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Il B&B e la tassa sui rifiuti speciale

Di Linda Marzocchini | B&B e Burocrazia
Il B&B e la tassa sui rifiuti speciale

Tari: è questo dal 2014, il nome della tassa sui rifiuti, nome che deriva dalle prime due sillabe delle due parole che la definiscono. La Tari ha sostituito la Tares e si paga per sostenere il servizio di raccolta, trasporto, smaltimento e recupero deirifiuti.

Riguardo ai B&B bisogna capire quale sia l'inquadramento per avere la certezza di cosa e quanto pagare. C'è stata infatti per molto tempo una diatriba tra chi sosteneva che, essendo il B&B una struttura recettiva saltuaria e quindi non a carattere professionale bensì familiare, si dovesse pagare semplicemente la Tari come per una qualsiasi abitazione ad uso privato, e chi invece ha da sempre equiparato queste strutture agli alberghi, per il solo fatto che ospitando nella propria casa persone al di fuori della propria famiglia, a cui si offre non solo da dormire ma anche la colazione, ciò determini oggettivamente un aumento della produzione di rifiuti, per gestire i quali sia necessario pagare un tassa speciale, e quindi di importo superiore a quella che paga una famiglia media.

A complicare il quadro, il fatto che si tratti di una tassa comunale, che dunque – nel rispetto della normativa nazionale – viene di fatto stabilita con somme e scadenze di pagamento diverse, scelte a discrezione di ogni singolo comune italiano.

Quindi la prima cosa da valutare è che, per non incorrere in sanzioni, bisogna innanzitutto fare riferimento a quanto stabilito dal Comune che governa il territorio in cui si trova il B&B chiamato ad assolvere il pagamento della Tari, salvo poi avanzare ufficiali richieste per eventuali eccezioni. Ciò significa pagare prima di tutto quanto imposto dal Comune di pertinenza, nei termini richiesti, notizie normalmente reperibili sul sito ufficiale di ciascun comune.

È il Comune che calcola l'ammontare della tassa e invia al contribuente l'avviso di pagamento. Per le utenze domestiche la Tari viene calcolata in base alla superficie calpestabile dell'alloggio e al numero di occupanti.

Il Comune può prevedere alcune riduzioni ed esenzioni.

Il pagamento deve essere effettuato con bollettino o con modello F24 che il Comune invia a casa unitamente all'avviso di pagamento.

L'F24 si può pagare ad ogni sportello bancario o postale e attraverso i bancomat abilitati, tramite il proprio sistema di home banking oppure online collegandosi al sito www.agenziaentrate.gov.it per la compilazione del modello online.

Il numero di rate e le loro scadenze variano da Comune a Comune: si va da un minimo di due a un massimo di quattro. È opportuno verificare sempre sul sito del Comune le scadenze di acconti e saldo. In ogni caso, se non si è ricevuto per tempo il bollettino e l'F24 (entrambi precompilati) non c'è da preoccuparsi, poiché in questi casi non sono dovute sanzioni o interessi per il ritardo nel pagamento. Viceversa, se si è ricevuto tutto per tempo e ci si è dimenticati di pagare, si deve utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso: versare quanto dovuto per il tributo, più gli interessi al tasso legale dell'1% annuo.

La pace fiscale sulle liti pendenti può riguardare, a discrezione dei Comuni, anche tributi locali come Tasi, Imu o Tari. Lo prevede l'articolo 6, comma 16, del decreto 119/2018, in base al quale le singole amministrazioni possono scegliere se aderire o meno alla sanatoria dei contenziosi tributari.

L'Ifel, istituto per la finanza e l'economia locale dell'Anci (che riunisce i Comuni italiani), ha pubblicato un breve vademecum che sintetizza le regole applicabili.

La domanda di pace fiscale sulle liti pendenti poteva essere presentata entro il 31 maggio 2019, data entro la quale i Comuni erano tenuti ad esprimersi. Ci vuole infatti una specifica delibera del consiglio comunale per applicare l'adesione agevolata. Per tutti coloro che non si sono mossi per tempo, attualmente non c'è più la possibilità di avvalersi di tale scelta.

Per quanto riguarda i B&B è ormai assodato il fatto che debbano pagare la Tari speciale per quanto riguarda la parte di abitazione destinata agli ospiti. L'istituzione che ha spiegato meglio di ogni altra come viene calcolata tale imposta e in base a quali parametri, è il Comune di Bologna che ha stabilito (in base all'art.13 della legge regionale 28 luglio 2004, n.16): "Per bed & breakfast s'intende l'esercizio saltuario di alloggio e somministrazione della prima colazione nell'abitazione di residenza o abituale dimora, avvalendosi della propria normale conduzione familiare e garantendo la compresenza con gli ospiti (…).

Il gestore dell'attività è tenuto a regolarizzare la propria posizione ai fini della tassa rifiuti presentando le seguenti dichiarazioni utilizzando l'apposita modulistica:

  • dichiarazione di nuova iscrizione nel caso in cui si tratti di una nuova attività
  • dichiarazione di variazione nel caso in cui si tratti di attività già in essere per la quale sia stata presentata dichiarazione come abitazione privata.

Sulla base dei dati dichiarati saranno iscritte nella lista di carico della tassarifiuti due posizioni distinte una per la superficie adibita ad abitazione e relative pertinenze, a cui sarà attribuita la tariffa deliberata per le abitazioni private, e una per la superficie utilizzata come B&B a cui sarà attribuita la tariffa deliberata per la classe d'attività 6.”, nella quale rientrano anche gli alberghi.

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(Vedi lo Spot Video del B&B) - È possibile che fra gli iscritti al portale www.bed-and-breakfast.it ci siano strutture che non sono dei bed & breakfast puri (affittacamere, locande, agriturismo, case vacanza, affitti turistici, family hotel). Se, infatti, i limiti legislativi del b&b sono chiari, molte persone amano viaggiare in strutture gestite familiarmente anche se queste non possono, legislativamente parlando, fregiarsi del titolo di b&b. Per ogni struttura è indicata la tipologia che, se cliccata, indica esattamente quali sono le sue caratteristiche.
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