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Come tagliare le spese di gestione e ridurre le tasse dei B&B

Di Linda Marzocchini | Gestione di un B&B
Come tagliare le spese di gestione e ridurre le tasse dei B&B

I gestori si lamentano di essere super tassati e di avere spese di gestione sempre più ingenti, ma risparmiare si può: vediamo insieme come.

Tari, canone Rai, canone Siae, Irpef… e poi luce, acqua, gas, manutenzione della caldaia, aggiornamento del sito web, acquisto di generi alimentari, uso e manutenzione di elettrodomestici utili alla preparazione della prima colazione – dal forno alla lavastoviglie, dalla macchina per il caffè al bollitore, dal microonde al tostapane, dallo spremiagrumi al frullatore – per non parlare dei prodotti per la pulizia più gli “aiutanti” che possono facilitare il lavoro: aspirapolvere, lavatrice, robot lavapavimenti… e ancora i prodotti in dotazione ai clienti per il bagno: shampoo, bagnoschiuma, sapone, phon… la lista dei costi di gestione e conduzione di un B&B sembra infinita e può spaventare, soprattutto chi sta valutando di avviare un’attività di cui ancora non ha esperienza.

Ma risparmiare si può: con un po’ di programmazione, un’attenta valutazione della propria struttura, la pazienza di informarsi su ciò che il proprio Comune di residenza stabilisce, è possibile ottimizzare le risorse e tagliare i costi, il che equivale ad incrementare le entrate.

Lavorare meglio per guadagnare di più: per raggiungere l’obiettivo niente può essere lasciato al caso.

I bed and breakfast occasionali non necessitano di una partita Iva mentre gli affittacamere sono considerati a tutti gli effetti una vera e propria attività imprenditoriale. Questo comporta una serie di adempimenti come la tenuta di un registro contabile.

I B&B sono attività a conduzione familiare mentre gli affittacamere possono impiegare dipendenti e collaboratori.

In termini di tassazione mentre il B&B occasionale è tassato secondo gli ordinari scaglioni di reddito Irpef, gli affittacamere aperti come srl rientrano nell’ambito di applicazione dell’Ires con aliquota al 24 per cento.

Nei casi dei bed and breakfast occasionali, e quindi senza partita Iva, i proventi derivanti dalla gestione dell’attività sono tassati come redditi diversi: il guadagno è dato dalla differenza tra le entrate e le spese di gestione dimostrate.

È necessario avere una minima organizzazione contabile, in modo da documentare in maniera precisa tutti gli introiti e i costi di conduzione del B&B.

[ Approfondimento: Il regime fiscale del B&B come attività occasionale ]

Indispensabile un bollettario madre-figlia per rilasciare le ricevute degli incassi e conservare una copia della documentazione.

Ugualmente obbligatorio archiviare tutte le ricevute o fatture delle spese di gestione dell’attività: generi alimentari, pulizia, consulenze una tantum o abbonamenti per l’assistenza nella tenuta di un sito internet, quote di adesione a portali su cui si pubblicizza la propria attività e si gestiscono le prenotazioni, eventuali canoni d’affitto, opere di manutenzione, consulenza di un commercialista, rete wi-fi, assicurazione.

La gestione contabile di un bed and breakfast non è per niente complicata. Basta organizzarsi e conservare la documentazione necessaria come le quietanze dei singoli corrispettivi incassati. Ogni quietanza deve essere numerata progressivamente, avere la data di emissione, il numero di giorni di permanenza, il codice fiscale dell’ospite e la cifra del corrispettivo incassato.

È obbligatorio applicare una marca da bollo da 2 euro per importi superiori ai 77 euro.

In alcuni comuni è necessario addebitare al turista anche una tassa di soggiorno che dovrà essere indicata sulla ricevuta.

Per la contabilità, il principio che si applica è quello di cassa: ciò significa che devono essere dichiarati solo i proventi percepiti.

Ogni spesa considerata inerente l’attività si può dedurre – nel quadro RL del modello Unico persona fisica o nel quadro D del 730 – dal totale dei proventi incassati.

In qualità di contribuente il gestore di un B&B deve anche redigere e conservare un prospetto riepilogativo da esibire su richiesta dell’amministrazione finanziaria. Il documento deve riportare l’indicazione dell’ammontare lordo dei corrispettivi e delle spese inerenti l’attività, dalla cui differenza deriva il reddito da dichiarare.
 

