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VERONA
“Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona. Fuori c’è solo il Purgatorio, il Tormento, l’Inferno. Chi è bandito da qui è bandito dal mondo e l’esilio dal mondo è la morte…qui dove vive Giulietta è il Paradiso” Giulietta e Romeo i due innamorati più famosi al mondo sono stati immortalati dalla penna di William Shakespeare. A fare da sfondo alla loro tragedia Verona, una della città più belle d’Italia, un patrimonio storico e culturale dell’umanità che ha incantato pittori, poeti, viaggiatori e personaggi illustri di ogni epoca. La storia dell’amore infelice di Giulietta e Romeo si ambienta in due luoghi ben precisi, la Casa di Giulietta e la tomba. La casa risale al XIII secolo. E’ una casa Torre per lungo tempo di proprietà della famiglia Dal Cappello il cui stemma è scolpito sull’arco interno del cortile. Sulla facciata si trova il famoso balcone dal quale Giulietta si sarebbe affacciata per parlare con Romeo. La Casa di Giulietta è visitabile e offre una verosimile ricostruzione di una dimora del quattordicesimo secolo disposta come è su più livelli e grazie al restauro degli affreschi che ne impreziosivano le pareti, alle cassapanche intarsiate, ai camini in mattoni. In fondo al cortile della dimora si trova la Statua di Giulietta. Opera dello scultore Nereo Costantini che, ogni anno, viene visitata da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, e soprattutto da migliaia di innamorati. La Casa di Romeo si trova invece in Via Arche Scaligere. E’ una abitazione medievale di proprietà della famiglia trecentesca dei conti Cagnolo Nogarola che facevano parte dell’entourage dei Signori della Scala. L’abitazione ha il portale gotico e il cortile con le mura di cinta merlate. In questa casa avrebbe alloggiato la Famiglia Montecchi. Verona è la seconda città dopo Roma, In Italia, ad avere tanti resti romani così ben conservati: l’Anfiteatro, il Teatro Romano, il Ponte di Pietra sull’Adige, l’Arco di Trionfo dei Gavi le porte della città a difesa e celebrazione dell’Impero romano. Basta fare una semplice passeggiata perché ci si svelino i resti e i fasti della magnificenza di un tempo passato. Il viaggiatore cammina sopra i resti di ville e mosaici delle antiche domus romane che si trovano sotto il livello della strada e possono essere visitati nell’area archeologica degli Scavi Scaligeri o nella Villa di Valdonega. Verona è un intreccio di culture e saperi, una commistione straordinaria tra la cultura classica e quella germanica. Il viaggiatore rimarrà letteralmente incantato, passeggiando tra i vicoli della città antica, dagli scorci di epoche storiche diverse dall’epoca romana alle impronte del passato medievale, dai grandiosi palazzi rinascimentali alle suggestive visioni dell’Adige che, se possibile, rende ancora più romantico il volto di Verona. Piazza Bra è il cuore di Verona, non tanto perché si trova in una posizione centrale ma perché ospita il simbolo della città scaligera, l’Arena, oltre al Palazzo Barbieri e al Palazzo della Gran Guardia. Al centro della Piazza si trova il monumento equestre di Vittorio Emanuele II della fine dell’Ottocento e alle sue spalle la Fontana delle Alpi realizzata nel 1975 per simboleggiare il gemellaggio tra Verona e Monaco di Baviera. Viene chiamata dai veronesi “strucca limoni” perché ricorda uno spremi agrumi e gli abitanti di Verona usano festeggiare i grandi eventi sportivi con un bagno nelle sue acque. Ma è chiaro che il viaggiatore, giunto in Piazza Bra avrà un unico obiettivo: entrare all’Arena. E’ il monumento per eccellenza di Verona, sede di importanti manifestazioni e rassegne musicale, quello che ricorda il passato romano della città e il