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Home Blog Magazine Turismo Man On The River. Giacomo De Stefano lungo i fiumi d'Europa da Londra a Istanbul

Man On The River. Giacomo De Stefano lungo i fiumi d'Europa da Londra a Istanbul

Pubblicato il
3 giugno 2010
William Least Heat Moon era un insegnate di lingua inglese di origini pellerossa che a 38 anni decise di deviare dal cammino della sua vita intraprendendo un cammino parallelo, spostando il punto di vista, ponendo in primo piano esigenze altre rispetto a quelle che, giorno per giorno, condizionano le nostre esistenze. William Least Heat Moon è stato solo uno dei tanti uomini che, per svariati motivi, scelsero di cambiare, sciolsero le comode e confortevoli catene che tengono imprigionati a schemi oramai consolidati. Il suo viaggio iniziò nel 1978 quando, a bordo di un furgone, compì un viaggio coast to coast (il più tradizionale degli itinerari americani) lungo le Strade Blu, quelle che, sulle vecchie mappe, erano contrassegnate da questo colore e che rappresentavano percorsi secondari. Il diario di bordo dell’esperienza si intitola Strade Blu. Un viaggio lungo l’America. A questa “navigazione” lungo vie alternative seguì Prateria. Una Mappa in Profondità dove l’autore racconta il viaggio in una piccola contea del Kansas descrivendo la vita degli allevatori e degli agricoltori, seguendo le tracce dei coloni e degli indiani. Un viaggio attraverso il tempo della storia che sposa quello della Natura. Con NIKAWA Heat Moon segue infine le strade azzurre, naviga per mesi lungo i fiumi americani. Un viaggio nelle vene della terra, in superficie e in profondità, a pelo d’acqua e nel cuore.

C’è un uomo, lo conosciamo già, lo abbiamo incontrato due anni fa. Si chiama Giacomo De Stefano, è “una persona semplice” e straordinaria aggiungiamo. Non è semplice essere semplici. Giacomo si trova in Inghilterra e sta aspettando di ripartire per il progetto che, dopo quello chiamato “Un Altro Po”, lo porterà attraverso i fiumi d’Europa dalla Manica al Mar Nero, da Londra a Istanbul. 5200 chilometri, 6 mesi su una barca a remi giorno e notte attraverso 15 Paesi e milioni di persone.
Il progetto si chiama Man On The River e grazie a questa esperienza Giacomo vuole ribadire non solo la centralità dei fiumi che attraversano l’Europa ma soprattutto, attraverso l’acqua, Giacomo desidera tracciare la scia per un nuovo mondo, percorrere strade alternative che diano la possibilità di nuove opportunità economiche e personali. Per secoli i fiumi sono stati il principale mezzo di collegamento tra popoli e civiltà e di approvvigionamento di acqua per l’uomo. Tutte le grandi civiltà si sono sviluppate lungo il corso di importanti fiumi. Oggi non è più così, i fiumi sono stati abbandonati o ridotti a contenitori di scarico.





Noi uomini siamo composti per l’80% da acqua e un viaggio dentro il fiume è un viaggio dentro noi stessi. Non solo, i fiumi sono una risorsa ambientale insostituibile, una contenitore ad alta densità vitale, una risorsa turistica, una via di trasporto alternativa, rispettosa, sostenibile e, di conseguenza, una opportunità economica da far fruttare in tal senso. Il progetto Man on The River alla voce Budget vede scritto: 0 euro. E’ possibile in una società nella quale sembra impossibile “vivere con meno”? L’impresa è possibile grazie ad una “economia del dono”: aziende, private, manager, amici che lavorano con Giacomo De Stefano, persone incontrate lungo il corso dei fiumi gli forniscono i mezzi sia in termini concreti sia nel supportare l’entusiasmo, la determinazione di perseguire la traversata. A bordo di Clodia c’è pochissimo: una stufa costruita da un fabbro e ricavata da una pentola per riscaldarsi, cucinare, asciugare i vestiti. Il cibo viene dal fiume e dagli alberi da frutto che si trovano lungo il tragitto. Sono fondamentali le relazioni che Giacomo stabilisce con la gente che incontra durante la traversata perché costituiscono il valore aggiunto di un impresa che non vuole essere una performance ad effetto ma è stimolata dall’istinto, lontana da qualsiasi calcolo. “ Cerco un nuovo concetto di mondo, di economia, di relazioni umane” dice Giacomo, “un nuovo modo di toccare questa terra con gentilezze a leggerezza”. In ogni Paese che attraverserà Giacomo prenderà con sé solo una foglia secca e qualche goccia d’acqua che conserverà in ampolline realizzate da un vetraio di Murano.

Molti gli ostacoli durante il percorso ad esempio le Porte di Ferro in Serbia, il punto di più difficile navigazione lungo il Danubio. Ci saranno tunnel, ponti sospesi dove la barca veleggerà a trenta metri d’altezza, 400 ponti sotto cui passare. Il viaggio avrà anche la sua fetta di tecnologia per effettuare delle dirette radio durante le quali Giacomo racconterà le tappe di questa straordinaria esperienza. Attraverso internet Giacomo comunicherà con il mondo e risponderà agli amici che seguono la sua avventura. Per il resto non ci sono a bordo ricevitori satellitari, il sole e le stelle guideranno la navigazione. Il vento sarà il respiro vitale del viaggio, le braccia la forza.

Cambiare si può! Buon viaggio Giacomo!

Per leggere il Diario di Bordo di Giacomo e approfondire il progetto collegati al sito :

www.manontheriver.com

Per consentire a Giacomo di concentrarsi sul viaggio, è stata creata una segreteria organizzativa che può rispondere ad ogni domanda relativa al progetto. Nota: se desiderate salire a bordo di Clodia, la barca, vi preghiamo di avvisare almeno una settimana prima; in questo modo potremo farvi sapere la località dove Giacomo e Jacopo si troveranno e la disponibilità di posti.

Per informazioni generali sul progetto:
info@manontheriver.com

Per richiedere ulteriori informazioni sul viaggio, la cartella stampa o un’intervista con Giacomo De Stefano:
press@manontheriver.com

Per aderire al programma partner:
partners@manontheriver.com
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