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Analisi del mercato dei Bed & Breakfast

di Giuseppe Marco Matta
Università degli Studi di Catania
Facoltà di Economia - Corso di Laurea Specialistica in Direzione Aziendale

Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Schillaci Elita
Correlatore: Chiar.mo Prof. Romano Marco
Tesi di laurea di: Giuseppe Marco Matta

1.4 - Turismo sostenibile e responsabile

Agli inizi del XXI secolo il turismo di massa entra per la prima volta in “crisi” in quanto ci si rende conto che esso genera un elevato sfruttamento delle risorse ambientali e naturali del territorio con conseguente degrado dell’ambiente e decadenza delle tradizioni e delle culture locali soppiantate dai gusti e dalle tendenze dettate dalla globalizzazione.

L’evoluzione della domanda turistica, sempre più esigente e insoddisfatta delle 4 S (Sun, Sand, Sea, Sex), si basa oggi, sul fattore delle 3 L: Landscape (il turista va in una città non per vedere un singolo monumento ma per viverla, per trovare qualcosa di diverso dalla sua quotidianità); Leisure (lo “star bene”, il divertirsi); Learning (l’approccio divulgativo ed emotivo).

In tal senso anche le destinazioni turistiche si attrezzano per venire incontro alle nuove esigenze della domanda turistica attraverso una “rivalorizzazione” del territorio con pratiche di marketing territoriale e turistiche che si adattino singolarmente alle specifiche aree (localizzazione, servizi di qualità e integrazione diagonale).

Importante in tale fase è la pianificazione della destination turistica con strutture ricettive che si integrino perfettamente con la cultura e la natura del luogo grazie alle reti di relazione tra soggetti privati e pubblici, associazioni, cittadini e turisti . Il Bed & Breakfast, inteso come attività ricettiva che sfrutta la propria dimora per dar vita ad un’attività imprenditoriale, in tal senso, viene considerata la più idonea allo sviluppo del territorio. Considerata la giovane età della tipologia della struttura, la complessa legislazione in materia, nel nostro paese, è necessario che i gestori di B&B si associno al fine di coordinarsi, gestire al meglio l’attività ed aumentare il loro potere contrattuale.

L’attività svolta dai Bed & Breakfast è coerente con lo sviluppo sostenibile in campo economico, ambientale e sociale. Dallo sviluppo sostenibile nasce un turismo responsabile, sostenibile e consapevole.

Coerente con il concetto di turismo sostenibile sono le nuove forme di turismo, in particolar modo quello dell’ecoturismo e, la figura dell’ecoturista (in crescita in ambito internazionale e nazionale) è sempre più attento agli aspetti positivi di tale fenomeno.

ll B&B consentendo la diffusione dell’ospitalità turistica di tipo familiare come cultura tipicamente legata alla parte più tradizionale della società italiana, diffonde il concetto di turismo sostenibile ed a basso impatto ambientale in quanto basato su strutture logistiche già esistenti ed inserite in aree geografiche rilevanti dal punto di vista culturale e naturalistico.

E' tempo di vacanze o di un week-end lontano dalla città in cerca di relax? Cosa c'è di peggio che trovarsi imbottigliati per ore sulla via del mare, non trovare una spiaggia libera ma solo accessi a pagamento e, infine, ammirare una lunga distesa di opere edilizie costruite a pochi metri dal mare? Il turista del XXI secolo si é stancato di queste vacanze e, sempre più sensibile all’ambiente e alla salute, va alla ricerca di soluzioni di turismo sostenibile; intendendolo come un turismo che utilizza strutture e servizi turistici realizzati in modo tale da non distruggere o penalizzare il panorama, il mare, in una parola l’ambiente.

Il turismo sostenibile privilegia l’alloggio dei villeggianti nell’entroterra (almeno due chilometri dal mare) lasciando così intatta la costa nella sua bellezza naturale. I villeggianti possono raggiungere il mare mediante servizi di navetta in pullman, in bicicletta e godersi il mare immersi nella natura, senza opere in cemento nelle vicinanze e senza l’invadente presenza degli stabilimenti balneari.