Separare i costi di famiglia da quelli del B&B

Il primo scoglio da superare è riuscire quindi a separare le spese di gestione del B&B da quelle dei consumi della famiglia.

Un esempio sono le bollette di casa: in molti B&B non ci sono contatori separati, ciò significa che i consumi dell’attività sono difficilmente calcolabili e ancor più difficilmente documentabili. E se una spesa non può essere comprovata con pezze d’appoggio, non potrà poi essere detratta in fase di dichiarazione dei redditi.

Il gestore può intervenire con delle minime modifiche che di fatto taglieranno i costi riducendo le tasse. Il che equivale a dire aumentare i guadagni.
 

Utenze: bonus fiscali, finanziamenti, detrazioni e efficientamento energetico

Per le utenze normalmente è possibile avere un secondo contatore nella stessa casa, qualora sia installato per “altri usi”. Bisogna però rispettare alcuni limiti dettati dai gestori.

Consideriamo per esempio la fornitura di corrente elettrica: non è possibile installare un secondo contatore nella stessa abitazione con lo stesso numero civico con i normali contratti di 1,5 kw in monofase per le abitazioni, ma è possibile avere una seconda rete domestica di tipo BTA (bassa tensione per altri usi), sia con una fascia monoraria che con una fascia bioraria.

Ciò significa che la potenza massima sarà ugualmente di 1,5 kw e nel caso si abbia bisogno di più energia è possibile aumentare la potenza contrattuale.

Tutto questo comporta il dover sottoscrivere due contratti, quindi un aumento delle spese fisse, ma quelle del B&B potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi, mentre nel caso non si installi un secondo contatore non è possibile detrarre niente: né le spese fisse né i consumi calcolati in bolletta.

Per quanto riguarda l’utenza del gas invece – per il riscaldamento degli ambienti, l’uso di acqua calda e la cottura dei cibi – non serve tanto andare a separare i consumi delle camere del B&B, quanto ottimizzare l’impianto di riscaldamento, a partire dalla caldaia.

È consigliabile prendere in considerazione il bonus caldaie. Si tratta di una delle agevolazioni fiscali più interessanti, che permette la sostituzione delle caldaie optando per dei modelli che possono consentire, rispetto ai vecchi un taglio dei consumi anche del 50 per cento.

Per l’acquisto e l’installazione di un nuovo impianto (più efficiente e con meno consumi) sono presenti diverse detrazioni fiscali. Se si decide di acquistare e installare una caldaia a condensazione di classe energetica A si può ottenere una detrazione del 50 per cento. Detrazione che arriva al 65 per cento se la caldaia a condensazione, sempre di classe energetica A, viene installata anche con dei moderni sistemi di termoregolazione.

Per ogni tipo di intervento bisogna verificare il limite di spesa massimo consentito per accedere alla detrazione fiscale. Per l’Ecobonus 2020, il tetto massimo può raggiungere i 100 mila euro. E non si tratta dell’unico bonus previsto per quest’anno: l’agevolazione fiscale sull’acquisto dei condizionatori d’aria in pompa di calore rientra in quelle relative all’acquisto di nuovi elettrodomestici. Questo incentivo, con le dovute differenze, si applica sia all’acquisto di un primo impianto che alla sostituzione di uno già esistente:

  • nel primo caso è prevista una detrazione immediata del 50 per cento e una riduzione del 10 per cento dell’Iva (incentivo riservato agli immobili residenziali o alle parti comuni dei condomini);
  • nel secondo la detrazione è addirittura del 65 per cento con un tetto di spesa massimo detraibile di 46.154 euro (incentivo valido sia per le abitazioni che per le attività commerciali e gli uffici).

Infine per l’acquisto di un condizionatore con classe energetica A+ è concessa una detrazione del 50 per cento.

Per poter accedere ai bonus fiscali sono necessarie diverse condizioni.

Innanzitutto non si devono superare i 120 mila euro di reddito, altrimenti le detrazioni vengono ridotte fino a non essere usufruibili da coloro che hanno redditi superiori ai 240 mila euro. Inoltre per poter accedere alla detrazione fiscale è obbligatorio che il pagamento dell’acquisto sia effettuato tramite metodo tracciabile: bancomat, bonifico, carta di credito o assegno.

