La Festa di Sant'Agata a Catania - 3, 4 e 5 febbraio
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La città è già in fermento. Manca poco alla Festa di Sant’Agata, la ricorrenza che ogni anno il 3, il 4 e il 5 febbraio porta lungo le vie e nelle piazze di Catania oltre un milione di gente. Per la sua straordinarietà la festa di Sant’Agata può essere paragonata alla Settimana Santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco in Perù, tanto che, dato che si tratta di una delle celebrazioni religiose più note al mondo è stata inserita dall’UNESCO nella Lista dei Beni Antropologici del Patrimonio del’Umanità al pari dei monumenti, dei beni culturali e paesaggistici delle città tardo barocche del Val di Noto rase al suolo dal devastante terremoto del 1693. Nei tre giorni dedicati alla Santa, ma in realtà per tutto il mese precedente alle celebrazioni, la città etnea sembra dimenticarsi di qualsiasi altra cosa per concentrarsi sull’evento.
Agata visse nella seconda metà del III secolo a Catania dove subì le torture e il martirio ad opera di Quinziano, prefetto di Sicilia e proconsole di Catania, che la portò in carcere e le fece recidere le mammelle per essersi rifiutata di abiurare la religione cristiana e per non avere ceduto alle sue lusinghe. L’iconografia tradizionale ha sempre rappresentato Agata come una bellissima fanciulla: alta, bionda, dai lineamenti dolcissimi che avevano fatto perdere la testa anche a Quinziano. Il Martirio di Agata avvenne nel 251.
Nel periodo in cui era proconsole di Catania Quinziano, in linea con le direttive dell’Impero romano, all’epoca retto da Decio, aveva emanato un editto (249) secondo il quale tutti i cristiani erano ricercati d’ufficio, rintracciati ed uccisi se non avessero abiurato alla loro fede. Agata fu martirizzata su un letto di carboni ardenti con il corpo trafitto da punte di ferro e lamine taglienti. Uno dei tanti eventi miracolosi è quello in cui si narra che il fuoco consumò il corpo ma non il velo che divenne una delle reliquie più preziose, più volte portato in processione di fronte al fuoco delle colate laviche dell’Etna arrestando l’avanzata del magma.
L’incredibile festa ricorda la leggenda secondo la quale all’alba del 17 agosto del 1126 arrivarono in città le spoglie della Santa che si trovavano a Costantinopoli dove le aveva portate il generale bizantino Maniace. Gruppi di devoti, assieme al vescovo, ai canonici, al clero si riversarono con ancora indosso le vesti della notte che consistevano in una tunica bianca tanta l’impazienza di correre incontro alle reliquie che Gusliberto e Goselmo avevano riportato in patria.
LA FESTA
La festa si compone di riti e di momenti che si ripetono da cinque secoli e rendono l'evento denso di momenti indimenticabili che hanno pochi riscontri al mondo.
Il primo giorno, il 3 febbraio è riservato alla offerta dei ceri e alle candelore. Chi ha ricevuto una grazia dalla Santa o chi la sta chiedendo porta in dono un cero che la tradizione vuole sia pesante quanto la persona che lo sta offrendo e che chiede la protezione della Santa.
La processione fa un breve giro dalla Fornace alla Cattedrale e vi partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Alla processione partecipano anche due carrozze settecentesche, i landò, che un tempo appartenevano al Senato che governava la città e le Candelore. Queste ultime sono costruzioni lignee intagliate, dorate e realizzate dalle antiche corporazioni di mestiere che vengono portate in spalla in segno di espiazione o come ringraziamento per una grazia ricevuta. Le candelore sono delle vere e proprie opere d’arte decorate da putti dorati, santi, scene del martirio, fiori, bandiere. Un tempo quando non esisteva l’illuminazione elettrica le candelore avevano il compito di illuminare il cammino della processione. Il numero dei portatori può variare da 4 a 12, tutto dipende dal peso della candelora. Le candelore sono l’omaggio che la città rende alla Santa Patrona, alle sue reliquie, al bellissimo busto trecentesco intarsiato di pietre preziose contenuto nella Cattedrale. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine, un tempo se ne contavano 28, una per ogni corporazione, oggi sono solo undici in rappresentanza dei giardinieri, dei fiorai (in stile gotico-veneziano), dei pescivendoli (in stile tardo-barocco), dei fruttivendoli (la candelora è chiamata “la signorina” per l’andatura elegante che caratterizza il suo incedere), dei macellai (una torre a quattro ordini), dei pastai (un semplice candeliere settecentesco senza scenografie), dei pizzicagnoli e dei bettolieri (in stile liberty), dei panettieri. Quest’ultima è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli e per la sua cadenza è chiamata la “mamma”. Chiude la processione la candelora del Circolo Cittadino di Sant’Agata mentre ad aprire del corteo era stato il piccolo cero di Monsignor Ventimiglia.
