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Il fenomeno Bed&Breakfast nella regione Puglia

di Marco Barletta
Università degli Studi del Molise
Sede di Termoli
Dipartimento di Bioscienze e Territorio Corso di Laurea in Scienze Turistiche
Relatore: Chiar.mo Prof. Antonio Minguzzi
Anno Accademico 2014/2015

3.1 - Nuovi trend turistici: “il turista del terzo millennio”

Per comprendere meglio le ragioni per le quali in Italia in generale, ma anche nella regione Puglia, l’ospitalità in Bed & Breakfast ha avuto un così forte sviluppo in poco più di un decennio, ritengo sia doveroso analizzare l’evoluzione del sistema turistico in quest’ultimo periodo, vale a dire analizzarne i trend per comprendere gli aspetti caratterizzanti del cosiddetto “turista del terzo millennio” e le innovazioni alla base dei mutamenti.
Iniziamo col dire, che il concetto di turismo sebbene sia legato all’insieme delle relazioni che nasce dallo spostamento temporaneo delle persone, è comunque connesso indissolubilmente al pernottamento, per cui laddove vi siano flussi di visitatori richiamati dalle attrattive del territorio, senza che vi sia il pernottamento, non parleremo di fenomeni propriamente turistici bensì escursionistici.
Il Bed & Breakfast, ha potuto avere, quindi, una sua naturale evoluzione nelle località nelle quali era evidente la necessità del turista di voler soggiornare e trascorrere più di una giornata in quel luogo per poterne apprezzare le sue potenzialità.

Le ragioni per le quali una persona può decidere di viaggiare, sono però innumerevoli e sono via via aumentate col trascorrere degli anni; in primis, una macro distinzione riguarderà le motivazioni legate al lavoro, il cosiddetto turismo business o travel che includerà a sua volta il turismo legato ai lavoratori in trasferta, al settore M.I.C.E. (Meeting, Incentive, Congress, Event) o dei viaggi d’affari; oppure legate allo svago, al tempo libero, ossia il cosiddetto turismo leisure.

Quest’ultima forma di turismo, a sua volta, può essere indotta da motivazioni differenti legate alla risorsa “mare”, ma anche alla cultura, alle risorse paesaggistiche piuttosto che all’enogastronomia o all’aspetto rurale del territorio.

Queste d’altronde, sono solo alcune delle motivazioni che inducono a praticare qualsivoglia forma di turismo; attualmente infatti,  le tipologie di turismo praticate, sono estremamente numerose, per cui se vogliamo anche impropriamente, oggi si parla di “turismi”, ossia di una molteplicità di forme di turismo che segna il cambiamento sociale ed economico dei nostri giorni.
Al giorno d’oggi, quindi, per le varie modalità di fare turismo, gli attori interessati e coinvolti sono molti, per cui il viaggiatore non è più lo stesso di un ventennio fa, sono di fatto cambiate le sue aspettative e le sue esigenze.
Un tempo, infatti, le località di vacanza si preparavano, con l’avvicinarsi dell’alta stagione, ad accogliere i loro turisti, molto spesso fedelissimi che puntuali si ripresentavano ogni anno, con tutta la famiglia, per pernottare nell’albergo di fiducia.
Il tempo della vacanza era effettivamente il momento della sospensione dell’identità e del riposo: non era importante il posto in cui ci si trovava, ciò che contava era la distanza dal luogo di residenza e dalle abitudini di tutti i giorni, la condivisione di nuove abitudini con altre persone, il ritrovarsi in una nuova socialità.
Lunghe file di ombrelloni sui litorali, nei quali senza troppe differenze, masse di persone trascorrevano un’esperienza di vacanza sostanzialmente simile, fatta essenzialmente di bagni ed  abbronzatura; le tipologie di vacanze possibili ed anche il numero di destinazioni a disposizione erano quantomeno molto più limitate rispetto ai nostri giorni.

Il fenomeno della globalizzazione ha comportato la competizione tra destinazioni non più su scala locale o nazionale, ma addirittura mondiale; i consumatori, soprattutto grazie al notevole abbassamento delle tariffe aeree coi voli low cost, hanno a disposizione buona parte del globo per i loro viaggi.

Un altro ruolo chiave nel processo di cambiamento è stato giocato dal fattore internet, con l’avvento del web, infatti, i fornitori di servizi turistici hanno avuto la possibilità di raggiungere direttamente i consumatori finali, con progressiva perdita di potere dei canali d’intermediazione tradizionali.

