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Lavoratrici autonome dell'ospitalità in famiglia: motivazioni e percorsi delle proprietarie di bed & breakfast

di Silvia Lisanti
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Facoltà di Sociologia
Corso di laurea in Scienze del turismo e comunità locale
Anno Accademico:
2012/2013
Relatore: Prof.ssa Ivana Fellini
Tesi di Laurea di: Silvia Lisanti
Matr. 740216

1.4 - Il particolare setting lavorativo

La sociologa inglese Maria Laura Di Domenico ha studiato l'ospitalità in famiglia dal punto di vista delle dinamiche di genere che si sviluppano nel distintivo setting lavorativo delle imprese turistico-ricettive home-based. Come la ricercatrice ha rilevato nell'ambito della sua indagine, esiste una carenza di studi e di ricerche che focalizzino il tema dell'home-based business e del contesto domestico dell'autoimpiego nel settore dell'ospitalità turistica. Se questo è vero nel Regno Unito, dove le case per gli ospiti e i bed & breakfast sono forme tradizionali di accoglienza turistica, con una storia che si è consolidata nell'arco di molti secoli, lo è ancora di più in Italia, dove il fenomeno della microricettività home-based è relativamente recente.
È molto vasta invece, la letteratura sul significato e sullo scopo della casa privata. In passato, soprattutto per le donne, i confini che separavano l'ambito domestico dall'ambito lavorativo erano offuscati; i primi tentativi di separare le due sfere risalgono al XIX secolo, periodo in cui l'inurbamento aveva provocato l'abbandono delle campagne in favore dello spostamento verso le città, dove si trovavano le fabbriche. L'industrializzazione non significò solo rivoluzione tecnologica, ma anche trasformazione sociale e culturale; uno degli effetti del nuovo modo di pensare e di organizzare la vita quotidiana fu la separazione degli spazi: quello del lavoro diventò uno spazio pubblico, lontano da casa e di dominio maschile; lo spazio domestico invece, intimo e privato, assunse connotazioni femminili. Questa divisione aprì la strada alle forme moderne di organizzazione del lavoro e della società, che si basano appunto sulla divisione degli spazi e delle attività destinati alla sfera lavorativa o a quella domestica.
Secondo alcuni autori, i bed & breakfast e le case per gli ospiti rappresentano un ritorno alle origini, ovvero una riproduzione nella modernità di pratiche di organizzazione del lavoro premoderne. Questo tipo di imprese integrano una funzione di tipo commerciale alla funzione tradizionale della casa, annullando il confine tra la sfera pubblica e la sfera privata: le delimitazioni dei due spazi si dissolvono, in quanto il luogo di lavoro va a coincidere con il luogo in cui si vive, proprio come succedeva nelle società rurali.
La promiscuità non riguarda solo la relazione tra lo spazio lavorativo e lo spazio domestico, ma anche e soprattutto la relazione tra il ruolo lavorativo e il ruolo domestico delle proprietarie delle strutture ricettive home-based. Gli spazi della vita domestica quotidiana riflettono inevitabilmente norme e costruzioni sociali della femminilità, le quali collegano il concetto stesso di femminilità ai concetti di cura, educazione e maternità. Dal momento che nelle imprese home-based dell'ospitalità il setting domestico coincide con quello lavorativo, le donne che gestiscono tali imprese rimangono dentro a questa ambientazione e piuttosto che superare gli stereotipi di genere, che le inquadrano come addette volontarie e non retribuite alla cura della casa e della famiglia, rafforzano la loro sudditanza ai ruoli di genere. Per indagare la relazione casa-lavoro e il conflitto dei ruoli nelle tipologie di ospitalità home-based, Maria Laura Di Domenico ha intervistato una trentina di proprietari di bed & breakfast e case per gli ospiti in due città scozzesi, e ha cercato di cogliere i loro punti di vista e la loro percezione di sé. Poiché il campione della ricerca comprendeva soggetti di entrambi i sessi, la ricercatrice ha potuto individuare alla fine del lavoro tre categorie di proprietari: una categoria era composta da donne che, anche quando sposate, gestivano l'attività da sole, senza l'ausilio dei coniugi; una seconda categoria era composta da coppie di proprietari e infine l'ultima categoria era composta da uomini che gestivano l'attività senza l'ausilio delle mogli, laddove presenti.
Dalla ricerca è emerso che per le proprietarie che gestivano l'attività senza la cooperazione dei coniugi il conflitto dei ruoli era molto evidente: esse si preoccupavano di separare gli spazi dedicati all'attività di gestione del bed & breakfast dalle altre zone della casa, per preservare la sacralità dello spazio domestico quale luogo di riposo e ristoro del coniuge (secondo una concezione della casa fortemente maschile). Nei casi dei bed & breakfast gestiti da coppie di proprietari, è stato rilevato che i ruoli erano definiti in relazione alla divisione dei compiti lavorativi, la quale a sua volta originava da una concezione tradizionalista basata sul genere: la donna si occupava della preparazione della colazione, del rifacimento dei letti e della pulizia degli ambienti, mentre l'uomo ricopriva il ruolo del factotum e svolgeva principalmente compiti manuali legati alla manutenzione del bed & breakfast. Nei casi di proprietari uomini, sono stati rilevati atteggiamenti di rifiuto e distanziamento dalle etichette che di solito vengono attribuite all'occupazione, tipicamente femminile, di gestione del bed & breakfast; inoltre i proprietari uomini hanno enfatizzato la serietà del loro lavoro, contraddistinguendolo da un semplice hobby. Le proprietarie donne, da parte loro, hanno manifestato il loro stupore in relazione all'esistenza di gestori di sesso maschile, sostenendo lo stereotipo per cui la gestione di un bed & breakfast è un'occupazione femminile.
In conclusione la ricerca condotta della sociologa Di Domenico ha dimostrato che nelle microimprese dell'ospitalità in famiglia, gli stereotipi e le costruzioni dei ruoli basati sul genere vengono trasferiti dal contesto domestico al contesto lavorativo, favorendo l'ipotesi secondo la quale la scelta imprenditoriale femminile in questo ambito rafforza la sudditanza ai ruoli di genere piuttosto che agevolare l'emancipazione dagli stessi.