L’opportunità offerta dalle detrazioni fiscali è molto vantaggiosa, in quanto consente di ottenere un importante taglio dei costi.

In termini di risparmio energetico ci sono molte altre soluzioni da poter attuare in un B&B: utilizzare infissi di legno e materiali naturali e isolarli, adottare la domotica per la termoregolazione, scegliere un’illuminazione a risparmio energetico, optare per fonti di energia rinnovabili, installare ventilatori a soffitto, limitare i flussi di acqua di rubinetti di lavandini, acquai e docce. Sono tutte soluzioni che consentono di abbattere drasticamente i costi di gestione.

Utilizzare materiali termoisolanti significa evitare gli sprechi legati alla dispersione termica.

Il legno è il materiale ecologico per eccellenza, perfetto per isolare termicamente porte e finestre e dunque gli spazi interni di una struttura ricettiva, oltre ad essere particolarmente flessibile nell’adattarsi a qualsiasi tipo di arredamento e quindi di alta resa anche dal punto di vista estetico.

Utilizzare materiali come il legno per tetto e pareti, oltre a garantire buone capacità isolanti, assicura anche standard di sicurezza piuttosto elevati, svolgendo un’efficace azione anti-sismica per le sue proprietà di elasticità e leggerezza.

Gli infissi dei B&B devono essere adeguatamente isolati, sigillando eventuali spifferi d’aria intorno a porte e finestre, una delle principali cause dell’eccessiva dispersione di energia degli ambienti. L’uso di un buon impermeabilizzante garantisce il mantenimento di una temperatura confortevole all’interno di ogni stanza e limita la fuoriuscita del calore accumulato, rendendo così efficaci i sistemi di riscaldamento, ventilazione e raffreddamento.

La domotica garantisce una migliore gestione energetica degli ambienti, assicurando un maggiore comfort ed una buona temperatura interna dell’aria. Grazie alla domotica è infatti possibile contemporaneamente regolare la temperatura, l’apertura e chiusura delle finestre di una stanza e monitorarne i consumi, assicurando una semplificazione del lavoro di gestione e maggiore comfort per gli ospiti.

L’uso di dispositivi domotici permette infatti di ottenere un notevole contenimento dei consumi legati all’illuminazione ma anche agli impianti di riscaldamento e condizionamento. È ciò che consente ad esempio di spegnere tutte le utenze nel momento in cui un cliente esce dalla propria stanza: luci, riscaldamento, ventilatori, radio e tv. Si evitano così costosi sprechi di energia.

Un buon sistema di termoregolazione del riscaldamento che adegui la produzione del calore all’effettivo utilizzo delle stanze da parte degli ospiti è in grado di rendere più funzionale la gestione dell’impianto di riscaldamento, permettendone anche un buon controllo da remoto, senza alcun intervento edile.

[ Approfondimento: La Domotica in  B&B ]

Per risparmiare energia in un B&B è molto importante anche ottimizzare l’illuminazione.

È consigliabile prediligere l’uso di lampadine a risparmio energetico, preferibilmente a LED. Si può anche sfruttare la luce naturale, utilizzando tendaggi di colore chiaro e infissi di buona ampiezza per godere il più possibile dei raggi del sole.

Alcuni software gestionali assicurano un risparmio minimo del 20 per cento grazie ad una funzione di regolazione automatica dell’illuminazione interna ed esterna. Si tratta di un sistema intelligente che permette di accendere le luci e attivare l’energia elettrica solamente in presenza dell’ospite in stanza o funzionante tramite rilevatore di presenza nelle aree comuni.

Sempre in tema di basso impatto ambientale, per risparmiare in un B&B è consigliabile scegliere fonti di energia rinnovabile e migliorare così la classe energetica della struttura.

Una soluzione può essere utilizzare l’energia solare per produrre energia elettrica e termica. L’uso dei pannelli fotovoltaici e dei collettori solari rappresentano una valida alternativa agli impianti di condizionamento estivo, permettendo di ridurre notevolmente i consumi elettrici e le emissioni di anidride carbonica.

[ Approfondimento: Risparmio energetico in B&B ]

Installare ventilatori a soffitto in sostituzione dell’impianto di aria condizionata può consentire un notevole risparmio di elettricità, oltre ad essere sicuramente più sano, permettendo al tempo stesso una più efficace circolazione dell’aria, con notevoli benefici per l’ambiente dal momento che le emissioni di carbonio vengono ridotte notevolmente.