Il turismo sostenibile fa risparmiare sulla spesa per le vacanze: piuttosto che ricercare costosi alloggi a pochi metri dal mare il turista “sostenibile”, sensibile all’ambiente, va alla ricerca di case in affitto nell'entroterra a 4-5 km dal mare, che costano decisamente meno ed in genere sono appartamenti (altrimenti chiusi) posti al secondo piano delle case di proprietà dei cittadini residenti. Alloggiare in una località dell’entroterra offre ai villeggianti quei servizi urbani a cui sono abituati in città (uffici postali, alimentari a basso costo, negozi convenienti, ecc.) senza la necessità di duplicare queste attività nelle località di mare. Recarsi al mare in auto o in bicicletta immersi nella natura di una strada provinciale, senza traffico e per pochi chilometri, è sicuramente piacevole se la mèta di destinazione è una spiaggia libera, poco affollata e con macchia mediterranea alle spalle. Affittare una casa per l’estate nell’entroterra delle località di mare rappresenta una forma di reddito per i cittadini del luogo e favorisce lo sviluppo sostenibile della zona. Un’alternativa all’affitto arriva dall’accoglienza in agriturismo, in campeggi privi di pesanti strutture in cemento, in Bed & Breakfast, localizzati a distanza sostenibile dalle spiagge.

Volendo fare uno slogan si può senz’altro scrivere: "scappa al mare, non farti inseguire dalla città! Che senso ha scappare dallo stress urbano per ritrovarlo poi nell'acqua in cui ci si immerge?

“Trovare una spiaggia pulita e proteggerla conviene a tutti”.

Un altro vantaggio non trascurabile del turismo sostenibile è il fatto che è un'opportunità di reddito per i cittadini del luogo. Le spiagge italiane come le montagne sono un valore economico per tutti. Distruggerle con le speculazioni edilizie o privatizzarle non avvantaggia nessuno. Il turismo sostenibile protegge le spiagge e i monti e fornisce un reddito turistico ai cittadini residenti nell’entroterra sia mediante l’affitto degli alloggi privati come residenze estive sia come crescita del giro di affari nell'indotto commerciale (es.: negozi, servizi, attività commerciali già presenti nell'entroterra).

Il turismo sostenibile non va contro l’attività edilizia, come spesso si pensa, ma la crescita della ricchezza distribuita tra le popolazioni residenti aumenta anche la richiesta di nuove costruzioni per migliorare le strutture dell’entroterra senza il rischio di distruggere la bellezza delle coste o dei monti che richiama l’afflusso turistico nella zona. Si chiede semplicemente di evitare la tentazione di costruire sulla costa o nel bel mezzo di paesaggi naturalistici per non mettere a rischio l’afflusso turistico dell’intera area. Oggi una spiaggia ancora allo stato naturale o un paesaggio di montagna integro vale oro ed è fonte di reddito per tutta la comunità locale. Qualsiasi opera in cemento che non rispetti la legge danneggia gli interessi di tutti e denunciare gli abusi edilizi sulle coste e sulle aree protette è interesse di tutti i cittadini . Durante i mesi estivi non è necessario prendere l'aereo per farsi un bagno a mare a 7.000 km di distanza da casa. Queste spiagge ancora allo stato naturale esistono anche in Italia (e soprattutto in Sicilia). La Sicilia è ancora ricca di spiagge da proteggere e da custodire meglio.

Parlando di turismo sostenibile, non possiamo non parlare di Turismo Responsabile. Il Turismo Responsabile si riferisce ad un approccio al turismo nato alla fine degli anni ‘80 e caratterizzato da una duplice preoccupazione per l’ambiente dei luoghi visitati dal turista e per il benessere delle popolazioni che vi abitano.

L’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile (AITR) ha adottato nel 2005 la seguente definizione di turismo responsabile: « il turismo responsabile è il turismo attuato secondo il principio di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture».

Nella maggior parte dei casi, l'espressione viene utilizzata con riferimento al turismo nei paesi del Terzo Mondo o in via di sviluppo, dove si concentra una parte essenziale del patrimonio ambientale del pianeta che l’ecoturismo si ripromette di preservare e, popolazioni in difficoltà che l’ecoturismo si ripromette di aiutare. Sotto quest’ultimo aspetto, il concetto di ecoturismo si può mettere in relazione con quello di commercio equo e solidale. Molte organizzazioni ambientaliste internazionali e associazioni benefiche indicano l’ecoturismo come strumento utile per integrare le politiche di sviluppo sostenibile. Il 2002 è stato dichiarato "Anno Internazionale dell’Ecoturismo" dalle Nazioni Unite.

Sebbene una definizione universalmente accettata di Ecoturismo o Turismo Responsabile sia ancora da venire, è possibile evidenziare alcuni elementi chiave in quasi tutte le interpretazioni di questa espressione:

  • rispetto e salvaguardia dell'ambiente e in particolare dell'ecosistema e della biodiversità, con minimizzazione dell'impatto ambientale delle strutture e delle attività legate al turismo;
  • rispetto e salvaguardia della cultura tradizionale delle popolazioni locali;
  • requisito di consenso informato da parte di tali popolazioni sulle attività intraprese a scopo turistico;
  • dove possibile, partecipazione attiva delle popolazioni locali nella gestione delle imprese ecoturistiche;
  • in ogni caso, condivisione con esse dei benefici socio-economici derivanti dal turismo.

