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Il fenomeno Bed&Breakfast nella regione Puglia

di Marco Barletta
Università degli Studi del Molise
Sede di Termoli
Dipartimento di Bioscienze e Territorio Corso di Laurea in Scienze Turistiche
Relatore: Chiar.mo Prof. Antonio Minguzzi
Anno Accademico 2014/2015

4.3 - Nuovo modello di ospitalità: l’Albergo Diffuso, una declinazione del Bed & Breakfast

Accanto alla ricettività tradizionale, in Italia, nell’ultimo ventennio, si è andata sviluppando una tendenza, già parzialmente esaminata precedentemente, ossia quella di recuperare il patrimonio di abitazioni già esistente.
Se però, finora, abbiamo preso in considerazione questo fenomeno analizzando il recupero degli spazi in prospettiva dell’avvio di un’attività di Bed & Breakfast, ora prenderemo in considerazione, una sorta di declinazione, una sua naturale evoluzione, una vera e propria tendenza tutta italiana, sviluppatasi in molti borghi italiani negli ultimi anni e che pian piano stiamo esportando anche all’estero, parliamo di un’offerta di ospitalità “diffusa”.
I modelli e le denominazioni di ospitalità diffusa sono diversi: Paesi albergo, borghi albergo, case albergo ed alberghi diffusi; son tutte forme di sviluppo del territorio e di turismo sostenibile, per cui incontrano sempre più i consensi delle Amministrazioni Comunali, dei residenti, degli operatori turistici e soprattutto dei turisti.
Le stime in questo senso, sono molto incoraggianti e parlano di un fenomeno di offerta di ospitalità diffusa in Italia, che coinvolge un numero sempre crescente di iniziative; queste ultime, negli ultimi tempi, hanno riscosso notevole interesse anche da un punto di vista editoriale, ma non ci riferiamo solo a riviste di turismo o guide turistiche specializzate, bensì anche all’editoria tout court, in quanto un vero e proprio fenomeno di costume e di tendenza.

Il modello più interessante e più innovativo tra le forme di ospitalità diffusa, è senza dubbio, quello dell’Albergo Diffuso, un modello originale di ospitalità che si configura come un fenomeno con radici storiche e culturali proprio nel nostro Paese, già nei primi anni ottanta, quando in Friuli, ci si pose il problema del recupero di interi borghi, fortemente danneggiati dal terremoto e che dopo circa un decennio, si sostanziò in un’offerta ricettiva di case e appartamenti restaurati.

L’offerta turistica che ne derivò consisteva, appunto, in case sparse nel borgo utilizzabili a fini turistici, ma non erano ancora previste un’organizzazione ed una gestione prettamente alberghiere.
Parliamo quindi, fino alla metà degli anni novanta, di un fenomeno ancora agli albori, abbastanza isolato e poco conosciuto, fino a quando prese piede, grazie ai programmi L.E.A.D.E.R. (a cui si è fatto riferimento nel paragrafo precedente), allorquando furono presi in considerazione programmi di sviluppo locale che prevedevano il risanamento di immobili presenti nei borghi, per dare avvio a progetti di natura ricettiva.
Non vi era in tal senso ancora una normativa nazionale di riferimento e come abbiamo visto, anche il Bed & Breakfast fino agli inizi degli anni duemila, era poco conosciuto e sviluppato, per cui parliamo davvero di progetti isolati di cui poco si conosceva una volta superate le mura dei borghi stessi.
Dopo aver fatto cenno alle origini di questo fenomeno, ora cerchiamo di fornire una definizione che faccia comprendere appieno le caratteristiche distintive dell’Albergo Diffuso:
l’albergo diffuso può essere definito come un albergo orizzontale, situato in un borgo o in un centro storico, con camere e servizi dislocati in edifici diversi, seppure vicini tra di loro; esso è quindi, una struttura ricettiva unitaria, gestita in forma imprenditoriale, che si rivolge ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio, autentico e a contatto con i residenti, usufruendo dei normali servizi alberghieri”.

Da questa definizione, si possono evincere sostanzialmente due cose:

  • che l’albergo diffuso è un modello di ospitalità originale;
  • che rappresenta un modello di sviluppo turistico del territorio.

In estrema sintesi, si tratta di un’offerta ricettiva, ma non solo, concepita per regalare agli ospiti l’esperienza di vita in un centro storico di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè sull’accoglienza, sull’assistenza, sulla ristorazione, su spazi e servizi comuni per gli ospiti, ma alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’Albergo Diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni e l’area ristoro.
Ma così come avevamo esaminato per il Bed & Breakfast, anche l’Albergo Diffuso non crea alcun impatto ambientale e rappresenta anch’esso un modello di sviluppo del territorio per la capacità di coinvolgimento di una serie di attori presenti sul territorio stesso, non rappresentati solo dagli operatori turistici, ma anche e soprattutto dai cittadini residenti, parte integrante ed attiva del prodotto turistico-territoriale offerto.
Un Albergo Diffuso, infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono ed alla presenza di una comunità residente partecipe, riesce a proporre non solo un’esperienza di soggiorno, bensì un vero e proprio stile di vita.