terzo anfiteatro, tra quelli a noi giunti, per dimensioni dopo il Colosseo di Roma e l’Anfiteatro di Capua. Il Monumento è ben conservato nonostante nel 1883 un terremoto distrusse il triplice ordine di arcate sovrapposte. L’Arena fu eretta nel I° secolo d.C. Si tratta di una costruzione ellittica larga 110 metri e lunga 140 metri e con una ininterrotta sequenza formata da 27 doppie arcate in pietra. Durante gli anni dell’Impero romano ( fu costruita durante tra l’impero di Augusto e quello di Claudio) accoglieva i combattimenti dei gladiatori e il nome deriva dalla sabbia “Harena” che ricopriva il terreno e che serviva ad assorbire il sangue rimasto dopo i combattimenti. Nel corso dei secoli ha ospitato tornei, giostre, duelli, balletti, circhi, corride e dal 1993 ospita la più grande stagione lirica all’aperto del mondo. Si può visitare tutti i giorni dell’anno e durante i mesi di dicembre e gennaio l’interno dei suoi arcovoli ospita la Rassegna Internazionale del Presepe. Palazzo Barbieri è sede dell’amministrazione comunale. E’ un imponente edificio in stile neoclassico che fu realizzato tra il 1836 e il 1848. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio a cui si accede attraverso un’ampia gradinata, sovrastato da un frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città. A destra di Palazzo Barbieri si possono ammirare le mura fatte edificare da Gian Galeazzo Visconti nel XIV secolo e poco oltre la Gran Guardia un palazzo monumentale iniziato nel 1610 e inaugurato nel 1853 a causa delle continue interruzioni nei lavori. Il palazzo si dispone su due piani ed è lungo oltre novanta metri con tredici arcate di bugnato rustico che sostengono il piano nobile dell’edificio. Grande finestre rettangolari separate da semicolonne doriche binate ritmano il prospetto. Sul lato nord-ovest della piazza si trova il Liston, uno dei salotti buoni della città. Un marciapiede lastricato del settecento, in pietra rosa, che segue l’andamento della piazza e sul quale sono affacciati i palazzi nobiliari oltre ai ristoranti, le pizzerie e i bar, affollatissimo dai turisti e dai veronesi. Su Piazza Bra una splendida teoria di Palazzi aristocratici: Palazzo Ottolini, seguito da Palazzo Gueglienzi, Palazzo Rigetti sul quale si trova un affresco attribuito al Caroto e a fianco il Palazzo Malfatti Honoris. Dopo avere visitato l’Arena l’itinerario può proseguire lungo Via Roma strada ricca di negozi e di caffè sulla quale si trova il più grande Teatro nobile di Verona, considerato dagli appassionati del melodramma la sede invernale dell’Arena, il Filarmonico. Da ottobre a maggio il teatro accoglie un nutrito cartellone di spettacoli sinfonici, lirici e balletto. In Fondo a Via Roma si staglia la sagoma di Castelvecchio dimora della famiglia che nel medioevo governò la città per 125 anni. Castelvecchio Il castello, imponente edificio civile del medioevo veronese fu costruito tra il 1354 e il 1356 per disposizione di Cangrande II della Scala. Il progetto fu concepito dagli Scaligeri, Signori di Verona, come difesa sia dalle invasioni che dalle ribellioni popolari. Nel Settecento il Castello ospitò l’Accademia militare della Serenissima. L’epoca napoleonica avviò una radicale trasformazione della struttura esistente. Il progetto prevedeva la costruzione di una caserma lungo i tre lati della piazza d’armi ma furono edificati solo il lato costeggiante il fiume e quello verso il Palazzo Canossa. L’edificio in stile neoclassico continuerà a svolgere la funzione militare anche in epoca austriaca. Solo negli anni Venti il Castello abbandonò la connotazione esclusivamente militare e subì un profondo mutamento strutturale diventando sede museale dove trovarono sistemazioni collezione d’arte di