Palazzo Simonetti
Via dei Bonaccorsi, 24 -
Ascoli Piceno (AP)
- Zona:
centro
| Mappa
Codice identificativo nazionaleCIN: IT044007B9LZTTY87C
Codice identificativo regionaleCIR: 044007-REE-00002
Categoria
Affittacamere
Camere
6
Colazione
non inclusa
Bagno
in camera
Descrizione
Palazzo Innamorati-Ciucci, oggi Simonetti, è una dimora quattrocentesca che conserva tracce ancora più antiche, riconducibili a monofore trecentesche successivamente tamponate. La facciata, realizzata in conci di travertino finemente lavorati, testimonia il prestigio dell’edificio e l’importanza della famiglia che lo abitò per secoli, gli Innamorati, una delle casate più antiche e nobili di Ascoli.
L’appartenenza alla famiglia Innamorati è attestata in modo diretto dall’arma dipinta ad affresco nella volta reale del vano al piano terra, raffigurante un leone rampante con un fiore, forse una rosa, stretto tra le fauci, oggi bisognoso di restauro. A questa prova si affianca la ricchezza degli elementi architettonici superstiti: ampi ambienti voltati, tamponature e peducci in travertino, architravi con iscrizioni latine che restituiscono un insieme carico di suggestioni e di sapore antico.
Le scritte incise sopra le porte di transito rivelano una cultura classica solida e una profonda coscienza etica. Emblematica è la massima ispirata ai versi del primo libro delle Satire di Orazio Flacco, nemo sua sorte contentus, che lascia intuire come nelle stanze di questo austero palazzo vivessero persone colte e consapevoli, immerse nel pensiero umanistico del tempo.
Il palazzo nasce come residenza patrizia di grande rilievo, concepita per accogliere una famiglia di rango e la sua discendenza. Gli Innamorati sono documentati già nel XIV secolo con esponenti impegnati in importanti incarichi pubblici anche fuori da Ascoli, come Filippo Innamorati, capitano del popolo a Orvieto per diversi anni, e Muzio Innamorati, podestà della stessa città. Nel corso del XV secolo la famiglia entra nelle complesse vicende politiche e sociali ascolane; è ricordato un Giovanni Innamorati autore di una lettera indirizzata all’umanista fiorentino Coluccio Salutati.
Particolarmente significativi sono i documenti relativi alla fine del Quattrocento, quando compaiono Giovanni Innamorati e il figlio Pietro, ai quali venne concessa la possibilità di risiedere in sicurezza nel castello di Appignano. Nel 1483 Giovanni Innamorati commissionò inoltre al maestro Giacomo di Giorgio la realizzazione del parapetto di un pozzo, ulteriore testimonianza della solidità economica e del prestigio della famiglia.
Nel XVI secolo un Giovanni Battista Innamorati svolse il ruolo di ambasciatore a Napoli per ottenere la conferma dell’immunità fiscale sui tessuti di lana, molto richiesti nelle fiere di Trani, Ortona e Nocera. A partire dal Seicento, tuttavia, la famiglia, come molte altre casate ascolane, andò incontro a un progressivo impoverimento che ne determinò la decadenza e l’estinzione all’inizio del secolo.
Da quel momento il palazzo iniziò a subire le trasformazioni e le stratificazioni imposte dal tempo, con numerosi interventi di cui oggi resta difficile ricostruire con precisione la cronologia. Nell’Ottocento, grazie a un’accurata ricerca catastale, emerge la figura di Carlo di Pietro Ciucci, proprietario documentato nel 1830, appartenente a un’altra nobile famiglia ascolana, originaria di Quintodecimo e trasferitasi in città già nel XV secolo.
Il passaggio del palazzo alla famiglia Ciucci è confermato dalla presenza, al piano rialzato sulla parete orientale, di uno stemma in scagliola, più recente e meno suggestivo rispetto all’antico blasone degli Innamorati. Pochi anni dopo, nel 1832, l’edificio passò alla mensa vescovile: fu acquistato oppure, più probabilmente, pervenne per via ereditaria al vescovo di Ascoli Gregorio Zelli Iacobuzzi, segnando l’ultimo importante capitolo della lunga storia di questo secolare e maestoso palazzo.
