La Thuillettaz B&B Saint Rhémy En Bosses - Consigli Turistici
Bed & Breakfast
I consigli per turisti del gestore
Itinerari Classici e Monumenti da non perdere per chi visita Saint Rhémy En Bosses.
IL TOUR DES COMBINS
Il Tour Des Combins è una fantastica escursione di 6 Tappe che si svolge in altrettanti 6 giorni al confine fra Italia e Svizzera attraverso un percorso di circa 200 km di itinerari segnalati, ad un altitudine che varia dai 1300 ai 2800 metri.
I Combin sorprenderrano l'escursionista per le loro cime maestose (punto più alto 4314 m) e per i loro vasti ghiacciai.
Thuillettaz si trova all'arrivo della TAPPA N. 5: RIFUGIO CHAMPILLON - SAINT-RHEMY (6H55) ed è la sosta ideale per riposarsi e rinfrancarsi dopo la lunga giornata di cammino.
Arrivati al Borgo di Saint-Rhémy e attraversato il ponte sul Torrente, si segue la pista e dopo 100 metri si prende il largo sentiero sulla destra che sale verso il villaggio di Laval. Dopo Laval si continua a salire a destra per circa 600 metri: Thuillettaz è lì sulla sinistra.
Il mattino seguente si riparte per la TAPPA N. 6: SAINT-RHEMY - COL DU GRAND-SAINT-BERNARD - BOURG SAINT-PIERRE (5H40)
Partendo da Thuillettaz, prima di Laval si imbocca un bellissimo sentiero che porta direttamente al di sopra del Borgo di Saint Rhémy raggiungendo la Via Francigena.
IL CASTELLO
Nel Capoluogo, in Frazione Saint Léonard, si trova il CASTELLO DI BOSSES. La costruzione risale al 1095, da parte di Gerardo de Bocha, cavaliere e signore del luogo, che possedeva tutti i diritti feudali di alta e bassa giustizia, nonché quelli di proprietà del mulino, del mercato e di riscossione delle gabelle.
LA CASAFORTE
Poco a monte del castello, in Frazione Chez-Vuillen, nel Trecento, fu edificata la CASAFORTE DU CHEZ-VUILLEN, caratterizzata da una torre cilindrica con una scala a chiocciola in pietra squadrata.
LA CHIESA PARROCCHIALE
La Chiesa parrocchiale di Bosses è dedicata a San Leonardo e rappresenta uno dei primi esempi di architettura neogotica in Valle d’Aosta, come testimoniano i pilastri a fascio che reggono gli archi a sesto acuto.
LA CHIESA DEL BORGO
All’interno del borgo di Saint-Rhémy, si trova un vero gioiello: la Chiesa di San Lorenzo. Fu riedificata nel 1784, su fondamenta di epoca paleocristiana.
IL COLLE DEL GRAN SAN BERNARDO si trova a 2473 metri di quota, alla sommità di un selvaggio vallone innevato per nove mesi all’anno e per questo aperto al traffico soltanto dal 1 giugno al 15 ottobre.
Importante collegamento tra la Pianura Padana e l’Europa Occidentale, il colle è stato una delle vie di transito più praticate già a partire dal III millennio a. C.
L'OSPIZIO
Verso la metà dell'XI secolo, San Bernardo, fece edificare, al Colle, un ospizio ed una chiesa che dedicò a San Nicola, patrono dei viaggiatori.
Da quel momento, una comunità di canonici agostiniani visse permanentemente al Valico, accogliendo i passanti, soccorrendoli in caso di necessità, assicuarando loro cibo e alloggio.
Ancora oggi vuole essere ancora un porto di pace e di amore, ospitale con tutti coloro che, cercando di dare un senso alla propria vita, hanno seta d'acqua viva
Il modesto riparo costruito da San Bernardo fu ingrandito nel corso dei secoli per poter assicurare ospitalità gratuita a tutti i viandanti. Altre costruzioni furono via via aggiunte: l'obitorio nel 1476, l'ostello San Luigi nel 1786, e finalmente la Casa Nuova nel 1899, che divenne, dal 1925 l' "Hôtel de l'Hospice".
La Chiesa attuale, terminata nel 1685, è stata costruita in puro stile barocco piemontese sopra la chiesa primitiva, la cripta, riservata oggi alla preghiera.