La prima giornata di festa si conclude con i fuochi d’artificio in Piazza Duomo a simboleggiare la grande gioia dei devoti e il martirio di Sant’Agata avvenuto sulle braci. Il grande dispiegamento di fuochi d’artificio serve anche ad esorcizzare le eruzioni dell’Etna e gli incendi.
Il 4 febbraio è il clou della festa poiché è il giorno in cui Sant’Agata incontra la città che impaziente aspetta la sua uscita dalla Cattedrale.
Già all’alba le strade brulicano di cittadini che indossano il tradizionale “sacco”, una camice bianco lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordone, un berretto di velluto nero e guanti bianchi; in mano portano un fazzoletto pieghettato di colore bianco. L'abito rappresenta l’abbigliamento che i catanesi, dato che non avevano avuto il tempo di indossare gli abiti da giorno, portavano la notte in cui le reliquie della Santa fecero ritorno in città. Con il tempo ha assunto altri significati: l’abito bianco è la rivisitazione di una veste penitenziale, il berretto nero rappresenterebbe la cenere con la quale i penitenti si cospargevano il capo e il cordone in vita sarebbe il cilicio.
Le chiavi che aprono il cancello al di là del quale viene custodito il busto della Santa sono tre e sono affidate a tre persone diverse: il tesoriere, il cerimoniere e il priore del capitolo della Cattedrale. Quando la terza chiave apre l’ultima serratura il busto di Sant’Agata viene issato su un fercolo d’argento rinascimentale, foderato di velluto rosso sul quale le gemme che impreziosiscono il simulacro emanano, ancora di più, il loro splendore.
Quello che viene chiamato il tesoro di San’Agata è il frutto di innumerevoli doni dei devoti. Fra i tanti, il più famoso è la corona che spicca sul capo del busto reliquiario. Si tratta di un gioiello di 1370 grammi, in oro tempestato e pietre preziose, donato da Riccardo Cuor di Leone durante una crociata in Sicilia.
Ma anche la Regina Margherita di Savoia, il viceré Ferdinando Acugna e Vincenzo Bellini, offrirono oggetti preziosi alla Patrona. Sul petto della Santa brillano, il gran collare dell'Ordine del Toson d'oro e dell'ordine dell'Alcantara, una croce tempestata di gemme preziose del XVI secolo e una collana donata dalla nobile famiglia dei Tedeschi.
Dopo la messa solenne dell'Aurora celebrata all’interno della cattedrale dall’Arcivescovo, il fercolo viene portato in processione tra le vie della città e ripercorre i luoghi della storia della santa che sono strettamente intrecciate con le storie di Catania. Il simulacro fa sosta anche alla “marina” dove i catanesi videro partire le reliquie della Santa alla volta di Costantinopoli. Una sosta viene fatta alla colonna della peste a ricordo del miracolo compiuto da San’Agata nel 1743. La statua è trascinata da quattromila o cinquemila persone, il fercolo può arrivare a pesare 30 quintali. La processione, scandita dalle voci dei cittadini che inneggiano alla Santa gridando ”cittadini, viva Sant’Agata”, si conclude a mezzanotte con il rientro di Sant’Agata in Cattedrale.
