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Agriturismo e Bed & Breakfast, due realtà a confronto in Abruzzo e Molise

di Annagrazia Recinelli
Università degli Studi del Molise
Dipartimento di Bioscienze e Territorio - Sede di Termoli
Corso di Laurea in Scienze Turistiche
Prova finale in Statistica per il Turismo
Relatrice: Prof.ssa Rosa Maria Lipsi
Anno accademico: 2014-2015

1.1 - Il fenomeno turistico e l’ospitalità

Il turismo è definito un fenomeno complesso, per la pluralità di aspetti che lo caratterizzano, non solo di tipo economico ma anche sociale, ambientale, giuridico e culturale.

La complessità del fenomeno ha dato luogo a molteplici definizioni, tra queste si ricorda quella di Bukart e Medlik (Bukart e Medlik, 1974) risalente alla prima metà degli anni settanta del secolo scorso per i quali:

“Sono turismo tutte le relazioni e i fenomeni legati con il soggiorno di stranieri in una località in cui essi non esercitano un’importante, permanente o temporanea, attività remunerata”.

Un’altra ritenuta fra le più importanti è quella elaborata da Cohen (1974), in cui non si parla esattamente di turismo ma di “ruolo turistico”, ossia di una “successione continua” di modi di fare che, se adottati, trasformano un semplice viaggiatore in un “turista”. Per Cohen il processo che permette di passare da un qualsiasi viaggiatore a turista, avviene attraverso sei dimensioni: durata, volontarietà, direzione, distanza, frequenza e motivazione.

Oltre alle definizioni di carattere più strettamente teorico di turismo e turista, si cita quella elaborata dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) nel 1963, utilizzata prettamente per scopi pratici, in cui l’attenzione non è più rivolta verso il turista bensì al visitatore, per cui:

“Visitatore è ogni persona che si trasferisce in un luogo fuori da quelli solitamente frequentati (ambiente abituale) per un periodo di durata inferiore a un anno e per un motivo (principale) diverso dall’esercizio di attività remunerata nel luogo visitato”.

L’attività economica generata dal turismo ha interessato tutto il mondo, ed è cresciuta ad una intensità molto più forte rispetto a quella degli altri settori economici. Secondo i dati stimati dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO, 2014) l’attività turistica produce circa il 9% del PIL mondiale e rappresenta una delle undici occupazioni internazionali. Oltre a determinare un forte impatto sull’economia dei Paesi e sull’occupazione, il ruolo del turismo incide particolarmente anche sulla loro stabilità economica, nel 2014 ha rappresentato il 6% del commercio internazionale.

La forte espansione del turismo mondiale, è confermata ancora dai dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO, 2014), che mostrano come nel 2014 lo spostamento dei turisti si è tradotto in 1.133 milioni di arrivi internazionali e in una crescita degli stessi di circa il 5 % rispetto all’anno precedente.
Sempre secondo le stime dell’UNWTO, la destinazione turistica che ha riscosso un maggior numero di visite a livello internazionale è stata l’Europa, soprattutto grazie a mete turistiche localizzate nella zona meridionale e mediterranea come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e Malta considerate luoghi turistici ormai consolidati che nel 2014 hanno raggiunto una crescita del 7%.

Se si considerano i dati relativi all’offerta turistica per alcuni dei Paesi dell’Unione Europea considerati in quest’analisi, si può osservare per molti di essi, dal 2007 al 2014, un aumento degli esercizi ricettivi collettivi, ad eccezione dell’Irlanda, della Germania e dell’Austria (Tabella 1). Nel 2007, primo anno di analisi considerato, nell’Europa dei 28 Paesi, gli alloggi e le strutture simili, gli alloggi per vacanze e le altre strutture per brevi soggiorni, le aree di campeggio e le aree attrezzate per camper e roulotte sono stati 424.661 ai quali se ne sono aggiunti 145.607 (+34,3 % rispetto al 2007) secondo le stime del 2014 (Tabella 1).
Tra i paesi considerati, l’Italia è quello che, nel 2014, ha il maggior numero di strutture ricettive pari a 158.422 unità, con un aumento di circa il 21 per cento rispetto al 2007. Tra i paesi con un numero di strutture maggiore alle 20.000 unità vi sono: l’Austria con 20.329, la Francia con 28.895, la Grecia con 34.522, la Spagna con 47.689 e la Germania con 50.925 (Tabella 1 e Figura 1).

