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Abusivismo e deregulation

Abusivismo e deregulation

La Legge Italiana concede ai proprietari di immobili l'inalienabile diritto di “poter godere e di poter disporre del bene a suo vantaggio e a suo piacimento” secondo il principio di pienezza ed esclusività previsto dal diritto di proprietà.

È il concetto che sta alla base del successo delle "Locazioni Turistiche / Brevi" e di Airbnb.

Essendo la Locazione Turistica regolata dal Codice Civile, le Regioni non sono competenti in questa materia.

In questo tipo di locazioni la fornitura di servizi di tipo accessorio o complementari è vietato. Puoi fornire le lenzuola e la biancheria all'arrivo, ma qualsiasi altro servizio alla persona (tipo la fornitura della colazione, o la sostituzione della biancheria, o del riassetto dei locali) farebbe diventare l'attività un'attività ricettiva a tutti gli effetti facendola ricadere nella legislazione regionale.

Ad esempio, se tu apri una locazione turistica e poi offri la colazione allora diventi un B&B. Se affitti alcune stanze di casa tua e offri le pulizie diventi un affittacamere. Se affitti l'intera casa e offri servizi turistici una casa vacanze.

Airbnb dichiara di avere 400.000 annunci, mentre le strutture extralberghiere regolarmente censite in Italia risultano 183.000. In molti degli annunci su Airbnb vengono anche offerti servizi complementari alla persona.

Cos'è successo quindi? Molti proprietari di immobili si sono inseriti su Airbnb per affittare tutto o parte dell'immobile (le camere) e poi hanno indicato di offrire anche dei servizi complementari come la colazione, la pulizia, il cambio biancheria, etc. E ciò senza fare alcuna SCIA o altro.

Parecchi B&B hanno già chiuso l'attività relativa per poi riaprire sotto forma di Locazione Turistica, che ha infinitamente meno regole da seguire.

Di fatto Airbnb sembra aver imposto una cosiddetta deregulation, in barba alle 19+2 leggi regionali su B&B, Affittacamere, Case e Appartamenti per vacanze, Country House, etc. 

Sono questi gli abusivi? Sembra di sì; sembra che tanto il Governo che i gestori di strutture ricettive individuino come "abusivi" quelli che affittano casa propria come locazione turistica ma poi offrono la colazione o il cambio della biancheria e il riassetto delle camere.

Dov'è il problema? Il problema sta nella estrema difficoltà del controllo e nella repressione di simili comportamenti. Se il proprietario affitta un immobile come locazione turistica e poi offre un cornetto e un caffè al suo inquilino dovrebbe essere multato, ma capite che nessun governante sano di mente può permettersi di impegnare le forze dell'ordine in una ridicola caccia alla brioche.

Non lo farà mai, né potrà farlo, nemmeno volendo. Ci vorrebbero migliaia di controllori per decine di anni e quale giudice andrà poi a condannare un proprietario per un cornetto e un caffè offerti ad un proprio ospite?

Né si può sperare che uno Stato ti chiuda portali come Airbnb o come le decine di cloni, più o meno conosciuti, che stanno nascendo in tutto il mondo.

Né, ancora, si può sperare che il Viaggiatore riconosca la differenza fra un proprietario di casa che ti affitta una camera in locazione turistica e poi ti offra una buona colazione, rispetto ad un B&B regolarmente aperto con SCIA che sottostà a tutte le regole imposte dalle leggi regionali. Per lui sono identici.

Che lo Stato non abbia intenzione di risolvere questa ambiguità lo vediamo anche dalle azioni che sta mettendo a regime per combattere questo cosiddetto "abusivismo", ovvero il codice identificativo nazionale.

A parte che questo codice è ulteriore burocrazia che si aggiunge a quella cui sono costrette tutte le strutture regolarmente registrate e censite, non è altro che un metodo che va a deterrente dell'evasione fiscale e basta. Evasione, fra l'altro, di certo più bassa di tantissime altre attività, dato che la maggior parte dei pagamenti transita da piattaforme digitali e quindi totalmente tracciabile.

Un proprietario che vorrà continuare a fare locazione turistica e offrire poi servizi alla persona "sottobanco" potrà continuare a farlo tranquillamente, anche con il codice identificativo.

Quindi, da un lato abbiamo strutture ricettive che rispondono alle leggi regionali che anno dopo anno sembrano diventare sempre più vessatorie e restrittive; dall'altro - e ormai sono la maggioranza - proprietari di immobili che esercitano il loro diritto costituzionale di proprietà affittando tutta o parte della propria abitazione/immobile che rispondono solo al codice civile e alla legge nazionale, che rende la loro vita estremamente più semplice, tant'è che moltissimi gestori di B&B hanno chiuso la loro SCIA e si sono riciclati come locazione turistica / breve negli ultimi anni.

Qual è la soluzione? L'unica che ci viene in mente è duplice.

1) Le leggi regionali devono semplificarsi al massimo e devono incentivare l'apertura di strutture ricettive extralberghiere piuttosto che il contrario. Chi ha un'attività non imprenditoriale, che sia veramente tale, deve essere messo in grado di svolgerla senza troppi vincoli, come stabilito chiaramente fra l'altro dall'Agenda Europea per l'Economia collaborativa.

2) Dall'altro lato è impossibile mantenere l'ambiguità locazioni turistiche / attività ricettive. Questa ambiguità potrebbe essere eliminata stabilendo, per legge nazionale, che tutte le locazioni al di sotto del mese di durata fanno ricadere l'attività in quella ricettiva, che risponde quindi alle leggi regionali.

Non siamo sicuri che sia la soluzione giusta e ci piacerebbe sapere se invece voi ne avete altre.