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Ventotene, l'Isola delle Sirene

Aggiornato il
19 Marzo 2020

E’ la più piccola isola abitata dell’arcipelago pontino e il più piccolo comune del Lazio con i suoi 743 abitanti. Nominata nell’Odissea come Isola delle Sirene e protagonista del divertentissimo film di Daniele Virzì, Ferie d’Agosto, Ventotene è un piccolo gioiello ricco di storia e antiche vestigia e con un mare e degli habitat naturali tra i più belli ed esclusivi di tutto il Mediterraneo. La superficie dell’isola è di appena 2 km quadrati e, a poco meno di un miglio a est, sorge l’isolotto di Santo Stefano, completamente disabitato e meta di escursioni e visite guidate effettuabili grazie ad un servizio di taxi barche. I fondali dell’isolotto sono un vero e proprio paradiso per i sub che possono ammirare gorgonie rosse e intrecci di rose di mare dalle dimensioni consistenti difficilmente riscontrabili altrove. Per chi vuole una vacanza a stretto contato con la natura senza mettere da parte la scoperta di una storia lunga millenni l’isola di Ventotene è l’ideale. La straordinaria morfologia delle rocce vulcaniche, i colori e i profumi della macchia mediterranea e la calorosa ospitalità degli abitanti dell’isola renderanno la vacanza indimenticabile. La prima emozione si prova attraccando sull’isola che è raggiungibile in traghetto o aliscafo partendo da Formia o, nel periodo estivo da Ischia, Napoli e Terracina. Il Porto romano è scavato nel tufo. L’isola era una delle mete predilette dai romani per la villeggiatura e divenne nota poiché era utilizzata come confino di numerosi membri della famiglia imperiale. La più nota di questi esiliati fu certamente l’unica figlia dell’Imperatore Augusto, Giulia, che si rifugiò nel famoso complesso detto Villa Giulia del quale sono ancora visibili le vestigia. A Ventotene furono confinate, per vari motivi, Agrippina Major, Livilla, Ottavia e Flavia Domitilla. L’isola è inoltre nota perché è qui che venne firmato il Manifesto di Ventotene che, nel 1941, in pieno conflitto mondiale, chiedeva l’unione dei Paesi Europei e che costituirà il riferimento ideale cui guarderanno in molti, negli anni successivi, per il processo di integrazione continentale. Geologicamente la formazione di Ventotene risale a 100 milioni di anni fa quando sul fondale marino si aprirono profonde fratture dalle quali affiorò il magma che si accumulò fino a formare l’isola. La composizione rocciosa di Ventotene e Santo Stefano è essenzialmente di tufi dal colore giallo che contrastano con il nero delle formazioni basaltiche, così come queste ultime creano un connubio straordinario con l’azzurro intenso delle acque. La macchia mediterranea è protagonista assoluta dell’isola. E’ così che passeggiando all’interno o costeggiando il litorale si viene a contatto con una ricca vegetazione spontanea di violacciocca selvatica, limonio, finocchio marino, ferula, agave, borragine e fichi d’India. Dai pendii fino al mare le coltivazioni di broccoli e lenticchie di Ventotene si alternano all’euforbia, al ginepro e al lentisco mentre tra le piante erbacee e arboree si scoprono l’artemisia, il mirto, il fiordaliso delle scogliere e la ginestra spinosa. Seguendo la Via degli Ulivi in direzione opposta all’abitato in alto, su un promontorio, c’è il Semaforo, una vecchia postazione antiaerea risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il Semaforo è un ottimo punto di osservazione non solo per abbracciare in un unico sguardo l’intera isola ma anche per ammirare il volo di gabbiani e gheppi. Sia Ventotene che l’isolotto di Santo Stefano hanno una notevole importanza per la sosta degli uccelli migratori nella rotta dall’Europa all’Africa. Sono 194 le specie di uccelli che, distribuiti durante tutto l’anno, fanno sosta nelle isole. E veniamo al mare. Lungo la costa si possono osservare posidonie e alghe mentre, nelle pozze di marea, appena sotto il pelo dell’acqua, sono visibili: meduse, coralli, gorgonie e attinie, molluschi, crostacei (gamberi, paguri e granchi), stelle e ricci di mare. Lungo la scogliera chiamata Moggio di Terra non è raro scorgere le evoluzioni di un piccolo gruppo di delfini quasi stanziali che frequentano le acque di questo mare e depredano le reti dei pescatori. Nell’isola è possibile fare delle escursioni per attività di Whale Watching contattando il WWF o prenotandosi presso il Ventotene Eurocenter. Intorno all’isola si avvistano spesso grandi cetacei come il capodoglio o la balenottera comune. Le acque sono ricche di calamari, cernie, cefali, dentici, saraghi, triglie, ricciole, rombi. Le caratteristiche e l’abbondanza di specie ittiche e di avifauna presenti sull’isola hanno fatto sì che nel 1999 Ventotene fosse inserita, dal Ministero per l'Ambiente, tra i Parchi Marini e Terrestri. Ricca di spiagge e calette, alcune raggiungibili solo dal mare, l’isola vive anche di turismo. Tra le spiagge più importanti ricordiamo quella di Cala Nave raggiungibile a piedi dal paese e dalla caratteristica sabbia scura e soffice che rivela l’origine vulcanica. Ci sono poi Cala Rossano, Parata Grande, Parata della Postina, Cala Battaglia e Piana di Pascone. Tra i prodotti tipici dell’isola ricordiamo la pregiatissima Lenticchia di Ventotene, nota quanto quella di Castelluccio. Gli abitanti la servono in zuppa con abbondante basilico e con il pesce. A poco più di un miglio marino da Ventotene si trova l'isola di Santo Stefano dominata dall'imponente mole del penitenziario costruito nel 1700 dall'architetto Francesco Carpi che progettò un ergastolo modello su incarico di Ferdinando IV Re di Napoli e utilizzato fino al 1965, quando fu abbandonato. Per raggiungere l’isola in aereo gli aeroporti più vicini sono quelli di Roma o di Napoli da cui si prosegue in treno o in taxi per gli imbarchi di Formia o di Napoli. Da Formia partono traghetti plurigiornalieri.

Pubblicato il 20 Maggio 2010

Dove dormire a Ventotene

Una vacanza in Bed and Breakfast è il modo più intimo e confortevole per conoscere l'Italia
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