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Sentenza Affitti brevi: gli albergatori hanno poco da cantar vittoria

Di Redazione | News Mondo B&B
Sentenza Affitti brevi: gli albergatori hanno poco da cantar vittoria

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha giudicato legale e conforme al diritto dell’Unione Europea una norma del governo francese che riconosce a città e paesi il diritto di stabilire che gli affitti a breve termine siano soggetti ad apposita autorizzazione.

L’Europa lo aveva anche scritto nella sua Agenda Europea per l’Economia collaborativa che: “I​ ​prestatori​ ​di​ ​servizi​ ​possono​ ​essere​ ​subordinati​ ​ai​ ​requisiti​ ​di accesso​ ​al​ ​mercato​ ​o​ ​ad​ ​altri​ ​requisiti,​ ​come​ ​i​ ​requisiti​ ​di​ ​licenza,​ ​soltanto​ ​se​ ​tali​ ​requisiti sono​ ​​non​ ​discriminatori,​ ​necessari​ ​per​ ​conseguire​ ​un​ ​obiettivo​ ​di​ ​interesse​ ​generale​ ​e proporzionati​ ​rispetto​ ​a​ ​tale​ ​obiettivo​​ ​(vale​ ​a​ ​dire​ ​che​ ​non​ ​impongono​ ​più​ ​obblighi​ ​di​ ​quanto strettamente​ ​necessario)”.

Nel caso della sentenza francese l’obiettivo di interesse generale riconosciuto dalla Corte di Giustizia è “la lotta contro la scarsità di alloggi destinati alla locazione di lunga durata”.

Gli albergatori hanno quindi poco da cantare vittoria; il fatto che le locazioni turistiche brevi facciano concorrenza alle strutture alberghiere non è una motivazione per limitarne la diffusione. Ciò potrà essere fatto solo dove si dimostrerà che la loro diffusione crea dei problemi al tessuto sociale della città limitando gli alloggi destinati alla locazione di lunga durata.

Affitti brevi e attività ricettive: un'ambiguità da risolvere al più presto

“Poter godere e disporre di un bene a suo vantaggio e a suo piacimento” secondo il principio di pienezza ed esclusività previsto dal diritto di proprietà è il concetto che sta alla base del successo delle locazioni turistiche / brevi e di Airbnb.

La locazione turistica / breve non è infatti considerata “attività ricettiva”, come B&B, Case Vacanze o Affittacamere, e non necessita della burocrazia necessaria per aprirne una.

In questo tipo di locazioni la fornitura di servizi di tipo accessorio o complementari è vietato.

Puoi fornire le lenzuola e la biancheria all'arrivo, ma qualsiasi altro servizio alla persona (tipo la fornitura della colazione, o la sostituzione della biancheria, o del riassetto dei locali) farebbe diventare l'attività un'attività ricettiva a tutti gli effetti (B&B, Affittacamere o Casa Vacanze) facendola ricadere nell’obbligo di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e assoggettandola alle Leggi Regionali (Le Regioni hanno la delega legislativa al turismo, secondo il Titolo V della Costituzione).

Ad esempio, se tu apri una locazione turistica e poi offri la colazione ai tuoi ospiti allora sei un B&B; se affitti alcune stanze di una tua proprietà e offri le pulizie e il cambio delle lenzuola sei un affittacamere; se affitti l'intera casa e offri anche altri servizi sei una casa vacanze.

Molti proprietari di immobili si sono inseriti su Airbnb o su siti omologhi per affittare tutto o parte dell'immobile dichiarandosi locazioni turistiche o brevi, senza, di fatto, presentare alcuna SCIA al SUAP del comune.

Parecchi B&B hanno già chiuso l'attività per poi riaprire sotto forma di Locazione Turistica, che ha infinitamente meno regole da seguire.

Airbnb ha imposto, di fatto, una sorta di deregulation del settore extralberghiero.

I colpevoli di questa deriva sono 3:

1) Gli albergatori, che con le loro lobby hanno preteso maggiori oneri a carico delle attività familiari saltuarie come i B&B pensando che più burocrazia comportasse meno aperture e quindi meno concorrenza, ottenendo il risultato di ritrovarsi, invece di 30.000 B&B, con 400.000 locazioni turistiche / brevi.

