipici locali; ma tutte gli edifici, costruiti assecondando il territorio, si inerpicano e convergono verso il vero e proprio centro: i resti di un affascinante fortilizio medievale eretto su uno sperone roccioso.

Salendo lungo il sentiero che si inerpica verso la torre principale, lo sguardo scorre senza ostacoli lungo tutto il panorama dominato dal paese. Una volta saliti in cima si individua con facilità i resti dell’antica porta di accesso, i cortiletti in pietra cinti da mura e le torrette di avvistamento, il tutto immerso in una silenziosa atmosfera.

Sapri – la perla dell’estremo Sud campano

La voglia di mare convive pacificamente con quella per il trekking e trova la sua sede ideale nella città di Sapri, comune tra i più significativi dell’estremo Sud della Campania.

Sapri, situata nel golfo di Policastro, si sviluppa per tutto l’affascinante lungomare (tutte le strade presentano accessi diretti ad esso), un mare che è riuscito ad ottenere numerose volte la Bandiera Blu che, da anni premia qualità delle acque, spiagge e sostenibilità ambientale.

Sapri è apprezzata anche per i numerosi percorsi trekking che si snodano lungo la costa e che consentono di apprezzarla dall’alto. Tra i più noti c’è sicuramente il sentiero “Apprezzami l’asino” facilmente percorribile senza allontanarsi troppo dal centro e che, un tempo, collegava Sapri a Maratea.

Nella prima parte il sentiero si presenta ben mantenuto (panchine, parapetti e fontane garantiscono una passeggiata piacevole) sino ai resti della torre. Da qui in poi il sentiero diviene decisamente più impervio, a tratti pericoloso (da qui il nome del sentiero, talmente stretto da consentire il passaggio di un solo asino carico di merce alla volta, a discapito dell’asino con il carico meno pregiato che veniva “sacrificato” e buttato giù dalla rupe). Il tratto di costa visibile attraversando il sentiero e la rigogliosa natura circostante ne fanno una località ideale per trascorrere vacanze all’insegna della tranquillità, e in grado di offrire alternative sia per gli amanti del mare che della montagna.

Castellabate – un borgo medievale sparso

Castellabate è un altro gioiellino annoverato fra le meraviglie del Cilento, noto per il Castrum Abbatis (Castello dell’Abate) fulcro della vita di un borgo “sparso” appunto, le cui frazioni si allungano sino quasi alla vicina costa. Raggiungere il Castello a piedi non è semplice (vista la pendenza delle strade) ma la vista di cui si può godere una volta raggiunta la parte alta ripaga ampiamente lo sforzo.

Il borgo, divenuto noto come location del film “Benvenuti al Sud”, è ricco di piacevoli scorci, vicoli sormontati da archi in cui è piacevole perdersi in cerca dei luoghi del set cinematografico, oltre che per godere del fresco che le mura in pietra riescono a preservare.

Castellabate è stata fregiata dal riconoscimento dell’Unesco per la presenza di edifici nobiliari di grande valore e di chiesette in cui sono ancora perfettamente conservati dipinti e pavimentazioni di maioliche.

Se, durante il giorno, l’interesse dei turisti converge verso il centro del borgo, la sera l’attenzione di sposta verso il porto dove, fra ristorantini e locali, si può godere della piacevole brezza marina.