Il 5 febbraio i devoti sostituiscono i garofani rossi, simbolo del martirio, che si trovano sul fercolo di Agata con quelli bianchi, simbolo di purezza. La processione riprende al tramonto e percorre le vie del centro. Il momento più atteso è quello dell’attraversamento di Via San Giuliano che, essendo in forte pendenza, mette a dura prova la resistenza dei portatori. Inoltre il superamento di questa “prova” viene interpretata come un segno di buono o cattivo auspicio per l’anno appena cominciato. La conclusione della festa è affidata a spettacolari giochi pirotecnici che precedono l’ingresso di Sant’Agata all’interno della Cattedrale dalla quale uscirà per mostrare il suo dolcissimo sorriso il 17 agosto.
I giorni di festa dedicati a Sant’Agata sono noti anche per la preparazione di dolci tipici. Catania, patria di una ottima tradizione culinaria siciliana, vengono realizzati in questi giorni dei dolci che si riferiscono alle vicende della Santuzza, così affettuosamente viene chiamata Sant’Agata. Le Cassatedde o “minne di Sant’Agata” fanno riferimento alle mammelle che vennero strappate alla vergine Agata per obbligarla ad abiurare la sua fede.
Le olive si riferiscono invece a una tradizione che narra che Agata, inseguita dagli uomini di Quinziano, si fermò, durante la fuga, per allacciarsi un calzare e in quello stesso punto spuntò un albero di ulivo dei frutti del quale la giovane si cibò. Le Olivelle di Sant’Agata consistono in dolcetti di pasta reale colorati di verde e ricoperti di zucchero che nella forma ricordano le olive.
Il culto di Sant’Agata non è solo catanese ma è sparso in tutto il mondo. Agata è patrona di 44 comuni italiani dei quali 14 portano il nome della santa. A Malta è compatrona insieme a San Paolo così come nella Repubblica di San Marino. Anche in Spagna il culto di Sant’Agata è molto vivo; è venerata a Villarba del Alcor in Andalusia, a Jerìa (in provincia di Valencia). A Barcellona è dedicata a Sant’Agata la cappella di Palazzo Reale dove i re cattolici ricevettero Cristoforo Colombo al suo primo viaggio dalla scoperta dell’America. La devozione è diffusa in Portogallo, in Germania e in Francia. Molto popolare anche in Grecia dove, in Etolia, gli abitanti lasciano le città per percorrere dieci chilometri a piedi e vegliare per tutta la notte di fronte al simulacro. Anche in India c’è una città della quale Agata è patrona: Viayawala.
Per quanto riguarda l’iconografia è diffusissima in tutto il mondo mentre la prima raffigurazione della Santa si trova in un mosaico di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna. Raffigura Agata in piedi, vestita dell’abito ufficiale delle diaconesse, una lunga tunica verde.
Sant’Agata veniva considerata un tempo la protettrice dei fonditori di campane e dei tessitori. La devozione per Sant’Agata protettrice contro i pericoli del fuoco si diffuse nel medioevo. Si diceva che la santa poteva proteggere dal fuoco di un vulcano e dagli incendi. A Lione in Francia i contadini il 5 febbraio fanno benedire un pane che scagliano contro le fiamme in caso di incendio.
Inoltre, e non potrebbe essere diversamente, Sant’Agata è invocata per scongiurare le malattie e i tumori al seno e in generale contro tutte le malattie femminili.
IL PROGRAMMA UFFICIALE DELLA FESTA
Domenica 3; 10; 17; 24, 31 gennaio (Chiesa S. Agata al Carcere)
Ore 18,00 – S. Messa presieduta da Ecc.mi Vescovi
Mercoledì 06, 13, 20, 27 gennaio (Basilica Cattedrale)
“Con Agata guardiamo al sacerdote e preghiamo per le vocazioni”
Ore 07,30; 10,00 – SS. Messe nella Cappella di S. Agata.
Ore 18,00 – S. Messa con omelia, esposizione del SS. Sacramento, adorazione e benedizione eucaristica. Presiede Mons. Salvatore Genchi.
Sabato 09 gennaio
Ore 18,00 – Nella monumentale Chiesa di S. Placido esposizione solenne del SS. Sacramento e adorazione eucaristica animata dalle Associazioni Agatine e dagli Amici del Rosario. Presiede il Rev.mo Mons. Gaetano Zito.
