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Vacanze in Basilicata

Vacanze in Basilicata

Costituita prevalentemente da montagne e colline, la Basilicata è annoverata tra le regioni del Sud Italia peninsulare più frequentata da bikers e trekkers.

La Basilicata, tornata in auge dopo la nomina di Matera Capitale europea della Cultura 2019 è, inspiegabilmente, uno dei territori più inesplorati (e sottovalutati) dal turismo italiano.

Qui il tempo sembra essersi fermato. I borghi assonnati sparsi lungo il suo territorio, complice l’assenza di grandi centri urbani, hanno contribuito a mantenere intatta la sua dimensione “provinciale”, dove i sapori genuini non hanno bisogno di essere cercati perché presenti un po’ ovunque.

Parco Nazionale del PollinoÈ proprio visitando questi ultimi che si riesce a comprenderla a fondo. Lasciandoci alle spalle la città di Matera, che solo negli ultimi anni ha ricevuto un grande flusso di turismo grazie all’iconico centro storico incastonato nella roccia e alle incantevoli chiese rupestri, si entra in una terra dai molteplici aspetti: la zona vulcanica a nord, al confine con la Puglia, i vasti spazi coltivati verso Oriente, le Dolomiti Lucane e le montagne dell’Appennino nella zona di Potenza, che lasciano spazio, verso Sud, a quello che forse è il paesaggio più emblematico di questa piccola regione: i calanchi, queste formazioni argillose arse dal sole, inospitali e malariche fino al dopoguerra, oggi rappresentano una delle attrattive più importanti.

All’estremo Sud, al confine con la Calabria, il massiccio del Pollino si erge maestoso fino a sfiorare i 2300 metri, digradando ad Est verso le spiagge sabbiose dello Jonio, dove ancora si possono ammirare le tracce della colonizzazione Greca, e ad Ovest verso le scogliere a strapiombo sul Tirreno, aspre ed inaccessibili ma sorprendenti nel contrasto fra il blu profondo del mare ed il nero delle loro rocce.

Craco – il borgo fantasma

L’asprezza della Lucania sembra trovare nel borgo di Craco il suo emblema. Arroccato su un’altura, Craco si presenta già a distanza da chi si accinge a visitarla, come un borgo dall’aspetto surreale e sospeso nel tempo. I colori della terra argillosa e dei calanchi che circondano la città (abbandonata a causa di una frana negli anni ‘60) hanno fatto il successo di Craco, divenuto più volte location cinematografica prediletta di numerosi film.

Craco

Per molti anni l’accesso a Craco è stato interdetto ma, recentemente, un’associazione ha iniziato ad organizzare visite guidate alla scoperta del paese vecchio.

Il Vulture - cratere verde della Lucania

Il Vulture, situato all’estremo nord della Basilicata, è l’unico vulcano della regione. Essendo spento ormai da millenni il suo cratere si è trasformato in una coppia di laghi (uno maggiore ed uno minore) ben visibili dalla Badia di San Michele che li sovrasta dall’alto.

Attorno al lago minore, da sempre una delle mete più frequentate dai lucani, convergono numerosi ristoranti, bar e bancarelle (che preservano intatto il loro “fascino” anni ‘80) immersi in un rigoglioso bosco di querce, faggi e castagni dove intraprendere tranquille passeggiate ma anche sentieri trekking più impegnativi.

Una terra fertile, quella del Vulture, che ha fatto la fortuna di città come Melfi e Venosa in cui, fin dai tempi più antichi, si produceva il vino Aglianico (vitigno a marchio DOC) apprezzato sin dai tempi dell’Impero Romano.

Il Castello di MelfiVenosa e Melfi – Le città della Via Appia

La Via Appia attraversava queste città e di questo passaggio sono visibili profonde tracce sia nella letteratura antica (il poeta Orazio era nativo di Venosa) sia nell’architettura urbana: il Parco archeologico di Venosa con le sue terme, le ville, le catacombe e l’anfiteatro che fanno della città un museo a cielo aperto. Molti dei reperti rinvenuti nella zona sono conservati nel Museo Archeologico allestito all’interno del Castello di Melfi, uno dei più importanti e meglio conservati del Sud Italia, circondato dalle imponenti mura di origine normanna.

Cascate di San Fele “U Uattaniere”

A poca distanza dal Vulture le Cascate di San Fele sono un’altra chicca da non perdere.

Le cascate sono accessibili da più punti, tra cui un sentiero che nasce proprio dalla piazza dell’omonimo borgo ma è solo immergendosi nella fitta vegetazione, seguendo il richiamo delle acque che si scopre il fascino incantato di questi luoghi.

Il corso dell’acqua zampilla fra le rocce modificando continuamente il suo andamento, lento e dolce in certi punti, fragoroso e impetuoso in corrispondenza dei salti più alti. Non a caso le cascate di San Fele hanno rappresentato per decenni la fonte di energia principale per azionare le “gualchiere” (un antico macchinario che lavorava la lana grezza).

