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Il fenomeno Bed&Breakfast nella regione Puglia

di Marco Barletta
Università degli Studi del Molise
Sede di Termoli
Dipartimento di Bioscienze e Territorio Corso di Laurea in Scienze Turistiche
Relatore: Chiar.mo Prof. Antonio Minguzzi
Anno Accademico 2014/2015

4.1 - Il recupero del patrimonio abitativo in disuso e valorizzazione dei centri storici

Dopo aver evidenziato le tendenze del turismo degli ultimi anni e spiegato le ragioni per le quali il Bed & Breakfast si è così fortemente sviluppato, fino a conoscere un vero e proprio boom, in questo capitolo, ritengo sia opportuno far cenno ad ulteriori motivazioni che hanno generato il successo di questa forma di ospitalità ed al contempo, i vantaggi di cui ha potuto godere il territorio nel quale si è potuta creare una vera e propria rete di Bed & Breakfast.
Cominciamo col dire, che seppur il Bed & Breakfast possa essere esercitato in location e spazi tra i più disparati e possa essere caratterizzato anche in chiave moderna e col design più ricercato, molto spesso l’avvio di un’attività di Bed & Breakfast ha contribuito alla rivitalizzazione dei centri storici, di borghi abbandonati o quantomeno al recupero di un patrimonio abitativo già esistente, talvolta in disuso.
Difatti, i cambiamenti in corso nella società, la crisi economica diffusa, la disoccupazione dilagante, purtroppo avevano contribuito allo spopolamento di molti borghi antichi.
I nuovi trend turistici di cui si è precedentemente parlato, l’esigenza palesata dai turisti di vivere le località dal loro interno, ma al tempo stesso il fatto che la gente dovesse in qualche modo reinventarsi da un punto di vista lavorativo e crearsi nuove opportunità di impiego, hanno fatto sì che ci fosse questa nuova tendenza al recupero di questi spazi tanto vissuti, quanto per molti versi incontaminati, ai quali quindi è stata data una nuova “linfa”.

Una quota sempre crescente degli interventi edilizi in Italia in generale (ma anche in Puglia è avvenuto lo stesso fenomeno), riguarda quindi, il patrimonio già disponibile, questo avviene sia perché le aree edificabili sono ormai limitate, sia perché gli immobili italiani sono spesso caratterizzati da buona qualità architettonica e del sistema costruttivo che ne rende vantaggioso il recupero, al fine di poterne prolungare la vita ed essere adeguato alle esigenze della vita moderna seppur con la valorizzazione degli aspetti architettonici caratterizzanti.

La valorizzazione di un patrimonio di abitazioni già esistente, attraverso un equilibrato lavoro di recupero, permette quindi di risparmiare l’uso del suolo per una nuova edificazione, con tutti i vantaggi ambientali che questo può comportare (elimina sovente inutili cementificazioni).
Tra l’altro, oggi più di ieri, vi è un’attenzione spiccata alla cosiddetta “sostenibilità” ambientale degli interventi, così come il crescente mercato del turismo sostenibile, è servito da spinta propulsiva per recuperare edifici e paesaggi del nostro Paese, evitando da qualche anno a questa parte, il fenomeno dell’abbandono dei borghi antichi e favorendo al contrario la conservazione della memoria storica del territorio.
A tal proposito, c’è da rimarcare infatti, una maggiore consapevolezza dell’importanza culturale dei centri storici minori, della bellezza dei loro paesaggi e della rilevanza della loro conservazione, che comporta più in generale una maggiore sensibilità al tema della loro valorizzazione.
I centri storici minori, quindi, rappresentano un patrimonio storico-architettonico-urbanistico da preservare dal degrado e dall’oblio con azioni di rivitalizzazione che evitino un ulteriore spopolamento, in atto per molti decenni fino a quello che in molti casi ha rappresentato un definitivo abbandono.
L’aspetto interessante e affascinante dei borghi antichi, è dato dalle stratificazioni avutesi nel corso del tempo, dove a partire da un impianto medievale si è modificato il paesaggio utilizzando gli stessi materiali e colori, capaci di creare un tessuto spontaneo, un inserimento consolidato dal tempo che li ha resi spesso un tutt’uno armonico.

Il recupero quindi, consente di tornare in possesso di ciò che è stato alle volte abbandonato, altre addirittura andato perduto; in questo caso, la riacquisizione risulta essere un’azione solitamente complessa che deve saper coniugare il rispetto dell’esistente (materiali, forme, significati, storia) con le esigenze dei fruitori attuali, i proprietari degli stessi immobili o i moderni turisti, nel caso di specie, i quali pur alla ricerca di luoghi autentici sono ormai abituati a fruire di servizi e comodità che fan parte delle nostre abitudini consuete.