Aperto nel 1987, il nuovo museo del Gran San Bernardo ripercorre la vita del colle e quella dell'Ospizio, tanto di ieri come di oggi.
I CANI
Itinerari insoliti a Saint Rhémy En Bosses e dintorni.
NUOVO RIFUGIO ALPINO INTITOLATO A
PIER GIORGIO FRASSATI
TAPPA ESCURSIONISTICA DELL’ALTA VIA N°1 IN LOCALITA’ "LAC DES MERDEUX"
Il nuovo rifugio alpino è situato a quota 2. 550 m s. l. m. , nelle immediate vicinanze dei laghetti denominati “Lac des Merdeux”, nell’omonima conca a valle del Col Tapie, sull’incrocio del percorso dell’alta via n°1 che porta al vicino colle Malatrà con il percorso del “Tour du Grand Saint Bernard”.
Il rifugio è stato inaugurato il 20 agosto 2011; l'apertura al pubblico è prevista dal mese di giugno 2012.
Il mezzo più comodo per muoversi a Saint Rhémy En Bosses.
Anche se Saint Rhémy en Bosses è raggiungibile con i mezzi pubblici fino al Capoluogo, il mezzo più comodo per raggiungere le varie Frazioni e Villaggi è sempre l'automobile.
La stazione ferroviaria più vicina si trova ad Aosta. Di fronte alla stazione ferroviaria si trova l'autostazione.
Servizio Pullman di linea fino a Saint-Rhémy-en-Bosses capoluogo (circa 10 corse giornaliere, ridotte la domenica).
I Ristoranti consigliati, le trattorie caratteristiche, le dolcerie, bar a pub consigliati.
Locanda Ristorante LA CLUSAZ, Gignod
Ristorante DE LA CROIX BLANCHE, Etroubles
Ristorante LA MEISON DE LA POLENTA da FELICE, St. Oyen
Ristorante Marietty, Etroubles
Agriturismo LA GRANDZE IN TSI INCONNU, Etroubles
Ristorante Prosciutteria SOUS LE PONT DE BOSSES, Saint Rhémy en Bosses
Una giornata "tipo" per godere pienamente della bellezza dei nostri luoghi, dalla colazione a notte fonda.
ESCURSIONI DI UN GIORNO:
1) Saint-Rhémy - Colle del Gran San Bernardo
importante punto di transito attraverso le Alpi fin dall‘antichità, il colle del Gran San Bernardo nel Medioevo ha vissuto momenti di grande sviluppo quando era frequentato da commercianti, uomini di chiesa e pellegrini diretti a Roma. Nel corso dei secoli ha assistito al passaggio di eserciti, tra cui quello di Napoleone, celebri scrittori e turisti. Oggi è un crocevia di itinerari escursionistici internazionali: la via Francigena, l‘itinerario escursionistico che collega Aosta a Martigny, il Tour des Combins, gli itinerari transfrontalieri dell’ Espace Mont-Blanc.
2) Saint-Léonard - Col Citrin
Dai pressi del municipio di Saint-Rhémy, si scende lungo la strada che porta alla frazione Pleiney. Dopo aver superato gli abitati di Comba e Pont si attraversa l‘Artanavaz su di un ponte. Proseguendo, dopo il ponte, sulla strada che conduce all‘Alpe Citrin Desot, si incontra sulla destra il sentiero n° 8 che si imbocca per prendere quota. Dopo aver attraversato una strada forestale, durante la salita si intravede sulla destra la fonte ferruginosa di Citrin. Si prosegue costeggiando l‘Alpe Citrin di Meiten ed attraversando l‘Alpe Citrin Damon. Poco prima di guadagnare il valico, in corrispondenza di un incrocio, si trascura il segnavia n° 8A, che conduce al lago di Citrin, e si continua a sinistra sul solito sentiero, n°8, fino a guadagnare il colle.
L‘itinerario corrisponde anche ad un tratto della Via Alpina (VA).