Un altro accorgimento particolarmente efficace sono i riduttori di flusso per migliorare l’efficienza dei rubinetti dell’acqua e delle toilette.

I soffioni delle docce possono essere regolati tramite speciali sensori elettrici che permettono di avviare o interrompere il flusso d’acqua in caso di necessità, limitando al massimo gli sprechi e risparmiando una buona quantità di energia. Montare soffioni della doccia a risparmio d’acqua non riduce la pressione del getto ma permette di aggiungere aria senza ridurre il comfort.

Insieme agli aeratori per rubinetti, che funzionano secondo lo stesso principio, questo accorgimento permette di contrarre notevolmente la spesa dovuta al consumo di acqua calda.

Queste sono tutte misure di intervento sulla struttura, scelte che si possono fare in fase di ristrutturazione di una casa o un appartamento appena acquistato al fine di avviare un bed and breakfast, oppure in interventi successivi, scaglionati nel tempo.

Gli investimenti si ripagheranno con benefici a lunga durata.
 

Pulizia e manutenzione: la scelta degli elettrodomestici e il taglio del superfluo

Per quanto riguarda invece la gestione quotidiana, oggi possiamo contare su un vasto panorama di opportunità. Cominciamo dalle incombenze come la preparazione della colazione e la pulizia degli ambienti comuni e delle stanze.

La prima scelta da fare è quella di acquistare elettrodomestici di nuova generazione (per molti dei quali sono previsti bonus fiscali), ovvero a basso consumo energetico. Questo contribuirà in modo determinante ad abbassare i costi della bolletta della luce.

Consideriamo inoltre il fatto che dovendo gestire il B&B a livello familiare, ciò significa che non possiamo avvalerci di dipendenti per la pulizia. Può essere quindi una buona scelta quella di valutare l’acquisto di un robot per aspirare la polvere e lavare i pavimenti.

Oggi ne esistono sul mercato di ottimi, che svolgono entrambe le funzioni, per un costo intorno ai 200 euro (che potrà essere detratto come spesa in fase di dichiarazione dei redditi). Uno solo di questi robot è sufficiente a gestire tre camere da letto e gli ambienti comuni con un duplice beneficio: liberare del tempo e ridurre i costi. Mentre infatti il robot si occupa dei pavimenti, noi potremmo pulire i sanitari, rifare i letti, occuparci della cucina. Inoltre questi robot lavano i pavimenti con dei panni in microfibra, senza bisogno di detersivi, che quindi non dovremo più acquistare.

Una scelta positiva per il bilancio del B&B e per l’ambiente.

Una soluzione analoga esiste per l’uso della lavatrice. Oggi non è più necessario spendere in detersivo e ammorbidente poiché esistono delle sfere di minerali che possono essere usate per centinaia di lavaggi, igienizzando il bucato senza bisogno di detergenti. Ogni sfera costa meno di 7 euro e dura fino a mille lavaggi: lava e igienizza grazie all’azione combinata di oltre 80 minerali.

Presenti sul mercato anche speciali sfere magnetiche anticalcare sia per lavatrice che per lavastoviglie: possono essere usate all’infinito, a qualsiasi temperatura, impediscono al calcare di depositarsi sulle strutture interne degli elettrodomestici e rendono l’acqua meno dura, rendendo il bucato più morbido (prolungandone la durata) e le stoviglie più lucenti.

Utilizzando questi accorgimenti un B&B può risparmiare fino a 2 mila euro l’anno.

Per la pulizia dei sanitari si può optare, al posto dei detersivi tradizionali, per aceto e bicarbonato: meno costosi, ugualmente efficaci, rispettosi dell’ambiente e comunque detraibili come spese di gestione.

Scegliere una tale linea permette al gestore di un B&B di raggiungere due obiettivi in un colpo solo: ridurre in maniera determinante i costi e rafforzare la propria identità agli occhi dei clienti.

La veste ecologica è infatti particolarmente apprezzata dalla clientela dei bed and breakfast e promuoverla apertamente, descrivendola sia sul proprio sito on line, che in biglietti o brochure all’interno della struttura può favorevolmente colpire gli ospiti, aumentando nel tempo le prenotazioni.
 

