You are viewing the website in Italian. Switch to English.
Dove vuoi andare?
Ospiti e camere
...
IT | Cambia lingua Preferiti Vicino a me Inserisci la tua struttura
Regioni Località turistiche Punti d'interesse Offerte Last Minute
B&B Day
primo weekend di marzo
Settimana del Baratto
terza settimana di novembre
BarattoBB
baratto tutto l'anno in B&B
BB25
25 Euro tutto l'anno
B&B Card
richiedila gratis
Come aprire un B&B Mondo B&B Blog Magazine Turismo Speciali Eventi Fiere Punti d'interesse Suggerisci un evento Suggerisci un punto d'interesse Tesi universitarie sul B&B
(Guadagna 100 Euro)
Scopri i B&B migliori B&B Europa
FAQ e contatti Note legali, Cookie Policy, Privacy Area Riservata Gestori
Italiano English Français Deutsch Español
Andy Warhol e le tracce del Novecento

Andy Warhol e le tracce del Novecento

  • Vieste
  • 5 ago 2022 / 30 set 2022
  • Dove: Museo Civico Archeologico “Michele Petrone” - Vieste (FG)
  • Arte

Il ricchissimo repertorio dell mostra comprende circa trenta prestigiosi capolavori di artisti internazionali, articolati entro un percorso espositivo che, partendodagli anni Trenta, ci offre uno spaccato dell'evoluzione artistica fino ai nostri giorni.

Gli osservatori potranno fare esperienza di un itinerario artistico sorprendentemente vasto e differenziato, a partire dalla splendida Natura morta (1953) di Giorgio Morandi (1890-1964), una matita su carta che suggerisce, attraverso il tratto leggero del disegno, un’autentica poesia delle cose, quasi una sacralità con cui posiziona i suoi oggetti fuori dal tempo, in un’eterna immobilità. Del metafisico Giorgio de Chirico (1888-1978) il Museo pugliese ospita Biro su Carta (1964), un abbozzo di personaggi dellamessinscena de Il Prigioniero di Dallapiccola. Del grande genio del XX secolo Pablo Picasso (1881-1973) è possibile ammirare la celebre Madame Ricardo Canals (1966), litografia a colori su cartaintessuta, firmata e numerata dal maestro in cui il volto austero della donna è avvolto dalla predominanza del nero, dal quale emerge con autorevole fissità di sguardo. Si mostra in tutta la sua irriverenza la serigrafia Ladies and Gentlemen II.130 (1975) del massimo rappresentante della Pop Art americana Andy Warhol (1928-1987), parte di una provocatoria serie di 10 tele realizzate in edizione limitata di 125 esemplari - firmati e numerati in originale. Il soggetto, con lo sguardo sfrontato e diretto verso chi guarda, è dapprima fotografato con una polaroid ed in seguito dallo scatto è realizzata la serigrafia, completando il tutto con larghi tocchi di colore. Con questa serie l'artista prende le distanze dagli iconici ritratti dedicati alle celebrità, fotografando le drag queen al The Gilded Grape, il night club di New York sulla West 45th Street, e consentendo l'ingresso nell'arte a figure ai margini. Restando sull'onda della Pop Art italiana ed europea, incontriamo Smalti e acrilico su tela (1990) di Mario Schifano (1934-1998), principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Egli si allontana dalle fredde immagini patinate di Warhol, dando all'atto creativo un accento piùemotivo, ravvisabile nelle pennellate irregolari, testimoni della materialità del gesto pittorico. Appartengono alla medesima scuola anche Giosetta Fioroni (1932) e Valerio Adami (1935), dei quali la mostra presenta rispettivamente Bambino (1969) e Dedica (1970). L’opera della Fioroni è una matita e smalto alluminio su carta che rivela la sua caratteristica visionarietà, attraverso la quale esprime la sua infanzia memore dei lavori di Klein, apprezzati negli anni parigini. Il soggetto si fa portatore di una narrazione e di un messaggio legato al ricordo e al substrato della memoria. Adami inizialmente si esprime prediligendo un'arte astratta, in seguito accoglie la figurazione, ispirandosi alla Pop Art americana di Lichtenstein. Al movimento della Scuola di Piazza del Popolo si avvicina anche Jannis Kounellis (1936-2017), importante esponente dell'Arte Povera e del quale si può osservare una Tecnica mista su carta (1999): fautore di un'arte intesa come uscita dal quadro in cui l'artista passa dalla rappresentazione alla presenza, nei suoi disegni si nasconde il substrato più intimo e profondo di sé, in un horror vacui di traiettorie confuse sulla superficie bianca. È a Lucio Fontana (1899-1968), ideatore dello Spazialismo, che si deve un'autentica rivoluzione spaziale, attraverso incisioni e tagli nella tela, alla ricerca di possibilità inedite oltre il quadro. Con lui la tela smette di essere un supporto, divenendo materia plasmabile, modificabile, oltrepassabile e in grado di inglobare lo spazio nell'opera d'arte. La serigrafia con incisioni intitolata Concetto spaziale (1965), presente in mostra, è firmata e datata in basso a matita. Con Alberto Burri (1915-1995) ed Enrico Castellani (1930-2017) il processo creativo risponde alla necessità di esprimersi in maniera totalmentelibera, fino ad intaccare la normale configurazione dell’oggetto e del supporto. Entrambi sviluppano l'eredità di Lucio Fontana, trasformando la bidimensionalità della tela in uno spazio fisico e concettuale: il primo manipolando sacchi e plastiche attraverso processi di combustione, tagli ecuciture; il secondo facendo uso di superfici estroflesse e introflesse. Di Castellani la mostra accoglie Superficie bianca (1969), opera che offre unapartecipazione attiva, invitando lo spettatore ad indagare realtà intime mai esplorate, essendo, quelli dell'artista, lavori portatori di una notevole carica emotiva. Negli anni Sessanta, assieme a Piero Manzoni, dà vita alla Galleria Azimut di Milano. Esponente dell'informale materico, Burri dà unsignificato nuovo e poetico alla cosa banale e all'oggetto ritenuto uno scarto. Dell’artista è possibile ammirare Museo di Capodimonte (1978), operaappartenente alla Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello 1986, con tiratura e firma in basso a matita. Anche la Dadamaino (1930-2004) entra in contatto con gli artisti del gruppo Azimuth. Osservabile nel Museo è il suo Progetto per serigrafia (Inversione Cromatica) (1975), un acrilico su tela cartonata proveniente dall'Archivio Dadamaino in cui nega il colore, optando per un bianco totale da cui scaturisce un ritmo dinamico.

Inserito da: Redazione di bed-and-breakfast.it | Segnala un evento

Dove dormire a Vieste