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La Rugiada della Notte di San Giovanni. Istruzioni per l'uso.

La Rugiada della Notte di San Giovanni. Istruzioni per l'uso.

Aggiornato il
20 Giugno 2018

Questo è un articolo dedicato a quelli che quando vedono una stella cadente esprimono un desiderio, a quelli che nelle notti d’estate alzano gli occhi al cielo sperando che una di quelle lucine luminose decida di cambiare posizione lasciando una scia lungo il tragitto della quale sono contenuti i sogni, a quelli che, seppur non volendo ammetterlo, scrutano un prato di trifogli nella speranza di trovare il magico fuscello d’erba con quattro petali a forma di cuore, a quelli che, sentendosi un po’ ridicoli, affidano le loro fantasie alle antiche credenze legate alle date del calendario.

Pur consapevoli che si tratta di dicerìe o di tradizioni legate ad altri tempi, quando ancora la scienza non era venuta totalmente incontro all’uomo razionalizzando le “piccole magie” quotidiane, quasi nessuno può dire di essere totalmente scettico. Si avvicina il 21 giugno solstizio d’estate. La parola solstizio deriva dall’espressione Sol (sole) Stat (rimane, si ferma). Astronomicamente i giorni che vanno dal 19 al 24 giugno sono quelli nei quali il sole raggiunge la massima inclinazione positiva rispetto all’equatore e pare fermarsi prima di iniziare la sua parabola discendente che riporterà lentamente l’autunno e l’inverno.

Tradizionalmente si ritiene che sia la notte del 24 giugno la più breve dell’anno. Tale giorno era considerato sacro nelle tradizioni precristiane ed ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare lo stesso giorno che il calendario liturgico della chiesa latina ricorda la natività di San Giovanni Battista. Come in tutte le feste cristiane anche nel 24 giugno convergono riti precristiani, indoeuropei e celtici, esaltanti i poteri della luce e del fuoco e che sono comuni a tutte le culture fin dalla notte dei tempi. Illuminando la notte con i fuochi in quello che era considerato il giorno più breve dell’anno le popolazioni e le comunità desideravano, scaramanticamente, rallentare la discesa del sole nella volta celeste.

Nella notte di San Giovanni in tutte le campagne del Nord Europa l’attesa del sorgere del sole era propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti. Da sempre con il fuoco si mettono in fuga le tenebre, gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti in cielo. In moltissime culture si riteneva che durante la notte le streghe si riunissero e scorazzassero per le campagne in cerca di erbe. In alcuni casi, all’interno dei roghi, si buttava un pupazzo, come avviene per l’epifania, così da bruciare in effige la mala sorte e le avversità. Fino a non molto tempo fa in Veneto si usava accendere dei fuochi agli incroci proprio la notte di San Giovanni.

A Pamplona in Spagna si usa raccogliere erbe aromatiche da incendiare negli incroci per allontanare le tempeste e i fulmini. Pensate che anche i berberi del Nord Africa hanno dei festeggiamenti in concomitanza del 24 giugno e per questo accendono dei fuochi che facciano del fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e guarire chi vi passa in mezzo. Si racconta che le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate allamassima potenza. Tra le erbe legate alla Notte di San Giovanni proprietà straordinarie avrebbero l’iperico, chiamato anche erba di San Giovanni, l’artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana Artemide, la verbena e il ribes rosso. Queste e altre specie erano utilizzate un tempo per preparare l’Acqua di San Giovanni. Si raccoglievano le erbe e i fiori, si riponevano in un recipiente colmo d’acqua che si lasciava per tutta la notte fuori casa. La mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano con essa poiché si diceva che preservasse la loro bellezza e allontanasse le malattie. Sono tante le tradizioni legate alla rugiada della notte di San Giovanni.

Simbolicamente nella tradizione cristiana la rugiada rappresenta le lacrime di Salomè; la leggenda narra che Salomè pentita per la morte di Giovanni Battista coprì la testa del santo di baci e lacrime ma dalla bocca del Battista uscì un vento fortissimo che la spinse in aria dove restò a vagare per l’eternità. Nel Nord Europa se una donna desiderava avere molti figli doveva stendersi nuda e rotolarsi nell’erba bagnata di rugiada, ciò anche se voleva dei bei capelli. In Italia c’era invece l’abitudine di raccoglierla stendendo un panno sull’erba per strizzarlo il mattino successivo. Alcuni usavano scavare una piccola buca nella quale inserivano un bicchiere o un piccolo recipiente. Ponevano su di esse un telo impermeabile con un buco al centro. La rugiada si depositava sul telo e scendeva all’interno del contenitore. Per esprimere un desiderio non c’è data più indicata della Notte di San Giovanni. Dovrete passare la notte all’aperto in compagnia di un oggetto che simboleggi il vostro desiderio. L’oggetto si riempirà della rugiada notturna e il vostro sogno si avvererà. O se siete innamorati dovete trascorrere la notte con l'amato e aspettare che la rugiada, posandosi, faccia il suo dovere.

Vi abbiamo convinto? Tentar non nuoce. E non finisce qui, esistono ancora numerose pratiche legate a questo giorno fausto. Volete conoscere il vostro destino attraverso sogni premonitori? Benissimo, mettete sotto il cuscino un mazzetto di erbe di San Giovanni in numero di nove compreso, naturalmente, l’iperico. Se nel giorno di San Giovanni comprerete dell’aglio avrete un anno prospero. Ci sono anche delle tradizioni culinarie legate a questo giorno. Mangiare le lumache il 24 giugno serve a distruggere le avversità. Infine se soffrite di dolori reumatici recatevi il 24 giugno mattina in riva al mare. Il bagno vi preserverà dai dolori.

Pubblicato il 15 Giugno 2010
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