Contabilità e consulenze

La contabilità di un B&B è piuttosto semplice, quindi la consulenza di un commercialista è utile ma limitata.

Per contenere i costi, comunque detraibili dalla dichiarazione dei redditi, si può scegliere di rivolgersi a un Caf, piuttosto che avvalersi di uno studio privato. I Centri di Assistenza Fiscale sono organizzazioni a cui i datori di lavoro e i lavoratori si rivolgono per ottenere assistenza fiscale, spesso per la dichiarazione dei redditi, ma non solo.

Molti dei servizi sono offerti gratuitamente, mentre quelli a pagamento hanno normalmente tariffe inferiori a quelle applicate dagli studi privati. Un esempio: un commercialista chiede in media sui 100 euro per la dichiarazione dei redditi personale, mentre al Caf si paga 70 euro.

Presso questi centri, quasi sempre in comunicazione con i Comuni di residenza, è possibile espletare ogni forma di pratica: dall’Isee alla presentazione della domanda di riconoscimento di bonus energetici o sociali per le utenze domestiche, dalla richiesta del reddito di cittadinanza alla disdetta del canone Rai.
 

Canone Rai e Siae

“Computer, smartphone e tablet non sono apparecchi televisivi se sono privi di sintonizzatore per ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare e quindi non devono pagare il canone Rai”: è quanto ha comunicato già nel 2016 il ministero dello Sviluppo economico.

[ Approfondimento: Come risparmiare il Canone Rai speciale in B&B ]

Ciò rappresenta quindi la possibilità per un B&B di tagliare in un colpo solo sia il canone speciale Rai – comunicando la disdetta e la destinazione di eventuali televisori e radio dismessi – che il canone Siae, poiché anche per i diritti di autore relativi alla musica, i computer, i tablet e gli smartphone, permettono l’accesso a piattaforme sotto licenza CC come Jamendo che, attraverso JamendoPRO ha lanciato più di 180 mila brani fuori catalogo Siae disponibili per la loro diffusione in qualsiasi tipo di esercizio o di spazio pubblico: tutti accessibili direttamente online.

Si può così scaricare musica gratis, senza limiti e in modo legale.

Un certificato di conformità giuridica giustifica l’esenzione Siae in caso di controlli.
 

Riduzione Tari

La tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prevede a livello locale la riduzione dell’importo dovuto da parte di chi produce compost. È un’opportunità di risparmio soprattutto per i bed and breakfast che dispongono di terreni o giardini in cui poter sistemare una compostiera (anche se esiste la possibilità di poterla mettere in balcone) dato che con il compostaggio domestico si può arrivare a risparmiare fino al 30 per cento del costo finale della Tari.

La percentuale di sconto varia da Comune a Comune. A Trieste per esempio è stato stabilito che gli utenti che hanno provveduto a eseguire il compostaggio possano avere uno sconto sulla Tari del 20 per cento, mentre a Bologna la riduzione è solo del 10 per cento.

La produzione di compost in ambito domestico consente una migliore gestione dei rifiuti organici con benefici per il Comune di residenza e per l’ambiente.

Secondo Legambiente “una famiglia media italiana che svolge il sistema del compostaggio domestico può risparmiare fino a 60 euro all’anno sulla tassa dei rifiuti. Un single che vive in una casa di circa 50 mq può realizzare un risparmio di circa 21 euro mentre una coppia che vive in un appartamento di 60 mq arriverà a risparmiare 40 euro”.

Nella maggior parte dei Comuni i B&B familiari sono equiparati alla categoria con il maggior numero di componenti il nucleo familiare, ovvero 6 o più persone, chiaro che quindi il risparmio potrebbe essere anche più alto: tutto dipende dalla percentuale approvata a livello locale.

Chi provvede autonomamente al compost domestico e desidera beneficiare della riduzione sulla tassa dei rifiuti, dovrà quindi presentare un’apposita istanza presso l’Ufficio tributi del Comune di residenza. La richiesta potrà essere eseguita sia su carta libera, sia compilando un modulo prestampato qualora l’ufficio del Comune di residenza dovesse disporne. Nella domanda occorre elencare:

  • i propri dati personali completi di data e luogo di nascita, codice fiscale e residenza;
  • i dati relativi all’immobile;
  • le modalità di smaltimento della frazione organica: se il compost è in giardino ed è a cumulo o se invece è stata adottata una compostiera in balcone;
  • in alcuni comuni d’Italia va allegata fotocopia della carta di identità del contribuente e foto del cumulo del compostaggio o della compostiera.