3) Rosière - Col Serena
Giunti in loc. Rosière, in comune di Saint-Rhémy, dove è presente un piazzale per lasciare l‘auto nei pressi degli impianti di risalita di Crévacol, imboccare la strada per loc. Farettes, alla quale si arriva in poco tempo dopo essere passati sotto il cavalcavia della strada per il tunnel. Da qui, abbandonare la strada e proseguire sulla sinistra sul sentiero n° 9 fino a raggiungere loc. Arp du Bois Désot (1936 m s. l. m.). Si prosegue salendo per un breve tratto su strada sterrata fino ad incontrare nuovamente sulla sinistra il solito sentiero (n°9). Da qui proseguire fino a raggiungere il col Serena.
Facile escursione di salita tra i pascoli dell‘alta valle del Gran San Bernardo, alla scoperta della flora spontanea, delle bianche rocce calcaree, della fauna che popola questo splendido tratto della catena alpina. Dal valico, il vallone si apre sulla grandiosa comba di Vertosan, disseminata di alpeggi e quasi sconosciuta.
4) Rosière - Col Malatrà
L‘itinerario descritto è relativo ad un tratto dell‘alta via n. 1, AV1. Dal parcheggio si prende sulla destra la strada sterrata che passa al di sotto del viadotto autostradale e continua in piano fino all‘alpeggio Devies. Poco oltre si imbocca sulla destra il sentiero, fiancheggiato da muretti a secco, che si innalza attraverso i pascoli, sino all‘alpeggio Merdeux Inferiore; da qui si percorre un breve tratto di sterrata alla volta dell‘alpeggio di Côtes, per poi continuare sul sentiero che, a mezzacosta, conduce all‘alpeggio Moindaz. Si risalgono quindi i verdi ed ampi pascoli fino a raggiungere l‘alpeggio Tsa de Merdeux e poi, attraversati alcuni torrentelli e risalito un ripido costone erboso, si raggiunge il pianoro del lago Merdeux. Da qui il percorso prende quota e si porta in una conca detritica contornata da una suggestiva cresta rocciosa molto frastagliata; attraversata la conca, si percorre una lunga diagonale verso sinistra e, con alcuni stretti tornanti, si supera l‘ultimo ripido tratto di sfasciumi che conduce sul col de Malatrà. (Descrizione tratta dall‘opuscolo Alta via 1)
5) Col Fenêtre de Ferret
Il col Fenêtre de Ferret mette in comunicazione il vallone del Gran San Bernardo con l’alta Val Ferret svizzera. Dai laghi Ferret è possibile ammirare il settore orientale della catena del Monte Bianco, in particolare le Grandes Jorasses ed il Mont Dolent, colti da un insolito punto di vista.
Dove acquistare a Saint Rhémy En Bosses: prodotti tipici, cantine, botteghe, souvenir particolari.
Tutti i sapori della Valle d'Aosta
Formaggi, Salumi, Vini, Miele, Pane Nero, Frutta, Genepi
1) Prosciutteria SOUS LE PONT DE BOSSES
2) Cooperativa du Jambon de Bosses: www. jambondebosses. it
3) Centro Visitatori Fontina, Valpelline, Aosta: www. fontinacoop. it
4) Associazione Consorzio Apistico della Valle d'Aosta: www. apivda. it
5) Vini e prodotti tipici: www. routedesvinsvda. it
Le origini di Saint Rhémy En Bosses.
LE ORIGINI
La storia del territorio dell’odierno Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses è strettamente collegata alle vicende che interessarono lo sfruttamento del valico del Gran San Bernardo già in epoche protostoriche, quando la Valle d’Aosta era abitata dai Salassi.
Appare ormai certo che tra il 3000 e il 2500 a. C. , periodo dell’Età Neolitica, a seguito dello scioglimento dei ghiacciai l’uomo si insediò in varie aree della Valle d’Aosta.
Durante gli scavi condotti nel 1842 per la costruzione del presbiterio di Saint-Rhémy furono inoltre ritrovate file di scheletri con i piedi rivolti a sud, probabilmente di epoca neolitica, frammisti a resti romani di sepolture imperiali successive e sovrastanti; queste tracce testimoniano la presenza di insediamenti molto antichi in quest’area, ampiamente sfruttata come zona di passaggio anche durante l’Età del Bronzo.