Dolomiti Lucane e Sasso di Castalda

Viaggiare per borghi è un’esperienza che riporta le lancette del tempo non solo indietro ma a scorrere più lentamente. È questa la sensazione principale che si avverte percorrendo le stradine impervie di questi paesi in cerca della piazza principale o di una fontana a cui abbeverarsi. E non si può far altro che assecondare questo ritmo e lasciarsi trasportare, mentre gli abitanti più anziani del posto osservano i turisti salire e scendere senza sosta con sguardo sornione.

Ad accomunare questi paesi, oltre la tipologia di abitazioni che assecondano il territorio roccioso circostante rendendolo parte integrante degli edifici (un esempio su tutti il Castello di Pietrapertosa), è la svolta turistica di questi ultimi anni.

Castelmezzano, Basilicata

Nel cuore del Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, i comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano, ad esempio, si sono reinventati sfruttando le peculiarità del territorio. Trovandosi ai margini di una profonda gola hanno pensato di stendere un cavo d’acciaio fra i loro punti più elevati, consentendo ai turisti di muoversi da un paese all’altro appesi ad una carrucola sospesa nel vuoto a più di 100 km/h: il cosiddetto Volo dell’Angelo.

Un’iniziativa simile si è sviluppata più recentemente anche nel piccolo comune di Sasso di Castalda dove, tra la sommità del vecchio castello e la montagna opposta, sono stati realizzati due ponti tibetani sospesi nel vuoto che permettono di raggiungere gli stupendi sentieri naturalistici che si snodano fra i boschi circostanti (Ponte alla Luna).

La voglia di adrenalina e avventura hanno contribuito al rilancio di queste piccole realtà, che hanno trovato in questo accattivante modo di fare turismo un’occasione in più per tornare a vivere.

Senise – dal paese al lago, una scoperta continua

L’arrivo a Senise colpisce principalmente per due colori: il rosso dei Pipi Cruschi, appesi a seccare sui balconi, davanti le porte delle case, nelle mansarde, sui terrazzi ed in generale ovunque vi sia dello spazio, e il lapislazzuli delle acque del vastissimo lago di Monte Cotugno, nato sul corso del fiume Sinni per ricavarne acqua potabile ed irrigua.

Il paese, situato proprio ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, colpisce per la presenza di numerosi palazzi nobiliari e chiese ma soprattutto per il Castello medievale che, con la sua struttura imponente si erige al centro del paese in un intrico di stradine e viuzze. Ed è proprio camminando fra i vicoli che ci si accorge quanto importanti siano i già citati Pipi Cruschi nella tradizione locale, che con il loro colore rosso acceso ed il sapore inconfondibile hanno conquistato le tavole ben oltre i confini regionali.

Una passeggiata a Senise non può che concludersi con un giro intorno al lago, magari quando il sole è basso, per meglio godere del suo spettacolare colore e dei riflessi che la luce radente genera sulla sua superficie e sulle colline argillose tutt’attorno. Il lago è inoltre meta di pescatori e amanti del birdwatching, vista la presenza di fauna volatile ed ittica, che qui ha trovato il proprio habitat ideale.

L’incanto del Lago Sirino

Lasciando l’autostrada A3 a Lagonegro ed incamminandosi sul tracciato della ex Statale 19, ad un certo punto ci si trova, quasi per incanto, sulle sponde di un piccolissimo lago, incastonato fra le cime delle montagne. Lago Sirino, che prende il nome proprio da una di queste cime è un posto magico, che mai ti aspetteresti di trovare qui, a pochi chilometri dal mar Tirreno.

Lungo le sue rive si è sviluppata una piccola comunità e la sua economia. Casette dai giardini coloratissimi si alternano a bar, ristoranti e panifici dove gustare semplici ma gustose specialità locali. Passeggiando intorno al lago (sfruttando la comoda pista ciclabile oppure semplicemente camminando sul prato) e fermandosi sul caratteristico ponticello in legno che supera le sorgenti del laghetto, è possibile godere dello splendido paesaggio che si riflette nelle acque cristalline del lago popolato di ninfee e pesci di ogni sorta. Un vero e proprio piccolo paradiso incantato che fa bene agli occhi ed al cuore.

Maratea – lo sbocco della Basilicata sul Tirreno

Iniziamo a scendere verso la costa tirrenica ed ecco il paesaggio mutare completamente. Alle coste sabbiose dello Ionio, frequentatissime dai bagnanti durante la bella stagione, si sostituiscono quelle a strapiombo sul mare che hanno sancito il successo di Maratea.

Maratea, panorama della costa

Maratea è fra le mete privilegiate di motociclisti locali (e non) che trovano nelle curve e negli stretti tornanti che si aprono improvvisamente sul mare, motivo di grande godimento. Maratea è anche la città del “Cristo Redentore”, una statua (seconda per dimensioni solo a quella di Rio de Janeiro) che svetta sul Monte San Biagio, meta di pellegrinaggi e che merita di essere visitato anche solo per l’incontrastabile paesaggio mozzafiato che riesce ad offrire.

Non sarebbe troppo audace paragonare questa zona, per spiagge incantevoli incastonate fra rocce a strapiombo sul mare, alle ben più note Cinque Terre.