Alcuni uffici amministrativi comunali dispongono di una sorta di anagrafe dei compostatori.

A seguito della domanda di riduzione della Tari per compostaggio, il Comune di residenza provvede all’inserimento del richiedente nell’elenco dei compostatori con la duplice funzione di individuare in maniera precisa i cittadini più attenti all’ambiente e monitorare costantemente l’operato.

In presenza dei requisiti di legge, il comune di residenza accetta la richiesta di riduzione sulla tassa dei rifiuti e si riserva il diritto di eseguire eventuali controlli per verificare la presenza della compostiera.

La richiesta di riduzione deve essere presentata ogni anno presso gli uffici del Comune di residenza oppure inviata tramite posta raccomandata (con ricevuta di ritorno) all’azienda competente per il servizio.
 

Associarsi conviene

Associarsi con altri gestori di B&B conviene senza dubbio, perché fa sì che l’associazione abbia un maggiore potere contrattuale con gli interlocutori con cui i proprietari delle strutture ricettive si trovano a dover interagire.

[ Approfondimento: Le Associazioni di B&B in Italia ]

Stipulare un’assicurazione per esempio, non è obbligatorio in molte regioni, ma è sicuramente più conveniente se i termini e le tariffe vengono stabilite dal presidente di un’associazione piuttosto che dal singolo individuo.

Nel corso degli anni molti gestori si sono trovati in difficoltà perché hanno sottoscritto con le diverse compagnie assicurative delle polizze eccessivamente onerose che non garantivano di fatto la copertura di tutte le esigenze del settore.

[ Approfondimento: L'Assicurazione per i B&B ]

Contare su un pacchetto clienti, che alletta la compagnia assicurativa per la possibilità di chiudere in un colpo solo un alto numero di contratti, fa sì che i gestori di B&B possano imporre le proprie condizioni sia in fatto di copertura che in fatto di tariffa contenuta.

Inoltre la quota associativa annuale – di solito piuttosto esigua dato che si aggira sui 25 euro, ma comunque mai inarrivabile se consideriamo che le più costose si attestano sui 130 euro per 12 mesi – può essere iscritta tra i costi di gestione e quindi detratta dalla dichiarazione dei redditi come spesa.

Tutte le associazioni mettono a disposizione dei soci una serie di convenzioni vantaggiose che aiutano ad abbattere i costi di gestione per servizi come ad esempio la lavanderia e il giardinaggio, piuttosto che le forniture di beni personali per gli ospiti come shampoo e sapone.
 

B&B imprenditoriali e Locazioni Turistiche

Le misure descritte fin qui per i B&B familiari sono in gran parte applicabili anche per i B&B imprenditoriali e per gli host, tenuto conto del diverso regime fiscale in cui rientrano.

Qualora l’attività non rispetti più le due regole imposte dall’Agenzia delle entrate (ricettività occasionale e gestione familiare), il bed and breakfast deve essere considerato una vera e propria attività di impresa.

Ciò comporta il passaggio nel regime di imponibilità Iva con tutti gli obblighi che ne derivano:

  • apertura partiva Iva;
  • iscrizione alla Camera di commercio;
  • emissione ricevuta fiscale o fattura se richiesta dal cliente;
  • determinazione del reddito di impresa;
  • apertura posizione Inps-Gestione commercianti;
  • tenuta contabilità;
  • tassazione Irpef, Irap e addizionali regionali e comunali;
  • corrispettivi soggetti all’IVA del 10 per cento;
  • applicazione degli studi di settore.

L’Inps per le attività di B&B, affittacamere e case vacanza non prevede l’applicazione di un contributo fisso trimestrale, come disciplinato dall’art.8 del d.l. n. 97, del 29 marzo 1995: “le persone che esplicano l’attività di affittacamere, sono soggette a contribuzione previdenziale in rapporto al reddito effettivamente percepito se inferiore al livello minimo imponibile”.