Domenica 10 gennaio
Ore 09,30 – La “PEREGRINATIO DEL VELO DI S. AGATA”, presieduta da S. E. Mons. Arcivescovo, muoverà dalla Basilica Cattedrale fino alla via del Bosco, dove sarà accolta dal popolo di Barriera , quindi in processione fino alla Parrocchia S. Maria del Carmelo alla Barriera dove sarà celebrata la S. Messa.
Nei giorni successivi la “peregrinatio” proseguirà nelle Parrocchie : S. Maria del Carmelo a Canalicchio (12\14); S. Giuseppe al Pigno (14\16); S. Caterina in S. Pietro Clarenza (18\20);Corpus Domini in Belpasso (20\22); Istituto per ciechi “Ardizzone Gioeni” (22\23), S. Maria dell’Aiuto (25\27), S. Giovanni Ap. al Villaggio Dusmet (27\29).
Dall’11 al 29 gennaio visita della reliquia della Mammella nei monasteri di clausura (11\14, 20), negli ospedali e nelle carceri: Policlinico (18), Garibaldi centro (19), Garibaldi Nesima (21), Ascoli-Tomaselli e S. Luigi (22), Vittorio Emanuele (23), S. Marta e S. Bambino (25), Ferrarotto (26), Cannizzaro (27), Carcere di piazza Lanza (28), Carcere di Bicocca (29).
Domenica 17 gennaio
Ore 08,30 \ 12,00 – In piazza Duomo “giornata della donazione”: i gruppi “FRATRES” della città, la CRI, l’ADVS-FIDAS e l’AVIS invitano le associazioni agatine ed i devoti di S. Agata alla donazione di sangue. Partecipa l’Opera Diocesana Assistenza e la Caritas Diocesana. Si potrà donare anche nei giorni 5,8,12 febbraio.
Ore 09,00 – Nella Parrocchia S. Agata al Borgo esposizione del Sacro Velo; alle ore 18,00, S. Messa e processione in piazza Cavour.
Ore 17,30 – Nella Chiesa di S. Agata la Vetere esposizione di una insigne Reliquia e celebrazione della S. Messa in occasione del pellegrinaggio al sepolcro di S. Agata dei terz’ordini religiosi, gli istituti di vita consacrata e secolari, le delegazioni di S. Lucia di Siracusa, Belpasso, Aci Catena, S. Lucia al Fortino, S. Lucia in Ognina ; presiede S. E. R. Mons. Giuseppe Malandrino, Vescovo Emerito di Noto.
Mercoledì 20 gennaio - Festa di S. Sebastiano, patrono dei Vigili Urbani
Ore 10,00 – Nella Basilica Cattedrale S. Messa presieduta dall’Arcivescovo, presenti il Sindaco con la Giunta Municipale, il Presidente del Consiglio Comunale con i consiglieri.
Ore 19,00 – Nella Chiesa di S. Benedetto esposizione della Sacra Reliquia della Mammella di S. Agata e veglia di preghiera animata dalle Monache Benedettine dell’Adorazione Perpetua: presiede Don Antonino Munafò SdB, Vicario Episcopale.
Sabato 23 gennaio
Ore 11,00 – In Cattedrale omaggio delle scuole catanesi a S. Agata
Ore 18,00 – Nella Chiesa di S. Agata alla Fornace (S. Biagio) esposizione del Sacro Velo; S. Messa presieduta dal Parroco Mons. Giorgio Giuffrida, benedizione dei portatori delle candelore e dei “cittadini” che indosseranno il tradizionale “sacco” e poi accompagneranno il sacro Velo fino alla Basilica Collegiata.
Domenica 24 gennaio
Giornata delle Associazioni Agatine
Ore 11,00 – Basilica Cattedrale: Raduno delle Associazioni Agatine. Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Arcivescovo che inviterà i soci al rinnovo delle promesse battesimali.
Nel pomeriggio i soci riceveranno la tessera di adesione nelle proprie sedi.
Ore 17,15 – Clero, fedeli e autorità accompagneranno il Sacro Velo dalla Basilica Collegiata fino al Duomo.
Ore 18,15 – Nella Chiesa del Santo Carcere S. Messa presieduta da S. E. Mons. Arcivescovo alla presenza del Prefetto, del Presidente della Provincia Regionale di Catania, del Sindaco con la Giunta Municipale, del Presidente del Consiglio comunale con i Consiglieri.
