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L’attività di affittacamere: La costruzione di un Business Plan

di Filippo Cella
Università degli Studi dell'Insubria
Dipartimento di Diritto, Economia e Culture
Corso di Laurea in Scienze del Turismo
Relatore: Prof. Marco Botta
A.A. 2018/2019

3.8 - Progetti e sviluppi futuri

Ovviamente scelte di questo tipo non sono contemplate nei primi 3-4 anni di attività, d’altronde Roma non è stata costruita in una notte, di fatti prima di poter pensare a nuovi progetti ho intenzione di concentrarmi soprattutto sul marketing per creare ampliare il mio giro di clientela, raggiungerne il più possibile e soprattutto aumentare la mia occupazione media, di fatti il timore principale che è trasparito nella lettura di questo documento è la quantità di persone che usufruirebbero della struttura, e personalmente confrontando questi dati da me ipotizzati con i dati che vedo nella struttura in cui sto lavorando, posso dire che non sono accettabili.

Se tutto va secondo i piani, con una crescita del 3,5% annuo sul tasso di occupazione (arrivando quindi attorno al 75% di T d O in alta stagione e 60% n bassa) potrei ritenere soddisfacente la situazione, con entrate che mi garantirebbero la sopravvivenza e un buon ritorno “nelle mie tasche”. Anche quando, dopo i 5 anni, la mia tariffa di IRAP agevolata (5%) andrebbe a estinguersi per ritornare al valore normale per tutte le imprese (15%).

Mi piacerebbe comunque spiegare la mia pianificazione sul lungo periodo:

  • Situazione nella quale il mio tasso di occupazione cresce più del previsto: sarebbe la situazione ottimale, vuol dire che il business da me creato sta funzionando. In questo caso si potrebbe anche pensare, dato lo spazio disponibile nella proprietà e se gli indici di edificabilità lo permettono, alla costruzione di una nuova palazzina, o una dépendance per avere nuove camere e perché no cambiare la denominazione e ovviamente anche tipo di società e passare definitivamente da un affittacamere a un hotel vero e proprio.
     
  • Strategia di differenziazione: Nel caso l’attività cresca in linea con le mie speranze per il tasso di occupazione, ma non così tanto da convincere che l ‘ampliamento della struttura sia una scelta ragionevole, allora potrei decidere di far un focus sulla differenziazione quindi i servizi che offriamo ai clienti, come ad esempio può essere costruire un bel solarium riparato sul tetto della struttura, avendo un enorme spazio esterno si può pensare alla costruzione di una piscina per i nostri ospiti, insomma arrivare ai servizi che un hotel da ai propri clienti ma restando comunque un affittacamere, ciò mi darebbe un grande vantaggio differenziandomi dai miei concorrenti diretti. Inoltre, avendo comunque una disponibilità di camere superiore alla media si potrà pensare di seguire una strada che mi condurrà all’organizzazione di eventi e ospitare gruppi di persone.
     
  • “Piano B”: il rischio d’impresa è sempre presente e non è detto che nonostante una direzione dinamica ed intraprendente le cose vadano come sperato, se nel caso il mio tasso di occupazione dovesse crescere si ma meno di quanto da e aspettato, nonostante l’autosufficienza sia garantita (non si andrebbe in perdita), ma si può pensare a qualche attività extra che si potrebbe affiancare per sostenere la mia attività principale, l’idea che mi che mi viene alla mente sarebbe quella dell’apertura di un servizio bar sul tetto della mia attività, essendo superficie calpestabile e piana, ciò mi garantirebbe una spesa per persona maggiore.