L’appartenenza alla famiglia Innamorati è attestata in modo diretto dall’arma dipinta ad affresco nella volta reale del vano al piano terra, raffigurante un leone rampante con un fiore, forse una rosa, stretto tra le fauci, oggi bisognoso di restauro. A questa prova si affianca la ricchezza degli elementi architettonici superstiti: ampi ambienti voltati, tamponature e peducci in travertino, architravi con iscrizioni latine che restituiscono un insieme carico di suggestioni e di sapore antico.
Le scritte incise sopra le porte di transito rivelano una cultura classica solida e una profonda coscienza etica. Emblematica è la massima ispirata ai versi del primo libro delle Satire di Orazio Flacco, nemo sua sorte contentus, che lascia intuire come nelle stanze di questo austero palazzo vivessero persone colte e consapevoli, immerse nel pensiero umanistico del tempo.
Il palazzo nasce come residenza patrizia di grande rilievo, concepita per accogliere una famiglia di rango e la sua discendenza. Gli Innamorati sono documentati già nel XIV secolo con esponenti impegnati in importanti incarichi pubblici anche fuori da Ascoli, come Filippo Innamorati, capitano del popolo a Orvieto per diversi anni, e Muzio Innamorati, podestà della stessa città. Nel corso del XV secolo la famiglia entra nelle complesse vicende politiche e sociali ascolane; è ricordato un Giovanni Innamorati autore di una lettera indirizzata all’umanista fiorentino Coluccio Salutati.
Particolarmente significativi sono i documenti relativi alla fine del Quattrocento, quando compaiono Giovanni Innamorati e il figlio Pietro, ai quali venne concessa la possibilità di risiedere in sicurezza nel castello di Appignano. Nel 1483 Giovanni Innamorati commissionò inoltre al maestro Giacomo di Giorgio la realizzazione del parapetto di un pozzo, ulteriore testimonianza della solidità economica e del prestigio della famiglia.
Nel XVI secolo un Giovanni Battista Innamorati svolse il ruolo di ambasciatore a Napoli per ottenere la conferma dell’immunità fiscale sui tessuti di lana, molto richiesti nelle fiere di Trani, Ortona e Nocera. A partire dal Seicento, tuttavia, la famiglia, come molte altre casate ascolane, andò incontro a un progressivo impoverimento che ne determinò la decadenza e l’estinzione all’inizio del secolo.
Da quel momento il palazzo iniziò a subire le trasformazioni e le stratificazioni imposte dal tempo, con numerosi interventi di cui oggi resta difficile ricostruire con precisione la cronologia. Nell’Ottocento, grazie a un’accurata ricerca catastale, emerge la figura di Carlo di Pietro Ciucci, proprietario documentato nel 1830, appartenente a un’altra nobile famiglia ascolana, originaria di Quintodecimo e trasferitasi in città già nel XV secolo.
Il passaggio del palazzo alla famiglia Ciucci è confermato dalla presenza, al piano rialzato sulla parete orientale, di uno stemma in scagliola, più recente e meno suggestivo rispetto all’antico blasone degli Innamorati. Pochi anni dopo, nel 1832, l’edificio passò alla mensa vescovile: fu acquistato oppure, più probabilmente, pervenne per via ereditaria al vescovo di Ascoli Gregorio Zelli Iacobuzzi, segnando l’ultimo importante capitolo della lunga storia di questo secolare e maestoso palazzo.
Camere e Prezzi
Per rispettare le esigenze di tutti i nostri ospiti, siamo spiacenti di non poter accettare animali domestici.
