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Una forma di mercato emergente: il caso dei Bed & Breakfast in Italia

Di Sarah Cipolla
UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
Facoltà di Economia e Giurisprudenza
Corso di Laurea triennale in Economia Aziendale
Relatore: Prof.ssa Maria Cristina Piva
Anno Accademico: 2017/2018

1.1 - Forme di mercato (strutture alberghiere ed extra alberghiere)

L’offerta ricettiva è molto diversificata e tende a soddisfare le molteplici richieste dei clienti. All’interno del settore, le forme di mercato sono: strutture ricettive alberghiere, che si distinguono in alberghi o hotel, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi e condhotel e strutture extraalberghiere, che comprendono Bed & Breakfast, agriturismi, case per ferie, ostelli per la gioventù, locande, case e appartamenti per vacanze, rifugi montani, aziende ricettive all’aria aperta.

La legge del 17 maggio 1983, n.217 “Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica” ha classificato le diverse tipologie e i requisiti minimi delle strutture ricettive alberghiere, escludendo i Bed & Breakfast perché non erano ancora presenti sul territorio. Le strutture ricettive alberghiere sono classificate con un numero di stelle da 1 a 5 in base alle dimensioni della struttura, ai servizi offerti e alla qualifica dei dipendenti. Sono strutture organizzate per fornire al pubblico, con gestione unitaria, un alloggio in almeno sette camere o appartamenti; devono possedere almeno un servizio igienico ogni 10 posti letto, un lavabo con acqua corrente calda e fredda per ogni camera, un locale ad uso comune e impianti tecnologici e numero di addetti adeguati e qualificati al funzionamento delle strutture.

Le strutture extra-alberghiere sono soggette ad una regolamentazione specifica a livello regionale e nel corso del tempo hanno modificato i servizi offerti, adeguandosi sempre di più alle richieste dei clienti. I prezzi delle strutture vengono decisi da ogni struttura autonomamente e devono essere comunicati alla regione di riferimento per poi essere pubblicati.

Il mercato delle strutture ricettive è quindi formato da limitate tipologie di strutture che offrono però dei beni non omogenei, per questo aspetto il settore potrebbe essere classificato come un oligopolio. Nel contesto in cui le azioni della struttura ricettiva producono effetti che si ripercuotono in parte sulle altre attività limitrofe, si può assimilare al modello di oligopolio Cournot esteso. Questo modello richiede l’avvenimento di un’azione simultanea ad un numero preciso di imprese analizzate. Data una precisa domanda, si dimostra che all’aumentare del numero di imprese, la quantità di output prodotto dall’intero sistema aumenta, in questo caso si può assimilare al numero di camere offerte, la redistribuzione per ogni struttura diminuisce. In questo caso i profitti dell’impresa rappresentativa si riducono e diminuisce il potere di mercato.

Dal punto di vista della domanda, una delle caratteristiche più importanti è la variabilità che si manifesta attraverso una disomogenea concentrazione della domanda, che varia a seconda dello scopo, lavorativo o di piacere. Di conseguenza, nel primo caso, la richiesta si concentrerà nei giorni lavorativi e, nel secondo caso, per la maggior parte in quelli festivi e fine settimana. Le strutture ricettive possono incontrare alcune difficoltà: l’impossibilità di modificare la capacità produttiva in relazione alla domanda turistica e, di conseguenza, l’insaturazione delle camere in alcuni giorni dell’anno e la saturazione in altri. Un altro problema può essere l’instabilità legata a fattori esogeni, come il rischio di eventuali attentati terroristici in alcune località ed eventi non controllabili che indirettamente modificherebbero la domanda. Per questi motivi, la domanda nelle strutture ricettive si può considerare rigida e instabile.