La Croazia è il paese dove si è osservato l’aumento più elevato, infatti il numero delle strutture ricettive, nei due anni considerati, è passato da 1.811 a 67.724 (+3639,6 rispetto al 2007). Sebbene in misura minore rispetto alla Croazia, anche in Grecia e Slovenia si è osservato un aumento degli esercizi ricettivi, rispettivamente pari a 262,2 e 254,1 per cento (Tabella 1).

Gli unici paesi che hanno registrato un calo delle strutture ricettive sono stati l’Irlanda con 2.403 strutture in meno (pari a -26,8%), la Germania con meno 2.833 (-5,3%) e l’Austria con meno 401 (-1,9%). Tra i paesi invece, che hanno registrato una crescita superiore al 30% si annoverano il Portogallo con 3.429 strutture (+46,6%) e il Belgio con 5.139 strutture (+50,0%) (Tabella 1).

Tabella 1. Le strutture ricettive collettive in alcuni Paesi dell’Unione Europea (UE) e nell’UE 28 Paesi. Anni 2007 e 2014 (valori assoluti e variazioni assolute e percentuali).

Paesi ESERCIZI RICETTIVI COLLETTIVI
2007 2014 Variazioni
Assolute %
Europa (UE 28 Paesi) 424.661 570.268a 145.607 34,3
Regno Unito 81.848 87.079b 5.231 6,4
Irlanda 8.977 6.574 -2.403 -26,8
Paesi Bassi 7.268 9.214 1.946 26,8
Austria 20.730 20.329 -401 -1,9
Belgio 3.426 5.139 1.713 50,0
Svezia 3.976 4.269 293 7,4
Germania 53.758 50.925 -2.833 -5,3
Slovenia 819 2.900 2.081 254,1
Croazia 1.811 67.724 65.913 3639,6
Romania 4.694 6.191 1.497 31,9
Francia 28.778 28.895 117 0,4
Grecia 9.531 34.522 24.991 262,2
Italia 131.049 158.412 27.363 20,9
Portogallo 2.339 3.429 1.090 46,6
Spagna 37.523 47.689 10.166 27,1

Fonte: http://ec.europa.eu/eurostat/web/tourism/statistics-illustrated-Download al 21/02/2016
a: Il dato si riferisce all’anno 2013 (ultimo dato disponibile)
b: Il dato è stimato

Agriturismo e B&B, due realtà a confronto - Immagine 1

Fonte: http://ec.europa.eu/eurostat (download in data 21/02/2016).
Figura 1. Distribuzione degli esercizi ricettivi collettivi in alcuni Paesi dell’Unione Europea. Anni 2007 e 2014 (valori assoluti)

L’ospitalità in Italia

Il paese a più alta vocazione turistica, dal punto di vista dell’offerta ricettiva è l’Italia, come dimostra la figura 1, in relazione ai paesi dell’Unione Europea presi in considerazione. L’offerta dell’ospitalità italiana suddivide le diverse tipologie ricettive in due comparti denominati alberghiero ed extralberghiero.
Tra i due comparti quello maggiormente diffuso in Italia è quello extralberghiero (Tabella 2), che nel 2014 ha conteggiato 125.122 strutture, a differenza dell’alberghiero in cui la concentrazione di esercizi è molto più bassa. Se gli esercizi sono confrontati al primo anno d’analisi relativo al 2007, emerge che tra i due comparti, gli esercizi alberghieri sono diminuiti del 2%.

L’offerta di ospitalità in numero di posti letto vede privilegiare nuovamente gli esercizi extralberghieri con un aumento nel 2014 dell’11%, si stima che in media ogni esercizio extralberghiero fornisca all’incirca 24 posti letto; l’aumento si verifica anche per quelli alberghieri del 5%, e sebbene la percentuale di crescita sia avvenuta in misura minore, il numero medio di posti letti forniti da una struttura alberghiera, nel 2007, si aggira intorno ai 63, valore molto più altro di quello osservato per le strutture extralberghiere nello stesso anno.

