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Il Soggiorno Minimo danneggia la tua attività di B&B?

Il Soggiorno Minimo danneggia la tua attività di B&B?

Utile o controproducente? Stabilire un minimo di notti per accettare una prenotazione risulta un'opzione invitante per i gestori e disincentivante per i clienti.
Da una parte le considerazioni di chi deve mandare avanti un'attività: ogni volta che arrivano nuovi ospiti c'è un cambio totale di biancheria – lenzuola, asciugamani, accappatoi –: se la maggior parte delle prenotazioni sono per una notte soltanto, ciò equivale a sostenere dei costi di gestione più alti. Dall'altra c'è il cliente, che questi problemi ovviamente non li prende proprio in considerazione.

Secondo una ricerca di Eviivo, su 3 mila proprietà prese in considerazione, quelle che non hanno imposto il pernottamento minimo, hanno ottenuto il 40% in più di prenotazioni. Questo perché la maggior parte delle persone che fa una ricerca on line per scegliere la struttura dove alloggiare, indica tra le preferenze richieste la scelta di prenotare per una notte. Ciò significa che automaticamente, sulla maggior parte dei portali che gestiscono le prenotazioni, i B&B che impongono un soggiorno minimo di 2 o più notti, non figurano nei risultati di ricerca di questi clienti.

Di contro, il sondaggio dimostra che coloro che non impongono restrizioni, ottengono il 47% in più di notti vendute on line e realizzano un incremento del 43% delle loro entrate. Positivo anche il dato delle prenotazioni dirette: dove non è imposto il soggiorno minimo, vengono confermate il 34% in più di prenotazioni rispetto a chi invece chiede almeno due notti.

Come conciliare quindi la necessità di contrarre le spese di gestione senza perdere prenotazioni? Abolire la richiesta di un soggiorno minimo di due o più notti e offrire la possibilità di prenotare una notte soltanto, offrendo però un prezzo – per la singola notte – più alto di quello praticato per chi resta più a lungo.

Ogni gestore aspira naturalmente a incoraggiare i propri clienti a soggiornare il più a lungo possibile, ma per raggiungere il risultato bisogna attuare una strategia di accoglienza, senza costrizioni, riassumibile in quattro punti:

  1. non rifiutare le prenotazioni di una notte;
  2. offrire una tariffa di soggiorno per la singola notte più alta, rispetto a quella applicata per due o più notti, ottenendo così visibilità in ogni ricerca e incrementando al tempo stesso le entrate;
  3. non cedere alla tentazione di imporre il soggiorno minimo nei periodi di bassa stagione;
  4. applicare eventualmente la condizione del minimo soggiorno nei periodi di alta stagione, a patto di offrire una tariffa promozionale che risulta sicuramente più invitante rispetto al costo più alto della singola notte.

In conclusione l'imposizione di un numero minimo di notti per poter procedere con la prenotazione, è una restrizione da usare solo come ultima linea di azione durante un periodo di alta domanda di camere, seguito da un periodo di bassa domanda. Bisogna quindi analizzare attentamente l'andamento delle prenotazioni registrato dal proprio bed and breakfast e verificare eventuali differenze tra le prenotazioni ricevute direttamente sul proprio sito e quelle arrivate dai diversi portali delle agenzie di viaggio in rete, in modo da poter valutare eventuali benefici a fronte di probabili svantaggi. Solo in rari casi la scelta può essere proficua.

Per i clienti è sempre più allettante un'offerta piuttosto che una restrizione: d'altronde le vacanze sono l'unico momento in cui ognuno può sentirsi libero da impegni, condizionamenti, imposizioni che normalmente caratterizzano la vita di tutti i giorni. Quindi siete proprio sicuri di voler essere voi a togliere questa libertà ai vostri ospiti?