Ore 20,00 – In piazza dei Martiri omaggio floreale dei soci del Circolo Cittadino alla stele di S. Agata.
TRIDUO SOLENNE DI PREPARAZIONE IN CATTEDRALE
Sabato 30 gennaio
Ore 18,30 – Divina Liturgia in rito greco bizantino presieduta da S. E. R. Mons. Sotir Ferrara, Eparca di Piana degli Albanesi.; parteciperanno i Movimenti Ecclesiali e le Parrocchie della Città.
Ore 20,30 – “Con Agata in Cammino”: i giovani dell’Arcidiocesi in pellegrinaggio nei luoghi agatini.
Nella tarda serata, nella Chiesa di S. Orsola, in piazza Scammacca, proiezione di audiovisivo e giovani a confronto sul culto e la festa di S. Agata, animato dall’associazione ”S. Agata in Cattedrale”.
Domenica 31 gennaio
Ore 09,30 – “Marcia della Pace” dell’Azione Cattolica Ragazzi da piazza Cavour, lungo la via Etnea, fino alla Basilica Cattedrale dove alle ore 11,00 sarà celebrata la S. Messa.
Ore 18,30 – S. Messa presieduta da S. E. R. Mons. Salvatore Pappalardo, Arcivescovo Metropolita di Siracusa; parteciperanno le Associazioni Agatine, le Confraternite ed i gruppi di Volontariato
Lunedì 1 febbraio
Ore 18,30 – S. Messa presieduta da S. E. R. Mons. Arcivescovo; parteciperanno le Forze Armate, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, la Polizia Penitenziaria, i Vigilantes e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Martedì 02 febbraio
festa della Presentazione del Signore giornata mondiale degli Istituti di Vita Consacrata
Ore 16,30 – Nella Basilica Collegiata S. E. Mons. Arcivescovo presiederà il rito della benedizione delle candele. Seguirà la processione fino alla Cattedrale con riflessioni dettate lungo il percorso; S. Messa durante la quale i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate secolari, rinnoveranno gli impegni di vita consacrata ed alcuni ricorderanno la ricorrenza giubilare.
Mercoledì 03 febbraio
Ore 07,30; 10,00 – Nella Basilica Cattedrale SS. Messe.
Ore 12,00 – Processione per l’offerta della cera dalla Chiesa di S. Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale. Parteciperanno S. E. Mons. Arcivescovo, i Capitoli delle Basiliche Cattedrale e Collegiata, il Clero, gli alunni del Seminario Arcivescovile, il Prefetto, il Sindaco e il Presidente della Provincia Regionale con le rispettive Giunte, il Presidente del Consiglio Comunale ed il Presidente del Consiglio Provinciale con i rispettivi Consiglieri, il Magnifico Rettore, gli Ordini Equestri Pontifici, il Sovrano Militare Ordine di Malta, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, le Autorità nonché i Gonfaloni della Città, della Provincia e dell’Ateneo seguiti dalle storiche berline del Senato e dai Cerei. Riflessioni dettate da Mons. Rosario Currò, Arciprete di Trecastagni. In Cattedrale solenne “Te Deum”, composto e diretto dal Maestro Mons. Nunzio Schilirò, eseguito dalla “Cappella Musicale del Duomo”.
Giovedì 04 febbraio
Ore 06,00
Nella Basilica Cattedrale “Messa dell’Aurora” celebrata da S. E. Mons.
Arcivescovo.