pregevole valore. A partire dal 1958 venne progettata una nuova sistemazione dell’intero edificio per rivalutare il patrimonio storico e artistico. Il lavoro di ripristino e di allestimento mussale fu curato dall’architetto Carlo Scarpa. L’originalità dell’opera di restauro è universalmente riconosciuta e rimane uno dei capolavori della museografia italiana del dopoguerra. Al suo interno una collezione dall’arte paleocristiana fino al Settecento. Vicino alla Torre dell’orologio si trova un arco attraverso il quale si accede al Ponte Scaligero, di epoca trecentesca. E’ una magnifica opera di ingegneria militare a tre arcate, fortificato e merlato realizzato con mattoni in cotto e pietra bianca. Da Castelvecchio, attraverso Corso Cavour si raggiunge Porta Borsari, principale ingresso alla città in epoca romana risalente al I° sec. d.C. Nella piccola piazzetta che si apre sulla destra si può ammirare la Casa dei Golfino, nota famiglia di artisti veronesi del Cinquecento. Alcuni studiosi attribuiscono i lacerti degli affreschi che la ricoprivano per intero ad Andrea Mantegna che fu ospite dei Golfino durante il suo soggiorno veronese. Prima di proseguire una sosta merita la Chiesa di San Lorenzo vero e proprio gioiello dell’architettura romanica veronese. Corso Cavour era un tempo, fino al V secolo d.C, una importante necropoli situata fuori dalle mura cittadine. In seguito divenne la via prediletta delle famiglie veronesi che vi costruirono eleganti palazzi. Lungo la via si incontrano l’Arco dei Gavi, risalente al I secolo e il cinquecentesco Palazzo Canossa, capolavoro del Sanmicheli. Decorato dai migliori pittori veronesi fu ingrandito con l’aggiunta delle due ali rivolte verso il fiume e coronato da una balaustra con statue mitologiche. Nei secoli ha offerto ospitalità agli uomini più importanti d’Europa tra cui Napoleone, lo zar Alessandro e gli imperatori austriaci. Al civico 29 di Corso Cavour si trova Palazzo Bevilacqua, progettato nel cinquecento e solo in parte realizzato e proseguendo lungo l’itinerario ci si imbatte nella maestosa Chiesa di SantiApostoli con la sua armonia di colori che vanno dal giallo del tufo al bianco della pietra locale al rosso dei mattoni. La chiesa è di fondazione paleocristiana e fu totalmente riedificata dopo il terremoto del 1117. L’interno si articola su un’unica navata con tre abside incorniciate da archi rinascimentali, ricca di opere d’arte vi si trova l’accesso al sacello delle sante Teuteria e Tosca. Sulla parte destra si trova il Palazzo Scannagatti Gobetti uno splendido esempio di costruzione protorinascimentale. Si prosegue lungo Via Oberdan per raggiungere Piazza Erbe. La piazza ricalca l’impianto dell’antico Foro Romano e per secoli è stata il centro della vita politica ed economica della città. La zona centrale (il cosiddetto "toloneo") è ancor oggi animata da un colorato mercato. Tra le bancarelle con ombrelloni bianchi si ergono colonne e monumenti. La piazza è incorniciata da palazzi ed edifici che hanno segnato la storia di Verona. Provenendo da Corso Mazzini, all’angolo sud-est della piazza, si può osservare una serie di edifici che conservano ancora le linee strutturali delle case-torri d’età comunale, residuo dell’antico ghetto. Segue poi la DOMUS MERCATORUM (Casa dei Mercanti) fatta costruire nel 1301 da Alberto I della Scala; il palazzo presenta un portico retto da colonne e pilastri, ampie bifore e merlatura; nell’800 una ristrutturazione ne alterò le originarie forme romaniche e l’edificio divenne sede della Camera di Commercio. Lasciata Piazza delle Erbe si prosegue per Corso Santa Anastasia, l’antica via degli antiquari dove ancora oggi esistono delle botteghe che custodiscono e vendono: mobili, antichi