Un B&B professionale può aderire ad un regime fiscale ordinario con tutti gli oneri e gli adempimenti relativi alla forma giuridica scelta ma ha la possibilità di sfruttare una soluzione più semplice e con un grosso risparmio in termini di adempimenti e tasse da pagare: il regime forfettario.

[ Approfondimento: Il Regime Forfettario in B&B, Affittacamere e Case Vacanza ]

Si tratta di un regime di tassazione agevolato pensato proprio per quelle attività economiche con ridotte dimensioni come può essere appunto un bed and breakfast. I guadagni derivanti dall’attività possono essere sottratti al regime ordinario dell’Irpef e tassati separatamente evitando che vadano a sommarsi all’imponibile Irpef delle persone fisiche che gestiscono l’attività.

Chi aderisce a questo regime vede tassati tutti gli incassi derivanti dalla gestione del B&B con un’imposta sostitutiva determinata in misura fissa del 15 per cento; percentuale che va a scendere al 5 per cento per i primi cinque anni di apertura in caso di nuova attività.

Il termine forfettario indica la modalità con cui viene calcolata questa somma che è pari al 40 per cento del fatturato realizzato, preventivamente scorporato dai contributi previdenziali versati nel corso dell’anno.

Quindi l’imposta non si applica a tutte le somme incassate dall’attività, ma ad una cifra inferiore.

In conclusione il gestore di un B&B dovrà versare, all’anno, una somma pari al 15 per cento del 40 per cento di quanto incassato complessivamente, decurtati i contributi previdenziali.

Per poter accedere a questo sistema di imposta agevolato occorre che:

  • i guadagni annui non superino la soglia di 65 mila euro;
  • le spese sostenute non superino i 5 mila euro per lavoro accessorio, dipendente e per i compensi erogati ai collaboratori;
  • il costo dei beni strumentali, alla data di chiusura dell’esercizio, non sia superiore ai 20 mila euro, al lordo degli ammortamenti.

Il regime forfettario in questo caso offre la possibilità di richiedere facoltativamente una riduzione dei contributi da versare pari al 35 per cento.

La presentazione della domanda deve essere fatta entro il 28 febbraio di ogni anno.

A differenza di un bed and breakfast, che prevede la fornitura di alcuni servizi, la colazione compresa e la presenza di un ospite o una famiglia che interagiscano con i clienti all’interno della struttura, la casa vacanze prevede la locazione temporanea a turisti di un appartamento o di un’intera struttura immobiliare arredata.

Esclusi: pasti (colazione compresa), lavaggio biancheria, pulizia quotidiana della camera, noleggio auto, qualsiasi contesto familiare presente nell’abitazione o la possibilità di entrare in stretto contatto con il proprietario dell’immobile e i suoi familiari.

La casa vacanze può essere gestita anche a livello imprenditoriale e può usufruire di personale o collaboratori regolarmente assunti con contratti di lavoro. 

Non vi è nessun obbligo di residenza e domicilio, come invece avviene per un B&B, all’interno dell’abitazione affittata.

La differenza sta anche nella modalità di tassazione: rientra infatti nella tipologia dei canoni di affitto percepiti ed è soggetta a diversi tipi di tassazione a seconda di una serie di considerazioni:

  • durata dell’affitto,
  • tipologia di locazione,
  • se la persona che affitta svolge attività imprenditoriale o meno.

Sono disponibili tre modalità di tassazione:

  1. redditi fondiari: tassazione canone locazione turistica saltuaria;
  2. redditi diversi: esattamente come nel caso del B&B familiare quando l’attività non è ritenuta abituale;
  3. redditi di impresa: tassazione locazione turistica, attività imprenditoriale (con obbligo di partita Iva, aliquote Ires, Irap, Inail, Inps).
Una vacanza in Bed and Breakfast è il modo più intimo e confortevole per conoscere l'Italia
(Vedi lo Spot Video del B&B) - È possibile che fra gli iscritti al portale www.bed-and-breakfast.it ci siano strutture che non sono dei bed & breakfast puri (affittacamere, locande, agriturismo, case vacanza, affitti turistici, family hotel). Se, infatti, i limiti legislativi del b&b sono chiari, molte persone amano viaggiare in strutture gestite familiarmente anche se queste non possono, legislativamente parlando, fregiarsi del titolo di b&b. Per ogni struttura è indicata la tipologia che, se cliccata, indica esattamente quali sono le sue caratteristiche.
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