Scopri il tesoro nascosto di Kapsott nell’antico palazzo dei Papagni, signori del borgo Cittadella, al crocevia tra sconfinati campi di ulivi secolari della Puglia e la costa selvaggia dell’Adriatico, sulla strada che collega il Gargano con il Salento. Entra nella storia segreta della nostra dimora in stile liberty e varca la soglia del tempo e della tradizione, per un’esperienza indimenticabile.
Una residenza di carattere, autentica, elegante, antica, dal cuore moderno.
Come tutti i tesori più preziosi, Kapsott si svela a chi sa scoprirlo. L’imponente perimetro in tufo di Trani accoglie gli ospiti con il signorile cortile alla spagnola. L’arco tuscanico in pietra invita ad attraversare la boiserie alla francese del massiccio portone in quercia dalle decorazioni art nouveau in ferro battuto. Quando si passa sotto il magico intarsio sulla chiave di volta “1911” l’incantesimo comincia e il tempo si arresta nel maestoso atrio a padiglione con candelabro, il bugnato grezzo e le scale di chianca pugliese che salgono verso il piano superiore in un gioco di luci e riflessi. L’essenziale decoro della rampa con corrimano classico in ferro conduce dolcemente al cuore delle camere di Kapsott.
La leggenda narra che quando i viaggiatori della via Appia passavano per l’antica contrada del borgo Cittadella in località Bisceglie, questi trovassero ristoro presso un palazzo che si ergeva imponente tra i campi su un’altura prospiciente il mare. Impressionati dall’ospitalità della casa, alla domanda dei viandanti su chi fossero i padroni seguiva la risposta “Kapsott. ” Questo era il soprannome della famiglia Papagni, signori della Cittadella e proprietari di estesi poderi, uliveti, vigne e frutteti in terra di Puglia. Si racconta che i nobili Papagni avessero l’abitudine di camminare a testa bassa - “kapsott” nel dialetto locale - studiando il terreno per capire quali coltivazioni piantare, perché la terra era il tesoro più grande che si potesse possedere.
Edificato sulle fondamenta di una preesistente costruzione da don Papagni Sergio nell’anno 1911, il palazzo della Cittadella appartiene tutt’ora ai discendenti dei Papagni, i quali, nel nome dell’ospitalità che da sempre ha contraddistinto la famiglia, hanno deciso di restaurarlo, restituendogli lo splendore d’inizio XX secolo, arricchendolo con comfort d’avanguardia e un design minimal retro. La leggenda di Kapsott rinasce e il tesoro dei Papagni si schiude ai suoi ospiti.