L'EPOCA ROMANA
Roma iniziò ad interessarsi ai valichi alpini della Valle d’Aosta a partire dal momento in cui si rese necessario individuare e controllare vie alternative di accesso alle regioni transalpine, in grado di assicurare un rapido e sicuro passaggio di truppe destinate a combattere nelle grandi campagne espansionistiche romane. Al valico i Romani eressero un tempio dedicato a Giove Pennino, protettore dei viandanti, al quale venivano offerte in voto tavolette bronzee e monete.
Saint-Rhémy, denominata in epoca romana Eudracinum, divenne un’importante mansio, un posto di sosta che aveva il compito di mantenere in efficienza e di controllare l’arteria di traffico ai piedi della quale sorgeva.
Con lo smembramento dell’Impero Romano, dal VI al X secolo il territorio passò sotto varie dominazioni: dapprima gli Unni, poi i Burgundi, i Longobardi, i Carolingi e infine i Saraceni. Sembra che si debba proprio al passaggio del re burgundo Gontrano, figlio del re dei Franchi Clodoveo, battezzato nel 496 d. C. da San Remigio arcivescovo di Reims, se oggi il borgo di Saint-Rhémy porta il nome di questo Santo.
IL MEDIOEVO
Verso l’anno Mille il piccolo centro di Saint-Rhémy vide il passaggio di un altro grande personaggio che incise profondamente nella storia di questi luoghi: San Bernardo di Mentone. La leggenda narra che il santo sarebbe salito in processione sino al passo per scacciare i Saraceni, fondandovi poi un ospizio quale ricovero per i viandanti. In realtà è probabile che l’allora arcidiacono di Aosta fosse stato incaricato dalla regina di Borgogna di ristrutturare il precedente monastero di San Pietro sul Monte Giove per destinarlo a casa di ricovero, o xenodochio, per i viandanti sempre più numerosi. Pare che la costruzione, dedicata a San Nicola, fosse già ultimata verso il 1050; solo in un secondo momento, intorno al XIII secolo, dopo che Bernardo assurse alla gloria degli altari, l’ospizio e la chiesa assunsero il suo nome, così come i monti e i relativi valichi del Grande e Piccolo San Bernardo.
Gli eventi più importanti che hanno segnato la storia di Saint Rhémy En Bosses.
IL PASSAGGIO DI NAPOLEONE TRA STORIA E LEGGENDA.
Nel maggio del 1800, il Colle del Gran San Bernardo vide il passaggio di uno dei personaggi storici maggiormente conosciuti: Napoleone Bonaparte.
Il Generale, da poco divenuto Primo Console della Repubblica Francese, alla testa di circa 60. 000 uomini, con 50 pezzi di artiglieria e 3. 500 cavalli, attraversò il Passo per recarsi a Marengo, per la storica battaglia contro gli Austriaci. Napoleone giunse al Colle la mattina del 20 maggio, dopo che i suoi soldati l'avevano preceduto alcuni giorni prima. Infatti, egli concepì l'ardito progetto di portarsi rapidamente in Italia, attraversando il Colle del Gran San Bernardo, nonostante le innumerevoli difficoltà, preceduto dall'intero stato maggiore, dalle sue guardie e dalla più bella armata che la Francia abbia mai visto valicare le sue frontiere.
Quando i suoi generali gli prospettavano l'impossibilità di far passare l'artiglieria attraverso il Colle, il rivale di Annibale e di Cesare rispose loro: "Il possibile è alla portata di tutti, voglio osare l'impossibile". Fu così intrapresa l'attraversata: dal 15 al 20 maggio la fanteria, la cavalleria, i bagagli ed i cannoni superarono il Passo. Una compagnia di operai smontava a Bourg Saint Pierre i carri e gli affusti, numerandone i pezzi; un'altra compagnia, stanziata a Saint-Rhémy, li ricomponeva. In seguito si continuava la marcia sulla strada che ridiveniva praticabile. Accolto all'Ospizio dal canonico D'Allèves, il Primo Console cenò e conversò con i suoi ospiti. Si racconta che volle visitare la biblioteca e che si fece mostrare il passaggio dello scrittore Tito Livio riguardante la traversata delle Alpi da parte di Annibale.
La sua permanenza presso l'Ospizio durò circa tre ore, poi egli riprese rapidamente la discesa verso Etroubles; giunto in questo villaggio, fu ospitato dall'Abate Léonard Veysendaz nella sua casa, dove passò la notte.