L’offerta ricettiva alberghiera, come mostrato nella figura2, è costituita principalmente da alberghi a 3 stelle e RTA (residenze turistiche alberghiere) pari a 18.128 nel 2014 e un numero medio di posti letto pari a 64. Il confronto tra il 2007 e il 20014, mostra come nel comparto alberghiero, gli alberghi a 4 e 5 stelle sono i più aumentati rispetto alle altre categorie del 31,5% e che invece diminuiscono gli alberghi a 1 e 2 stelle del 23,9%.

Nel comparto degli esercizi extralberghieri (Figura 3) quelli maggiormente diffusi nel panorama turistico italiano, oltre agli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale con un numero di strutture superiore alle 70.000 unità, si annoverano la formula dell’agriturismo e quella del Bed & Breakfast.

Dalla tabella 2, emerge che il numero dei B&B, nell’anno 2014 è quasi raddoppiato (+89%) rispetto al 2007, mentre l’aumento degli agriturismi è stato del 30%.

L’offerta di ospitalità in numero di posti letto messi a disposizione da queste due tipologie ricettive, risulta maggiore negli agriturismi piuttosto che nei B&B. Dai dati statistici mostrati nella tabella 3, il numero di posti letti messi a disposizione dagli alloggi agrituristici nel 2014 è di circa 245.000, per un numero medio di 12 letti , a differenza di quello offerto dai B&B che è stato poco più di 70.000 e un numero medio di letti pari a 5 (quasi la metà rispetto a quello degli agriturismi). Il vantaggio di poter mettere a disposizione un maggior numero di letti da parte degli agriturismi è derivato essenzialmente dal quadro normativo delle singole regioni (Tabella A1, Appendice) e dalla diversa natura delle due formule. L’agriturismo è prima di tutto un’azienda e quindi con spazi molto più ampi da poter adibire a stanze per il pernottamento, al contrario della formula del B&B, nota per il suo carattere non imprenditoriale e con spazi da adibire all’attività molto più ristretti (Tabella A2, Appendice).

Tabella 2. Gli esercizi alberghieri ed extralberghieri per categoria/tipo in Italia (valori assoluti e variazioni assolute e percentuali). Anni 2007 e 2014

Categoria/Tipo Numero esercizi
2007 2014 Variazioni
Assolute %
ESERCIZI ALBERGHIERI
5 e 4 stelle 4.514 5.934 1.420 31,5
3 stelle e RTA 17.414 18.128 714 4,1
2 e 1 stella 12.130 9.228 -2.902 -23,9
Totale 34.058 33.290 -768 -2,3
ESERCIZI EXTRA-ALBERGHIERI
Campeggi e villaggi turistici 2.587 2.699 112 4,3
Alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale 61.810 71.070 9.260 15,0
Agriturismi 13.941 18.121 4.180 30,0
Ostelli per la gioventù 397 573 176 44,3
Case per ferie 1.905 2.139 234 12,3
Rifugi di montagna 944 1.071 127 13,5
Altri esercizi n.a.c.1 313 891 578 184,7
Bed & Breakfast 15.094 28.558 13.464 89,2
Totale 96.991 125.122 28.131 29,0
TOTALE 131.049 158.412 27.363 20,9

Fonte: http://dati.istat.it/ - Download al 19/03/2016

Tabella 3. Il numero dei posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri in Italia. (valori assoluti e variazioni assolute e percentuali) e numero medio posti letto (valori assoluti). Anni 2007 e 2014

Categoria/Tipo Posti letto
2007 2014 Variazioni N° medio - posti letto
Assolute % 2007 2014
ESERCIZI ALBERGHIERI
5 e 4 stelle 636.785 814.122 177.337 27,8 141 137
3 stelle e RTA 1.151.256 1.161.185 9.929 0,9 66 64
2 e 1 stella 354.745 265.932 -88.813 -25 29 29
Totale 2.142.786 2.241.239 98.453 4,6 63 67
ESERCIZI EXTRA-ALBERGHIERI
Campeggi e villaggi turistici 1.331.879 1.409.289 77.410 5,8 515 522
Alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale 571.933 591.537 19.604 3,4 9 8
Agriturismi 168.595 244.352 75.757 44,9 12 13
Ostelli per la gioventù 22.742 30.695 7.953 35,0 57 54
Case per ferie 122.026 129.543 7.517 6,2 64 61
Rifugi di montagna 31.067 33.584 2.517 8,1 33 31
Altri esercizi n.a.c. 17.852 21.383 3.531 19,8 57 24
Bed & Breakfast 76.701 147.810 71.109 92,7 5 5
Totale 2.342.795 2.608.193 265.398 11,3 24 21
TOTALE 4.485.581 4.849.432 363.851 8,1 34 31