libri, gioielli, dipinti e oggetti di ogni epoca. Lungo corso Santa Anastasia è d’obbligo una sosta nella omonima chiesa per ammirare il capolavoro del Pisanello: lo spettacolare affresco “San Giorgio e la Principessa”, massima espressione del gotico internazionale veronese. Proseguendo lungo Via Massalongo si giunge ad una piccola piazza, quasi schiacciata o annullata da tutto quello che la circonda tanto che, se non si leggessero le insegne dei ristoranti o dei bar non si capirebbe che si tratta di Piazza Duomo. Si trova qui la Cattedrale di Santa Maria Matricolare; edificata sui resti di una basilica paleocristiana risalente al IV è una straordinario esempio della fusione tra romanico e gotico. La facciata romanica è tripartita. Al centro della facciata si trova il doppio protiro del maestro Nicolò, splendida opera scultorea del 1139. Il portale strombato è scolpito con immagini di profeti e di animali; anche gli stipiti, la lunetta e l’architrave recano decorazioni scultoree. L’interno, maestoso, è costituito da cappelle e altari ricchi di numerose opere d’arte rinascimentali e barocche e su tutte sono da segnalare il raffinato tornacoro in marmo realizzato da Michele Sanmicheli e l’Assunta di Tiziano, unica opere veronese dell’illustre pittore. L’ingresso per visite turistiche è a pagamento. È possibile acquistare il biglietto per la visita alla singola chiesa o un biglietto cumulativo per le cinque chiese di S. Zeno Maggiore, S. Anastasia, S. Lorenzo, S. Fermo Maggiore e il Duomo (Cattedrale di S. Maria Matricolare) oppure un biglietto che abbina la visita al Duomo e al Museo Canonicale. Per informazioni e prenotazione visite guidate Piazza dei Signori Piazza dei Signori , conosciuta anche come Piazza Dante, è una piazza situata nel centro storico di Verona, adiacente a Piazza delle Erbe. La piazza nasce nel medioevo dallo sviluppo dei palazzi scaligeri, ed assume fin da subito funzioni politiche, amministrative e di rappresentanza. La piazza è circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate, quasi a creare una specie di corte interna. Al centro della piazza di trova il monumento a Dante (1865), statua di 3 metri in marmo bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della nascita del poeta, che presso la corte di Cangrande trovò il suo primo rifugio dopo l’esilio da Firenze. Verso la fine degli anni 70, il Comune di Verona iniziò i lavori di restauro del complesso del Palazzo del Capitanio, in Piazza dei Signori. Gli scavi eseguiti in questa occasione hanno portarono alla luce numerosi resti archeologici romani e medievali, ora lasciati in vista. L’area interessata è costituita dalla zona del cortile del palazzo, di Via Dante e di una parte del Palazzo del Comune ed è una delle aree archeologiche urbane più estese del Nord Italia. Dall’XI sec. nella zona venne impiantato il cimitero della chiesa di S. Maria Antica, abbandonato alla fine del XII sec., quando sull’area ricominciano ad essere costruiti nuovi edifici. Nel XIII sec. Alberto I della Scala si appropria di tutta l’area e vi comincia a edificare i palazzi della famiglia scaligera. Il percorso non presenta un preciso ordine cronologico: le varie testimonianze sono state lasciate nel luogo di ritrovamento, indipendentemente dall’epoca cui appartengono. Scavi archeologici dei Palazzi Scaligeri Orari d’apertura Arche Scaligere Presso la chiesa di S. Maria Antica, in una piazzola quasi appendice di Piazza dei Signori, si possono ammirare le tombe monumentali degli Scaligeri, insigni monumenti dell’arte gotica. In uno splendido recinto di ferro battuto, con ricche decorazioni su cui spicca il motivo della scala (simbolo dei signori) sono racchiusi diversi sarcofagi posti a terra o su mensole (il