Dall’altra parte, il turista moderno grazie all’avvento di internet è diventato più consapevole ed informato, ha la possibilità comodamente seduto da casa, con un semplice click, di mettersi alla ricerca di informazioni, di farsi influenzare da recensioni ed esperienze altrui e può tranquillamente paragonare le località e le strutture, sia nelle caratteristiche e nelle attrattive, sia nel rapporto qualità-prezzo.
Le barriere all’ingresso sempre più basse hanno portato molti nuovi attori ad affacciarsi al settore, ma l’aspra competizione tra i diversi operatori ha reso necessaria, soprattutto per i competitors minori, la ricerca di una chiara e netta differenziazione, così da essere in grado di offrire alla potenziale “clientela” di viaggiatori una proposta unica e distintiva.
Grazie ad internet, inoltre, si è assistito al consolidarsi del fenomeno della long tail, la “coda lunga”: secondo tale modello, il futuro del business non è dato come in precedenza, dalla vendita degli stessi prodotti ad una grande massa di persone, bensì piuttosto nel commercializzare una più vasta selezione d’articoli, ciascuno con una sua piccola fetta di “clientela”.
Il modello della long tail, ben si adatta a rendere l’idea di quanto stia accadendo anche in ambito turistico grazie al web: ad esempio, un piccolo Bed & Breakfast pugliese che voglia vendere le sue poche camere, ad esempio ad una “clientela” prevalentemente straniera, amante della campagna, del cibo biologico e degli animali, potrà farlo senza eccessive barriere e difficoltà.
Se la sua offerta è, infatti, già adeguata a quel tipo di target, sarà sufficiente renderla visibile allo stesso, attraverso un sito ben indicizzato, tradotto per lo meno in lingua inglese, ricco di contenuti ed informazioni d’interesse ed attraverso una diffusione parallela del link del sito stesso, sui principali portali tematici, forum, blog e community on-line, coi quali il target d’interesse si informa e prenota le proprie vacanze.

Da un lato, quindi, l’offerta turistica si sta sempre più specializzando nel servire specifiche nicchie di viaggiatori nel caso specifico, dall’altro lato, la domanda richiede proposte sempre più tailor made (ossia cucite su misura in base alle specifiche esigenze).

Di conseguenza cambiano la filosofia e lo spirito di fare turismo, ci si sposta più facilmente rispetto a prima, più rapidamente e con costi nettamente inferiori, per cui la vacanza, lungi dal coincidere come in passato con il tempo della sospensione dell’identità e del riposo, sta pian piano divenendo un momento forte di ricerca e affermazione di sé, dei propri valori e delle proprie passioni.

Il turismo è sempre più esperienziale, ciò significa essenzialmente vivere appunto delle esperienze di viaggio significative, inoltre, qualsiasi sia la motivazione del viaggio, oggi il turista più che una singola attrattiva cerca per lo più un vero e proprio  “prodotto turistico”, vale a dire un insieme di aspetti caratterizzanti una destinazione, da vivere appieno calandosi completamente in quella realtà.
Si parla di “turismi”, infatti, proprio a significare che esiste una molteplicità di forme di turismo estremamente ricca, per cui tentare una classificazione univoca ed esaustiva è un’impresa praticamente impossibile.
Per di più, alcune ricerche di natura antropologica hanno riscontrato notevoli cambiamenti nel comportamento delle persone in vacanza, evidenziando come si stia assistendo ad un lento ma importante cambiamento di prospettiva.
Le aspettative di quanti acquistano un pacchetto vacanza, che sia un soggiorno in albergo, in campeggio o in appartamento non sono riconducibili al semplice acquisto di un servizio, quanto piuttosto all’acquisto di un vero e proprio stile di vita; vale a dire un soggiorno in un albergo o in una località, è percepito anche come la possibilità di accedere ad uno stile di vita ambito e diverso da quello abituale e se la destinazione non è in grado di permettere questo tipo di visione, rischia di perdere la sua capacità evocativa.

Un altro trend che emerge con forza sempre maggiore è quello del cosiddetto turismo responsabile, con l’idea di base che il turismo debba contribuire al miglioramento della qualità di vita della popolazione indigena, nel massimo rispetto dell’economia del posto e dell’ambiente circostante.