Partendo ora dalla definizione di Albergo Diffuso, focalizziamo l’attenzione sui requisiti fondamentali dello stesso:

  • la distanza massima tra gli immobili, non dev’essere tale da impedire una gestione ottimale dei servizi di accoglienza degli ospiti, per consentire loro di poter apprezzare le caratteristiche insite della formula ospitale tipica dell’Albergo Diffuso;
  • vi è la necessità di una gestione sì competente e professionale, ma al tempo stesso non standardizzata, come quella tipicamente alberghiera, bensì coerente con la proposta di autenticità dell’esperienza;
  • bisogno di uno stile riconoscibile, di un’identità evidente in tutte le componenti gestionali ed organizzative, che non si deve quindi, presentare solamente come un insieme di abitazioni messe in rete, piuttosto come una struttura con “un’anima” votata all’ospitalità.

Il calore di un’accoglienza autentica, far vivere lo stile di vita della popolazione residente, far soggiornare gli ospiti come fossero degli “abitanti temporanei”, in un ambiente organizzato e gestito come fosse un albergo seppur meno formalizzato, ecco, sono queste le caratteristiche peculiari di questa nuova formula di ospitalità.
L’Albergo Diffuso si è quindi, rivelato notevolmente appropriato alla valorizzazione dei borghi e dei centri  storici fortemente attrattivi da un punto di vista culturale ed architettonico, che attraverso il restauro di antiche dimore, altrimenti inutilizzate, hanno visto aumentata la capacità ricettiva del luogo, evitando però ulteriori costruzioni.
Da questo ed altri aspetti, si possono notare le notevoli similitudini con l’ospitalità in Bed & Breakfast, solo che quest’ultima è un’esperienza più “individuale”, sia da parte del gestore, sia dell’ospite, mentre l’Albergo Diffuso, per molti versi la sua naturale evoluzione, proprio perché coinvolge l’intera comunità ospitante, è più “collettivo”, richiede una maggiore partecipazione oltre che aspetti organizzativi più complessi.
Entrambe le forme di accoglienza però, si rivolgono oggigiorno ad un target di viaggiatori evoluto, esigente, esperto, sempre più alla ricerca di formule innovative ed originali di soggiorno, che nel pieno rispetto dell’ambiente, rispecchino il più possibile l’identità del luogo che li ospita.

Ogni Albergo Diffuso, per tali motivi, risulterà essere differente dagli altri, connotato da un proprio stile gestionale per le modalità di erogazione dei servizi e per il suo collegamento con il territorio; ciascuno di essi ha uno stile “unico” perché rispecchia contemporaneamente la personalità di chi lo ha voluto e lo spirito della popolazione ospitante.

Gli alberghi diffusi possono caratterizzarsi addirittura per un tema che diversifichi la loro proposta ospitale, ad esempio: tema musicale, sportivo, enogastronomico; e a tal proposito, nell’Albergo Diffuso, risulta essere fondamentale la figura del cosiddetto “narratore dei luoghi”, ossia di colui che all’interno dell’Albergo Diffuso guida il turista “raccontando il territorio”, mettendone in luce storia ed opportunità, ma anche e soprattutto le emozioni ed i valori.

Al centro dell’esperienza di viaggio, dovrà essere sempre primaria la relazione con il turista, al quale va riconosciuto il diritto ad una “informazione certificata”, così come la definiscono gli aderenti all’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, che vanta ormai qualche decina di strutture sparse su tutta la penisola italiana.
Una menzione particolare va fatta al Presidente della suddetta Associazione, nonché ideatore di questo modello di ospitalità, Giancarlo Dall’Ara, consulente di diverse Regioni italiane, destinazioni turistiche e Consorzi di operatori.
La sua attività è risultata particolarmente brillante e vincente, a tal punto da essere presa a modello anche all’estero, poichè propone un approccio non tradizionale al marketing, sviluppando temi che vanno dalla gestione delle relazioni e del “ricordo”, al marketing di nicchia, nei quali valorizza strumenti quali il racconto, i “rimandi”, l’accoglienza e la capacità di fare sistema sul territorio.

In conclusione, l’Albergo Diffuso, in virtù delle sue specificità concettuali, quindi, del suo rapporto di simbiosi con il territorio nel quale è ubicato, non può essere inteso come semplice impresa ricettiva, bensì è considerato di per sé un “prodotto turistico” completo, non è quindi solo un posto nel quale il turista decide di soggiornare ma diventa sempre più spesso un’attrattiva in grado di spostare gli equilibri nella scelta dell’esperienza di viaggio.
Oltretutto, rappresenta per la comunità ospitante un modello imprenditoriale capace di generare un indotto in grado di creare occupazione, stimolare sinergie e di conseguenza diffondere prosperità.
Tutti questi punti di forza messi insieme, fanno sì che questo modello sia oggi molto apprezzato all’estero, come già più volte ribadito, al punto tale che il New York Times lo ha definito “un progetto di ospitalità semplice ma geniale”, che sta cambiando il panorama dell’offerta turistica nel nostro Paese, rappresentando appieno il made in Italy.

Tutto ciò ha trovato conferma nel fatto che tanti turisti stranieri decidono di soggiornare in Italia presso un Albergo Diffuso alla scoperta di un’Italia “minore” quella dei borghi e dei paesi meno noti, spesso lontani dai circuiti turistici e proprio per questo motivo, rimasti intatti nella loro autenticità.