Caratteristiche
Numero di camere con bagno ensuite (esclusivo - dentro la camera):
6
- Angolo Cottura
- Climatizzazione
- Dimora di prestigio
- Fuga Romantica
- Televisione
- Wifi Gratis
- Per Affari
- Phon in Camera
- Struttura di Charme
- Riscaldamento
*Dichiarate dal Gestore
Informazioni varie
- Le Camere hanno il condizionatore / climatizzatore
- Si parla inglese
Caratteristiche della casa
- Dimora storica o di prestigio
- Casa ristrutturata negli ultimi 10 anni
- Spazio comune a disposizione degli ospiti
Impianto di riscaldamento e di condizionamento della casa
- Impianto a norma
- Impianto di riscaldamento
- Aria condizionata o a pompa
- Regolazione temperatura dalle camere
- Doppi vetri o pannelli solari
Impianto elettrico
- Impianto a norma
- Luci di emergenza o indicazione uscita sicurezza o luci spia per la notte/interruttori luminosi
- Impianto automatico spegnimento fuochi gas
- Impianto rivelazione fumi
- Fotovoltaico o altre forme di energia rinnovabile
Pertinenze e servizi della casa
- Angolo cottura
Ubicazione e dintorni della casa
- Centro cittadino
- Vicino (entro 10 min) a una fermata di un mezzo pubblico
Numero camere
- Numero complessivo di camere: 6
- Numero di camere con bagno ensuite (esclusivo - dentro la camera): 6
Dimensioni media camere
- Fra 14 e 20 mq
Accessori igienico sanitari
- Vasca
- Bagni restaurati negli ultimi 5 anni
- Asciuga capelli
- Campioncini monodose, saponi, etc
Attrezzature e servizi camere
- Televisione
- Specchio o portavaligia
- Frigobar
- Accesso internet o telefono
Pulizia Locali
- Tutti i giorni, servizio alle camere
Servizi
- Calendario eventi locali
- Convenzioni con locali
- Omaggi
Temi di viaggio - il luogo
- Città d'arte
Temi di viaggio - tipo di centro abitato
- Grandi città - più di 300.000 ab.
Temi di viaggio - caratteristiche della zona
- Vicino monumenti e luoghi famosi
- Zona d'arte o archeologica / architettonica
- Eventi culturali e mostre
- Zona d'itinerari enogastronomica
- Artigianato locale
- In centro storico
- Zona shopping
Temi di viaggio - caratteristiche della casa
- Dimora storica o di prestigio
- Struttura di charme
- Struttura ideale per affari / business
- Struttura ideale per una fuga romantica
Il Calendario è aggiornato
Tasso di risposta: Alto
Tempo di risposta: entro pochi minuti
Condizioni
Il check-in dovrà essere effettuato dalle 15.00
Il check-out dovrà essere effettuato entro le 11.00
Zona centro
La struttura è situata nel cuore pulsante del Centro Storico di Ascoli Piceno, in una posizione privilegiata direttamente adiacente a Piazza Arringo, la piazza monumentale più antica della città. Soggiornando qui, vi troverete immersi nella storia, a pochi passi dalla Cattedrale di Sant'Emidio, dal Palazzo dell'Arengo e dal Museo Archeologico. La celebre Piazza del Popolo dista appena 200 metri a piedi. La zona è servita da ristoranti tipici, bar ed è il punto di partenza ideale per esplorare la 'Città delle Cento Torri'.
Aeroporti
- Aeroporto di Pescara 69 Km
- Aeroporto di Ancona - Falconara 85 Km
Stazioni Ferroviarie
- Stazione Ascoli Piceno 819 m
*Distanze in linea d'aria
Nei Dintorni
- Museo Archeologico 77 m
- Cattedrale di Sant'Emidio - Duomo 99 m
- Pinacoteca di Palazzo dell'Arengo 111 m
- Piazza del Popolo 204 m
- Chiesa di Santa Maria Inter Vineas 294 m
- Teatro Ventidio Basso 291 m
- Chiesa di Sant'Angelo Magno 460 m
- Facoltà di Architettura 555 m
- Parco dell'Annunziata 559 m
- Museo della Ceramica 567 m
- Università - Polo di Scienze 628 m
- Antico Ponte Romano di Solestà 662 m
- Stazione Ascoli Piceno 819 m
- Resti del Teatro Romano 826 m
- Pista ciclabile e spiaggette per bagni di sole lungo le rive del Castellano 848 m
*Distanze in linea d'aria
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