primo ad essere sepolto qui sembra sia stato Mastino I nel 1277), ma soprattutto le tre monumentali tombe marmoree a baldacchino di Cangrande I, di Mastino II e di Cansignorio. Alle tre arche maggiori, sormontate da cuspidi, recanti la statua equestre del defunto e circondate da numerosi elementi decorativi, hanno lavorato numerosi artisti, soprattutto lapidici veneti, lombardi e toscani. Basilica di San Zeno E’ considerata il capolavoro del romanico italiano. Prende il nome dall’ottavo vescovo di Verona, Zeno, un santo di origine africana a cui si attribuiscono numerosi miracoli e la conversione delle popolazioni venete. Inizialmente intorno al IV secolo nacque il nucleo di una piccola chiesa che venne eretta vicino al sepolcro del santo. Attraverso numerosi interventi e rifacimenti si arriva alla forma attuale alla fine del primo millennio per volontà del vescovo Raterio e dell’imperatore Ottone I: una chiesa a tre navate e tre absidi, larga come l’attuale, più corta e con una cripta. L’edificio venne allungato e ingrandito dopo il terremoto del 1117 che colpì tutto il nord Italia e venne completata nel 1398 con il rifacimento del soffitto e dell’abside in stile gotico. Il portale è un magnifico e prezioso manufatto realizzato tra il X e il XII secolo da diversi autori e rivestito con 48 formelle in bronzo dove sono raffigurate scene della vita di Cristo e dell’Antico testamento. Ai lati del portale si trovano i bassorilievi del XII secolo con soggetti sacri tratti dalla Bibbia e soggetti profani che narrano le vicende di re Teodorico. A destra della basilica si innalza il campanile di 72 metri che ne riprende lo stile alternando fasce di tufo e cotto e che racchiude la più antiche campane di Verona realizzate nel 1149. Sulla sinistra si trovano i resti di una antica abbazia benedettina. L’interno della chiesa è a pianta a croce latina a tre navate e presenta una inusuale suddivisione su tre livelli: la cripta si trova in basso sovrastata prima dalla chiesa plebana e poi dal presbiterio ( Chiesa superiore) alla quale si accede mediante una scalinata in marmo. L’abside maggiore ospita le opere di maggior valore tra quelle possedute dalla basilica: il trittico di Andrea Mantegna raffigurante la Madonna in trono tra Santi e la grande statua in marmo di San Zeno. Ponte di Pietra Venne costruito nel primo secolo avanti Cristo per sostituire un precedente ponte il legno. E’ sicuramente il più antico monumento romano della città, sicuramente uno dei monumenti più belli e uno dei simboli visivi di Verona. In epoca romana erano sette i ponti che attraversavano l'Adige in vari punti della città, e due lo facevano in prossimità del teatro Romano: il PONTE MARMOREUS (Ponte di Pietra) ed il PONTE POSTUMIUS (ponte Postumio). Nel 905 quest’ultimo fu semidistrutto da una piena dell'Adige e, dopo tre secoli, nel 1239 esso cedette definitivamente al fiume. In oltre duemila anni di storia, numerose piene devastanti e crolli a cui seguirono altrettante ricostruzioni, hanno conferito al Ponte di Pietra l'attuale configurazione a SCHIENA D'ASINO con arcate asimmetriche, assai diversa da quella originaria. La bellezza di Ponte di Pietra risiede proprio in quell’originale susseguirsi di materiali che testimoniano le diverse fasi costruttive e le vicissitudini subite. Fu fatto addirittura saltare in aria nel 1945, durante la seconda Guerra Mondiale, e fu pazientemente ricostruito recuperando dal letto del fiume i materiali originali. Il momento ideale per fare una passeggiata sul Ponte di Pietra è alla sera quando una sapiente illuminazione, i riflessi e lo sciabordio dell’acqua lo rendono uno dei posti più romantici della città scaligera. |
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