Fonte: http://dati.istat.it/ - Download al 19/03/2016

Indicatori dell’offerta turistica

In Italia, la Valle d’Aosta (Tabella 4), nonostante abbia un’area territoriale molto ridotta rispetto alle altre località, sia nel 2014 che nel 2007, è stata la regione più ricettiva dell’offerta extralberghiera, sia per quanto riguardo l’intensità di posti letto messi a disposizione ogni cento abitanti che è stata pari a 22 letti, sia per quanto riguardo la densità di posti letto messi a disposizione in base all’estensione territoriale pari a 7,3230 per 100.000. A differenze della Valle d’Aosta, la uniche due regioni meno ricettive sono state la Campania per quanto riguarda l’intensità dei posti letto messi a disposizione dalle strutture extralberghiere ogni cento abitanti pari all’1,3, mentre la Lombardia è stata meno ricettiva invece, rispetto alla densità di posti letti delle strutture alberghiere ogni 100.000 abitanti pari allo 0,062.

Tabella 4. Distribuzione per regione della popolazione media (valori assoluti); della superficie (in Kmq); del tasso di funzione ricettiva semplice (valori per 100) e composto (valori per 100.000) degli esercizi extralberghieri. Anni 2007 e 2014

Regioni Popolazione media 2007 Popolazione media 2014 Superficie (Kmq) 2007 2014
Tasso di funzione ricettiva extralberghiero
Semplice (x 100) Composto (x 100.000) Semplice (x 100) Composto (x 100.000)
Piemonte 4.377.047 4.430.633 25.387,07 2,2 0,0871 2,4 0,0964
Valle d'Aosta 125.396 128.445 3.260,90 22,0 6,7388 23,9 7,3230
Lombardia 9.593.924 9.988.006 23.863,65 1,4 0,0599 1,6 0,0662
Trentino Alto Adige 1.000.985 1.053.943 13.605,50 13,1 0,9632 13,6 1,0014
Veneto 4.802.947 4.927.207 18.407,42 8,8 0,4789 9,9 0,5384
Friuli Venezia Giulia 1.217.332 1.228.243 7.862,30 9,4 1,1981 8,3 1,0511
Liguria 1.608.850 1.587.601 5.416,21 5,4 0,9895 5,5 1,0153
Emilia Romagna 4.249.533 4.448.431 22.452,78 3,2 0,1425 3,4 0,1523
Toscana 3.657.630 3.751.583 22.987,04 8,1 0,3534 9,2 0,3995
Umbria 878.709 895.752 8.464,33 6,1 0,7211 6,6 0,7795
Marche 1.544.581 1.551.967 9.401,38 10,7 1,1409 12,7 1,3487
Lazio 5.527.163 5.881.438 17.232,29 2,2 0,1283 2,5 0,1444
Abruzzo 1.316.892 1.332.757 10.831,84 4,1 0,3780 4,4 0,4054
Molise 320.456 314.037 4.460,65 2,2 0,4912 1,8 0,4021
Campania 5.800.789 5.865.747 13.670,95 1,4 0,1044 1,3 0,0969
Puglia 4.073.208 4.090.186 19.540,90 3,3 0,1676 4,2 0,2151
Basilicata 591.170 577.505 10.073,32 2,7 0,2634 2,7 0,2654
Calabria 2.002.880 1.978.582 15.221,90 5,0 0,3263 4,3 0,2841
Sicilia 5.023.272 5.093.509 25.832,39 1,3 0,0515 1,6 0,0608
Sardegna 1.662.530 1.663.573 24.100,02 5,5 0,2298 5,8 0,2415
ITALIA 59.375.289 60.789.140 302.072,84 3,9 0,0131 4,3 0,0142

Fonte: http://demo.istat.it/ - Download al 21/03/2016