Ore 07,00 – In piazza Duomo riflessioni di Mons. Barbaro Scionti, Parroco della Basilica Cattedrale, che consegnerà ai “devoti” le Sacre Reliquie di S. Agata per la processione che avrà inizio da Porta Uzeda. Davanti all’Icona della Madonna della Lettera S. E. Mons. Arcivescovo offrirà alla Santa Patrona il tradizionale cero e benedirà le Corone del Rosario per la preghiera guidata dagli “Amici del Rosario”. Davanti alla cappella del SS. Salvatore in via Dusmet, omaggio dell’Autorità Portuale e della Capitaneria di Porto. La processione proseguirà per le vie Calì, piazza Cutelli, via Vittorio Emanuele, piazza dei Martiri, dove renderanno omaggio i diversamente abili, via VI Aprile, della Libertà, piazza Iolanda. In detta piazza riflessioni del Rev.do Sac. Pietro Longo, Vicario Episcopale per la Pastorale. La processione continua per le vie Umberto, Grotte Bianche, piazza Carlo Alberto; dinanzi al Santuario della SS. Annunziata al Carmine omaggio dei Padri Carmelitani, riflessioni del P. Francesco Collodoro O.C., Vicario Foraneo; indi prosegue verso piazza Stesicoro dove S. E. Mons. Arcivescovo si rivolgerà ai fedeli per il tradizionale messaggio alla Città. Lungo la salita dei Cappuccini e piazza S. Domenico le Sacre Reliquie raggiungeranno la Chiesa di S. Agata la Vetere. Celebrazione dei Primi Vespri della solennità di S. Agata, presiede Mons. Carmelo Smedila, Vicario Foraneo, partecipano i Presbiteri e Diaconi del Vicariato. La processione prosegue per le vie Plebiscito, Vittorio Emanuele, piazza Risorgimento, via Aurora, Palermo, piazza Palestro, via Garibaldi, Plebiscito, Dusmet e rientro in Duomo da Porta Uzeda.
Venerdì 05 febbraio – solennità di S. Agata
Ore 08,30 – In Cattedrale esposizione delle Sacre Reliquie.
Ore 10,00 – Le Autorità con i Gonfaloni della Città, della Provincia e dell’Università da Palazzo degli Elefanti si recheranno in Cattedrale.
Ore 10,15 – Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo, gli Ecc. mi Arcivescovi e Vescovi di Sicilia, i Canonici, il Clero e il Seminario muoveranno in corteo liturgico dal Palazzo Arcivescovile fino alla Basilica Cattedrale per il Solenne Pontificale. Il servizio liturgico sarà curato dagli alunni del Seminario Arcivescovile; la Cappella Musicale del Duomo, diretta dal M° Mons. Nunzio Schilirò, eseguirà la “Missa Beata Virgo” di Nunzio Schilirò, per coro, assemblea, organo, trombe e tromboni; all’organo il M° Sac. Giuseppe Maieli. Contemporaneamente a Migòli in Tanzania nella Parrocchia S. Maria del Lago, S. Messa solenne.
Ore 16,30 – S. Messa presieduta da S. E. R. Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto.
Ore 17,30 – Processione delle Sacre Reliquie per via Etnea; Sua Eminenza Il Cardinale e l’ Arcivescovo seguiranno la processione, guidando alcuni momenti di preghiera, fino a piazza Stesicoro; dinanzi alla Basilica Collegiata omaggio floreale del Capitolo e dei soci del Circolo Cittadino S. Agata; la processione prosegue per via Caronda, piazza Cavour; in detta piazza omaggio floreale dell’Associazione S. Agata al Borgo. Indi si prosegue per via Etnea, Sangiuliano, Crociferi; dinanzi alla Chiesa di S. Benedetto omaggio floreale delle Monache, si prosegue per piazza S. Francesco d’Assisi, via della Lettera, Garibaldi, piazza Duomo.
Domenica 07 febbraio
Ore 16,30 – Nella Basilica Cattedrale in occasione della “giornata del malato”, S. Messa e processione eucaristica in piazza Duomo, presiede S. E. Mons. Arcivescovo.
Venerdì 12 febbraio – Chiusura delle Celebrazioni
Ore 07,30; 09,00; 11,00; 12,00; 13,00; 16,00; 17,00 – SS. Messe Ore 08,00 – Esposizione delle Sacre Reliquie.
Ore 10,00 – S. Messa presieduta dal Rev.mo Mons. Agatino Caruso, Vicario Generale dell’Arcidiocesi, con la partecipazione del Capitolo Metropolitano.
Ore 14,30 – S. Messa per i disabili presieduta dal Rev.mo Mons. Alfio Russo, Presidente dell’Opera Diocesana Assistenza.
Ore 19,00 – S. Messa solenne presieduta da S. E. Mons. Arcivescovo. Al termine processione delle Sacre Reliquie in piazza Duomo con la partecipazione delle autorità cittadine.
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