Più in generale, anche se gli interessi sembrano essere i più disparati, uno sicuramente emerge su tutti gli altri, ossia un orientamento che si ravvisa in maniera piuttosto diffusa è senz’altro quello della ricerca di autenticità: di fatto, molti viaggiatori desiderano scoprire realmente la natura dei luoghi che stanno visitando, lontano dai tradizionali clichés turistici.
Oggi, quindi,  le parole chiave per un nuovo approccio turistico, in grado di interpretare nuovi bisogni e nuove esigenze del “consumatore” di località turistiche, sono “inedito” ed “autentico” ed al tempo stesso questi trend trovano il loro naturale corollario in forme di ospitalità che della salvaguardia dei luoghi, dell’ambiente e degli stili di vita hanno fatto la loro ragion d’essere.
Dalle ricerche emerge, pertanto, come il viaggiatore moderno sia molto scrupoloso ed oculato nella scelta delle nuove località di destinazione e riponga maggiore attenzione nella qualità dei consumi orientati non più solo alle mode ed ai prezzi, ma anche ai contenuti ed ai significati e dunque verso esperienze originali; i nuovi turisti sono più maturi e tralasciano le mete tradizionali perché cercano emozioni ed esperienze più vere, più a contatto con la cultura e la gente dei luoghi visitati.
Questa tendenza trova conferma anche in un’indagine Censis che prova l’esigenza del consumatore turistico di fare di ogni occasione una “total leisure experience”, in grado di soddisfare sia la motivazione di un’attrattiva di base quale ad esempio, il contatto con la natura e la cultura del luogo, sia di rispondere alla necessità di un appagamento complessivo nell’uso del proprio tempo libero attraverso la ricettività, la ristorazione e la riscoperta di prodotti tipici di qualità che rispecchino l’identità e le risorse dei luoghi.

Stesso trend si riscontra anche per gli stranieri che scelgono l’Italia come meta turistica, cresce infatti anche per loro, l’interesse per il turismo di scoperta del territorio e delle tipicità locali, nella ricerca di un’esperienza autentica dei luoghi, nella riscoperta delle tradizioni e delle risorse locali, nell’interesse per nuovi modelli di vacanza che combinino le abituali attività ricreative, con nuove esperienze culturali.

Riassumendo quanto detto, diciamo che negli ultimi anni si è assistito a un rapidissimo cambiamento nelle abitudini, nei gusti e soprattutto nei tempi e nelle modalità di fruizione del prodotto turistico; se prima il modello di vacanza si poteva identificare in immagini precise e prodotti preconfezionati, oggi il turismo tende a declinarsi in un ventaglio di proposte sempre più orientate alla personalizzazione.
Il turismo cosiddetto “di nicchia” è capace di regalare inoltre chicche di estrema originalità, infatti, il progressivo affermarsi di un turismo sempre più diversificato rappresenta una grandissima opportunità per il nostro Paese che, proprio perché caratterizzato da località molto diverse da un punto di vista ambientale, climatico, storico, eno-gastronomico, culturale e paesaggistico, ben si adatta a rispondere alle esigenze di tanti piccoli target di viaggiatori.

In questo scenario turistico così variegato, anche la Puglia è riuscita nell’ultimo decennio a ritagliarsi un ruolo da protagonista in termini di offerta territoriale, grazie ad un prodotto turistico tanto eterogeneo quanto attrattivo.

Il patrimonio del territorio pugliese risulta essere infatti, composito ed altamente competitivo, poichè riesce a mettere insieme un mix di risorse piuttosto ampio e diversificato capace di unire un mare cristallino, con le sue coste frastagliate e le sue spiagge sabbiose ad attrattive culturali, storiche, altresì legate a luoghi di culto; Regione in grado di abbinare bellezze paesaggistiche, risorse rurali e naturalistiche, ai caratteristici muretti a secco, ai profumi ed ai colori della macchia mediterranea; territorio che accosta i “trulli” famosi in tutto il mondo, alle altrettanto note “masserie”; mette insieme i piccoli borghi coi castelli medievali, con un passato ricco di tradizioni, con l’estrema varietà e bontà dei prodotti tipici: caseari, da forno, produzioni agricole, produzioni tipiche dell’artigianato e dell’agroalimentare, fino ai prodotti enologici che ormai sono altamente apprezzati non solo nel resto d’Italia ma anche all’estero.

