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B&B e Case Vacanza nella Città di Matera

di Domenico Nicoletti

Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Dipartimento di Economia e Management
Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management
Tesi di Laurea in Diritto della Contrattazione Turistica
Relatore: Chiar.mo Prof. Filograno Gaetano Roberto
Anno Accademico: 2016/2017

2.1 - Il contesto normativo dei B&B e delle Case Vacanza in Italia

Da un punto di vista legislativo non esistono a livello nazionale provvedimenti espressamente riguardanti la formula del Bed and Breakfast. Un primo riconoscimento indiretto avviene con la Legge Quadro per il turismo n. 217 del 1983: “Legge quadro per il turismo ed interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica”.

All'art. 6, nella definizione di strutture ricettive, il termine Bed and Breakfast non appare perché ancora non riconosciuto, ma l’ultimo comma prevede anche altre tipologie di ricettività, dando così la possibilità alle regioni di poter disciplinare altre formule di ricettività turistica, come difatti è avvenuto per il Bed and Breakfast.

È con la Legge Regionale n. 18 del 1997 emanata dalla Regione Lazio che, insieme al regolamento di attuazione n. 160 del 1998, si è avviata la regolamentazione di questa nuova formula ricettiva.

Tuttavia, in base allo scenario delineato nel precedente paragrafo, non abbiamo una regolamentazione uniforme a livello nazionale, ma ci sono differenti norme in ogni regione.

B&B e Case Vacanza nella Città di Matera - Immagine 9

Le diverse leggi regionali sanciscono le attività di Bed and Breakfast sia come attività in forma saltuaria che come attività in forma imprenditoriale.

In forma saltuaria è svolto da privati che si avvalgono della normale organizzazione familiare ed utilizzano parte della propria abitazione da adibire a B&B per alloggiare turisti; il privato può offrire tale ospitalità al massimo in tre camere, con un totale di sei posti letto per un massimo di 270 giorni all’anno ed un minimo di 45 giorni di apertura continuativa.

Al contrario sono considerati B&B in forma imprenditoriale quelli soggetti all’iscrizione alla camera di commercio, a regime dell’IVA ed ai relativi adempimenti e costi.

Inoltre l’attività deve essere svolta in maniera stabile e con continuità temporale, sia nel proprio alloggio che in altre strutture di proprietà o di cui si abbia la disponibilità come una casa in campagna o in montagna, ricorrendo, se necessario, ad apposito personale. La struttura deve avere una capacità ricettiva massima di 6 camere fino a 12 posti letto, ubicate in massimo 2 appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nelle quali vengono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari (es. colazione, spazio ricreativo, sala e servizi comuni, ecc.).

Si specifica inoltre come l'attività di Bed and Breakfast sia subordinata alla dichiarazione di inizio attività, allegando un'autovalutazione ai fini della classificazione della struttura in una delle categorie di appartenenza previste, contrassegnate in ordine decrescente da tre ad una stella.

La legge quadro sul turismo e le diverse legislazioni regionali classificano, inoltre, altre attività paralberghiere quali “Case e Appartamenti per Vacanze" sia in forma imprenditoriale che in forma privata. Nel primo caso si definiscono degli immobili arredati gestiti in forma imprenditoriale per l'affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi".

Le seconde sono immobili gestiti in forma non imprenditoriale da privati (che hanno meno di tre unità nello stesso comune) offerti ai turisti, anche per pochi giorni; il cosiddetto “short lets”.

Per questa tipologia ricettiva non esistono pressoché normative specifiche anche se la diffusione e la potenzialità del fenomeno sono notevoli. Basti pensare alla diffusione delle seconde case nei luoghi di villeggiatura o agli appartamenti tenuti sfitti nelle grandi città.