In gran parte del mondo occidentale esistono operatori turistici di vario livello specializzati nell’ecoturismo; in merito a ciò, a Catania abbiamo l’esempio di Mandala Tour, tour operator specializzato nella vendita di pacchetti eco-turistici, caratterizzati da un bassissimo impatto ambientale dato dalla forte componente sportiva, come escursioni in bici, trekking e viaggi multisport.

In alcuni casi, si tratta semplicemente di operatori che cercano di trarre profitto da questo emergente segmento di mercato nel settore turistico; in altri casi, si tratta di operatori nati esplicitamente a scopo benefico e collegati a gruppi ambientalisti, associazioni di commercio equo e solidale, opere di solidarietà per il Terzo Mondo e così via.

Gli operatori del settore dell’ecoturismo, in linea di principio, applicano i criteri citati sopra in modi specifici, per esempio, tendono a utilizzare esclusivamente operatori e strutture locali (come i Bed & Breakfast) che offrono adeguate garanzie di rispetto dell’ambiente e delle popolazioni locali, spesso con preferenza accordata alle organizzazioni che dichiarano di devolvere parte dei proventi a favore di attività locali come scuole e ospedali. Inoltre, tali operatori cercano di sensibilizzare i propri clienti rispetto a principi ambientalisti e sociali e non raramente chiedono loro di denunciare (eventualmente documentando fotograficamente) eventuali situazioni critiche di degrado ambientale o sociale osservate durante la loro permanenza nei luoghi. In effetti, è noto per esempio che la presenza di turisti (pur con gli eventuali problemi di impatto ambientale) è un elemento significante nel contenimento del bracconaggio in molti paesi dell’Africa come Tanzania o Kenya.

La rilevanza dell’ecoturismo all’interno del mercato del turismo è andata aumentando dagli anni '80 a oggi. Data la crescente importanza del fenomeno, come già detto, le Nazioni Unite (ONU) hanno proclamato il 2002 Anno Internazionale dell'Ecoturismo, e in particolare la commissione ONU per lo sviluppo sostenibile ha invitato gli operatori del settore e le autorità politiche a una stretta collaborazione al fine di promuovere questo nuovo modello di turismo. Fra i risultati dell'iniziativa c'è la definizione di un rapporto di collaborazione fra la World Tourism Organization (WTO), il Programma per l'Ambiente (Environment Programme) ONU e l’International Ecotourism Society. Inoltre, nel 2002 sono stati condotti i primi studi estensivi sulle proporzioni del fenomeno in 7 paesi occidentali: Italia, Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti.

Relativamente al mercato italiano, l'indagine del 2007 ha rilevato un giro d'affari complessivo relativo all’ecoturismo stimabile al 2% del mercato turistico complessivo, con potenziali di crescita annua del 20%. Gli operatori e le agenzie di viaggio specializzati nel settore ecoturistico sono numerosi, ma in genere di piccole dimensioni; in alcuni casi, prodotti ecoturistici vengono venduti da ONG con finalità più ampie per esempio nel settore della solidarietà verso il Terzo Mondo. Allo stesso tempo, i grandi tour operator tradizionali stanno gradualmente ampliando la loro offerta proponendo pacchetti ecoturistici o naturalistici. Le destinazioni più visitate sono in genere quelle che rivestono un interesse sia culturale che naturalistico; per gli ecoturisti italiani le mete preferite principali sono l’America latina (soprattutto Brasile, Ecuador, Perù, Messico e Cile) e l’Africa (in particolare Tanzania, Kenya e Congo). Gli operatori ecoturistici sono nettamente più presenti di quelli tradizionali (o in alcuni casi sono gli unici operatori presenti) soprattutto nei paesi in cui il turismo è meno sviluppato (per esempio Malawi e Mozambico).

Il concetto di ecoturismo non manca di destare qualche sospetto. Secondo alcuni, molto spesso gli operatori che si dichiarano formalmente "ecoturistici" usano questa etichetta a fini sostanzialmente economici e non di rado abusivamente. Il fatto stesso che il turismo possa realmente coesistere con rispetto e conservazione dell’ambiente e delle culture dei popoli indigeni è oggetto di discussione. Esistono numerose associazioni che stanno cercando di sviluppare programmi di certificazione degli operatori ecoturistici, ma il processo appare controverso e non prossimo alla conclusione.