2) Dei legislatori, che da sempre acquisiscono informazioni esclusivamente dal settore alberghiero, trascurando l’extralberghiero.

3) Del settore extralberghiero stesso, che, colpevolmente, non è mai riuscito a essere rappresentativo delle proprie istanze presso il potere legislativo.

Quando una struttura ricettiva diventa abusiva? 

In teoria una locazione turistica diventa una struttura ricettiva “abusiva”, paradossalmente, nel momento in cui offre un caffè ad un viaggiatore o effettua il cambio delle lenzuola e della biancheria.

Dov'è il problema? Il problema sta nella estrema difficoltà del controllo e nella repressione di simili comportamenti.

Se il proprietario affitta un immobile come locazione turistica e poi offre un cornetto e un caffè al suo inquilino dovrebbe essere multato, ma capite che nessun governante sano di mente può permettersi di impegnare le forze dell'ordine in una ridicola caccia alla brioche.

Non lo farà mai, né potrà farlo, nemmeno volendo. Ci vorrebbero migliaia di controllori per decine di anni e quale giudice andrà poi a condannare un proprietario per un cornetto e un caffè offerti ad un proprio ospite?

Né si può sperare che uno Stato ti chiuda portali come Airbnb o come le decine di cloni, più o meno conosciuti, che stanno nascendo in tutto il mondo. Perché mai dovrebbe farlo?

Né, ancora, si può sperare che il Viaggiatore riconosca la differenza tra un proprietario di casa che ti affitta una camera in locazione turistica e poi ti offra una buona colazione, rispetto ad un B&B regolarmente aperto con SCIA che sottostà a tutte le regole imposte dalle leggi regionali. Per lui sono identici.

Che lo Stato non abbia intenzione di risolvere questa ambiguità lo vediamo anche dalle azioni che sta mettendo a regime per combattere questo cosiddetto "abusivismo", ovvero il codice identificativo nazionale.

A parte che questo codice è ulteriore burocrazia che si aggiunge a quella cui sono costrette tutte le strutture regolarmente registrate e censite, non è altro che un metodo che va a deterrente dell'evasione fiscale. Evasione, fra l'altro, di certo più bassa di tantissime altre attività, dato che la maggior parte dei pagamenti transita da piattaforme digitali e quindi totalmente tracciabile.

Un proprietario che vorrà continuare a fare locazione turistica e offrire poi servizi al viaggiatore "sottobanco" potrà continuare a farlo tranquillamente, anche con il codice identificativo.

Quindi, da un lato abbiamo strutture ricettive che rispondono alle leggi regionali che anno dopo anno sembrano diventare sempre più vessatorie e restrittive; dall'altro - e ormai sono la maggioranza - proprietari di immobili che esercitano il loro diritto costituzionale di proprietà affittando tutta o parte della propria abitazione/immobile che rispondono solo al codice civile e alla legge nazionale, che rende la loro vita estremamente più semplice, tant'è che moltissimi gestori di B&B hanno chiuso la loro SCIA e si sono riciclati come locazione turistica / breve.

Qual è la soluzione?

Le leggi regionali devono uniformarsi e semplificarsi al massimo e devono incentivare l'apertura di strutture ricettive extralberghiere piuttosto che il contrario. Chi ha un'attività non imprenditoriale, che sia veramente tale, deve essere messo in grado di svolgerla senza troppi vincoli, come stabilito chiaramente fra l'altro dall'Agenda Europea per l'Economia collaborativa.

Una vacanza in Bed and Breakfast è il modo più intimo e confortevole per conoscere l'Italia
(Vedi lo Spot Video del B&B) - È possibile che fra gli iscritti al portale www.bed-and-breakfast.it ci siano strutture che non sono dei bed & breakfast puri (affittacamere, locande, agriturismo, case vacanza, affitti turistici, family hotel). Se, infatti, i limiti legislativi del b&b sono chiari, molte persone amano viaggiare in strutture gestite familiarmente anche se queste non possono, legislativamente parlando, fregiarsi del titolo di b&b. Per ogni struttura è indicata la tipologia che, se cliccata, indica esattamente quali sono le sue caratteristiche.
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