Il passaggio di tale personaggio nella valle lasciò un ricordo indelebile, destinato ad arricchirsi di elementi leggendari, quasi agiografici. La figura di Napoleone è stata infatti soggetta ad interpretazioni diverse: egli viene presentato come il portatore di idee rivoluzionarie, come messaggero di libertà, ma anche come nemico della Chiesa oppure come riparatore di ingiustizie (soprattutto quelle causate dalle sue truppe alla popolazione). Nella realtà, le cronache dell’epoca evidenziano che il villaggio di Saint-Rhémy, insieme a quelli della valle del Gran San Bernardo, dovette sostenere ingenti spese per ospitare l’intero esercito napoleonico al suo passaggio.
I segreti dei Palazzi o dei personaggi che hanno abitato Saint Rhémy En Bosses.
LA VIERIE DU MONT JOUX E I MARRONNIERS.
Sulla valle del Gran San Bernardo esercitavano il loro potere politico e giudiziario i Conti di Savoia, che si impossessarono di tutti i principali passaggi alpini, tra i quali anche il Colle del Gran San Bernardo.
Nei punti di transito obbligato furono istituiti dei posti di pedaggio, dove ogni mercante doveva lasciare una parte di merce o una somma di denaro. La tassa veniva percepita da una persona del luogo, cui i Savoia avevano concesso l'appalto, nel nostro caso alla "susta" (deposito di merci per i commercianti) di Saint-Rhémy.
Questa sosta obbligata nel borgo portò vantaggi alla popolazione che poteva offrire cibo ed un ricovero a pagamento a tutti coloro che transitavano.
Gli abitanti del borgo godettero inoltre del diritto esclusivo, concesso dai Savoia dal X secolo, di accompagnare i viaggiatori e le loro merci da Aosta fino al Valico: si trattava della "viérie du Mont Joux", una Carta delle Franchigie risalente al 1273.
Coloro che svolgevano questo servizio furono denominati "marronniers", portatori e guide allo stesso tempo; marrone è il termine di origine indoeuropea che indicava in origine lo stallone che conduceva un branco di cavalli selvaggi e divenne, per traslato, il nome delle prime guide alpine.
I Marronniers erano riconoscibili per il loro particolare equipaggiamento: testa incappucciata di feltro per il grande freddo, mani guantate di pelli villose, piedi muniti di stivali armati sotto la suola di aculei di ferro a motivo di ghiaccio sdrucciolevole, in mano lunghi bastoni per sondare la strada sotto la neve profonda. Alcuni possedevano bestie da soma, altri caricavano direttamente sulle spalle le pesanti merci dei viaggiatori. Il viaggio poteva durare anche alcuni giorni, spesso sfidando neve e bufere. In cambio di questo diritto, gli abitanti di Saint-Rhémy dovevano mantenere in buono stato la strada per il Colle e offrire gratuitamente ospitalità ai conti di Savoia ed ai loro ospiti quando si recavano in Valle.
Letteratura su Saint Rhémy En Bosses: libri, guide, mappe.
Marroniers et soldats de la neige de Saint-Rhémy en-Bosses di Alberto Marcoz
Napoléon Bonaparte et le passage du Grand- Saint-Bernard (Autore. AA. VV.)
Mémoire sur le Bourg de Saint-Rhémy di Anselme-Nicolas Marguerettaz
Cucina ai piedi del Gran San Bernardo
di Maria Luisa Di Loreto, Bianca Calchera
La route des marroniers. Les caravanes du Grand-St-Bernard di Rosa Thea Creton
Abbé Martinet. Sa vie, ses oeuvres
A cura di: Faustina Munier, Georges Diémoz
Les grands passages des Alpes di Samivel, S. Norande
Essais historiques sur le Mont-Saint-Bernard
di Desloges Chretien
La maison du Grand-Saint-Bernard et ses très révérends prévots di Duc Etienne Pierre
Calendario degli Eventi, Festival, Concerti e Manifestazioni a Saint Rhémy En Bosses.
La Sagra dello "JAMBON DE BOSSES" la seconda domenica di luglio di ogni anno
"PERCORSO IN ROSSO", 13 agosto
"MARCIA' DI RANTAVALUE", primo sabato di agosto