La Puglia, quindi, può offrire un’ospitalità “senza stagioni”, ossia senza tempo ed in località ricche di ambiente e cultura, la cui valorizzazione e promozione mirano oltretutto a destagionalizzare i flussi turistici invogliando i potenziali viaggiatori a trascorrere dei weekend, magari reiterati nel corso dell’anno, specie nel periodo primaverile ed autunnale.
Anche da un punto di vista istituzionale, la Puglia ha puntato molto su una comunicazione atta a mettere in evidenza non solo le peculiarità, ma anche o soprattutto a far risaltare l’eterogeneità di questa regione, che pur vantando una gamma di proposte piuttosto ricca, ha la possibilità di vederle accorpate in un unico prodotto turistico, comunque omogeneo, composto da più attrattive territoriali che ben si sposano ad essere fruite congiuntamente.
Pensiamo ad una forma di turismo culturale, con la quale visitando piccoli borghi medievali ricchi di storia, potremmo apprezzare oltre i caratteristici vicoli anche i castelli, le chiese ed al tempo stesso la tradizione ed il folklore, con la conoscenza del costume della gente che vi abita; queste risorse appena elencate si sposano del resto in modo ottimale con la degustazione delle tipicità locali, dietro le quali vi è comunque un vissuto, fatto di racconti, aneddoti legati alla storia ed alle tradizioni locali.
Inoltre, anche suddetta tipologia di vacanza, non stride con una passeggiata sulla costa per apprezzare la risorsa mare quando il sole non è così cocente e le spiagge non sono ancora affollate; ma al tempo stesso può essere accostata ad un’escursione tra i vigneti, nella macchia mediterranea, fra i muretti a secco, le edicole votive e le antiche masserie; tutto ciò è storia, quindi cultura.

Per tali motivi sono stati coniati degli slogan che evidenziassero questi aspetti e quelli che seguono sono solo alcuni esempi:

  • “Puglia per tutte le stagioni”;
  • “Puglia aperta tutto l’anno”;
  • “Non rincorrere la Puglia. La Puglia è bella tutto l’anno”;
  • “Vieni in vacanza in Puglia. Farai di tutto per restarci”.

La Puglia, per tali motivi, ha fatto notevoli passi in avanti da un punto di vista turistico, giovando anche della fama del brand territoriale “Salento” che ormai è conosciuto potremmo dire nel mondo intero ed è diventato un vero e proprio prodotto turistico di tendenza, per i più giovani grazie alle attrattive balneari legate al divertimento, ma anche per i meno giovani proprio per la ricchezza delle sue risorse culturali e che quindi ha potuto fare da traino alle località circostanti meno conosciute.
Il successo della regione Puglia, ha sicuramente concorso al successo dell’ospitalità in Bed & Breakfast nella stessa, poichè è senz’altro la tipologia di struttura ricettiva che meglio sposa la possibilità di vivere una località in modo autentico, attraverso gli spazi più nascosti, talvolta anche segreti e spirituali, legati ad un luogo intriso di storia, rendendo di conseguenza l’esperienza di viaggio unica nel suo genere.
Ciò avviene perché quelle abitazioni utilizzate per accogliere i turisti e che ne vanno a connotare il soggiorno e ne raccontano il vissuto della gente che vi abita, quelle stesse dimore appunto, si potranno avere così caratterizzate, solo ed esclusivamente in quello specifico contesto, in quello scenario ed in nessun altro posto al mondo.
Questo aspetto fa sì che il Bed & Breakfast si differenzi in modo netto dalla più standardizzata ed uniformata ospitalità alberghiera, nella quale potremmo giovare sicuramente di più servizi all’interno della struttura stessa, ma al contrario di meno “calore” umano,  con minori possibilità di calarsi nelle parte più recondita e misteriosa di una località.

Potremmo dire quindi, che l’ospitalità in Bed & Breakfast, ha da una parte giovato del successo della regione Puglia in termini di flussi turistici negli ultimi anni, ma al tempo stesso, ha anche contribuito perché ciò avvenisse, in ragione del fatto che questa tipologia di ricettività, come già detto in precedenza, collima in modo ideale coi soggiorni brevi di natura culturale, nel senso ampio del termine, con la possibilità allo stesso tempo, di poter degustare le innumerevoli prelibatezze che la terra pugliese può offrire.

Attualmente tra l’altro, stiamo assistendo in maniera evidente a moderne inclinazioni verso il mondo del “gusto”, verso tutto ciò che ha a che fare con la buona cucina, il buon vino, con un’attenzione spiccata dei viaggiatori a tutto ciò che concerne la degustazione delle tipicità territoriali, attraverso le quali il turista gourmet approfondisce la conoscenza del territorio che sceglie di visitare.

Vi è quindi, un’imponente domanda in tal senso, ancor più adesso che la Puglia ha portato i suoi vini migliori alla ribalta internazionale, per cui anche la risposta alla crescente domanda di enoturismo nell’ultimo decennio si è trasformata, è più organizzata e in questo ha giocato un ruolo importante la comunicazione attraverso il web, ma soprattutto la capacità di molti operatori di fare rete e di saper organizzare l’offerta in maniera integrata alle altre risorse territoriali.