È quindi il binomio formato da sviluppo sostenibile, nella sua definizione consolidata di sostenibilità economica, ambientale e sociale e da tutela dell’identità culturale e storica, il paradigma del recupero, dagli anni novanta fino ai giorni nostri.
Tale aumento di consapevolezza, una maggiore propensione verso la sostenibilità ambientale ma non solo, migliore cura nella tutela e nella valorizzazione delle strutture abitative già disponibili, si sono potuti constatare anche in Puglia, con la conservazione dei luoghi, tenendo conto sia delle strutture esistenti, sia dei materiali legati alla storia del territorio.
In particolare, a seconda delle aree a cui ci riferiamo, solo per citare alcuni esempi, si è cercato di preservare le classiche facciate bianche “a calce”, seguendo l’esempio rinomato di Ostuni, “Città bianca” per antonomasia, che ha saputo più di altre località distinguersi e trarre vantaggio da questa caratteristica “distintiva” appunto.
L’esempio appena riportato non è isolato, pensiamo alla tutela dei solai caratterizzati dalle “volte a stella” piuttosto che “a botte”; ma anche al cosiddetto “faccia-vista” che sta ad indicare nelle costruzioni edilizie il tipo di paramento delle murature lasciate al rustico; infine, altro esempio rinomato è la “pietra leccese”, che ha avuto nuovo splendore con la rinascita del Salento nell’ultimo decennio, che ha visto flussi turistici straordinari che hanno contribuito all’avvio di migliaia di strutture Bed & Breakfast in quell’area, oltre ad aziende agrituristiche e strutture ricettive di altro genere.
Ci rendiamo conto, quindi, che se la sensibilità attuale è rivolta alla tutela ed alla conservazione del territorio, non si può non considerare che i borghi adagiati nel paesaggio italiano ne costituiscono una parte caratterizzante, fondamentale ed irrinunciabile, sempre più apprezzata dal turista moderno.
Dopo il recupero fisico del centro storico appare però altrettanto necessario recuperare il suo innato dinamismo, la ricerca di vitalità è da riscontrare nella valorizzazione degli spazi dei centri storici riscoprendo la loro capacità di far convivere cultura, ambiente, economia e storia.

A tal proposito, oggi finalmente il tema dei centri storici minori sembra attrarre l’attenzione dei ricercatori, dei tecnici, degli amministratori e della società in generale, come accadde negli anni sessanta e settanta per i centri urbani delle maggiori città italiane.
In questo senso, varie associazioni ed iniziative si muovono verso questa direzione: il Club dei Borghi Antichi e le Bandiere Arancioni, per citare solo alcuni modelli che attribuiscono un marchio di qualità turistico ambientale, conferito dal Touring Club Italiano, rivolto alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza ed un’accoglienza di qualità; l’ottenimento del marchio, infatti, avviene in base a diversi criteri, tra i quali:

  • la valorizzazione del patrimonio culturale;
  • la tutela dell’ambiente;
  • la cultura dell’ospitalità;
  • l’accesso e la fruibilità delle risorse;
  • lo stimolo dell’artigianato e delle produzioni tipiche;
  • l’impulso all’imprenditorialità locale;
  • il rafforzamento dell’identità locale;
  • la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

Esistono inoltre, altre numerose iniziative dei singoli territori che consentono di mantenere in vita questi nuclei storici, di mantenere attiva la comunità che vi abita e far conoscere al pubblico la bellezza e le potenzialità di questi luoghi, offrendo attività di indubbio interesse che nella vita della maggior parte di noi erano state ormai dimenticate.

La valorizzazione dei borghi antichi, è diventata quindi negli ultimi anni, un’opportunità concreta di investimento, oltre alla sua funzione educativa e materiale tangibile della memoria storica, il patrimonio culturale è riconosciuto come luogo dove intraprendere iniziative culturali ed azioni capaci di sviluppare il livello socio-economico locale del territorio.

Nell’ultimo decennio, la Puglia è stata capace di attrarre nuovi finanziatori e finanziamenti prima e flussi considerevoli di turisti poi, essa infatti “viaggiando” sempre più verso l’eco-sostenibilità, sta riscoprendo una nuova anima, alla quale stanno sicuramente contribuendo strutture secolari trasformate in Bed & Breakfast.
È proprio passeggiando tra i vicoli caratteristici di molti borghi antichi pugliesi, che si intuisce che il cambiamento è in atto, ora più che mai: la Puglia, malgrado la crisi economica, sta vivendo un momento di profonda rinascita, il tutto declinato in base a parole come ecosostenibile, biologico, naturale.
Accanto a queste nuove opportunità ricettive, alla rinascita sta contribuendo anche una enogastronomia (che abbiamo visto essere sempre più di tendenza), con menu basati sui cosiddetti prodotti dell’orto, “a chilometro zero”, fra masserie e cantine di eccellenza immerse nel sole, distese di uliveti e fichi d’India.

Anche da queste ultime considerazioni, si può evincere l’importanza del recupero del patrimonio abitativo già disponibile, che in ottica di turismo responsabile ed in piena sintonia coi gusti e le tendenze del turismo attuale, ha consentito non solo di accrescere la capacità ricettiva della Terra di Puglia, ma al tempo stesso, di creare delle nuove opportunità di impiego e di crescita economica e culturale del territorio con l’arrivo di nuovi ospiti/turisti, permettendo allo stesso territorio di giovarne, ossia di vedere arricchito il suo appeal grazie agli interventi di risanamento effettuati in grado di rendere più appetibili delle attrattive naturali già di per sé di indubbia avvenenza.