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Simbolismo a Palazzo Reale. Arte in Europa dalla Belle Èpoque alla Grande Guerra

Simbolismo a Palazzo Reale. Arte in Europa dalla Belle Èpoque alla Grande Guerra

Pubblicato il
4 febbraio
Categoria
Mostre

Sono i versi dei Fiori del Male (Fleur du mal) di Charles Baudelaire a fare da guida alla mostra sul Simbolismo inaugurata a Palazzo Reale di Milano il 3 febbraio.

L'imponente esposizione con oltre 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private si intitola “Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Èpoque alla Grande Guerra” e occupa oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale del piano nobile.

Milano inaugura il 2016 con una bellissima mostra dedicata al passaggio artistico tra Ottocento e Novecento nel quale il Simbolismo si inserisce come volontà di ritornare al mondo eroico della mitologia, alla dimensione onirica grazie anche alla pubblicazione dell'Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, di contrapporre il tema del sogno alla modernità dominata dall'imperio della quantità, dell'accumulo, della potenza.

La pittura simbolista è estremamente raffinata ed indaga appunto quelle regioni della coscienza umana al confine tra realtà e sogno che erano sempre rimaste escluse dall'indagine artistica in maniera esclusiva e che diventano ora protagoniste. In tutti i Paesi dove si diffuse il Simbolismo pone l'accento sui grandi valori universali, anche opposti: la vita, la morte, l'amore, il peccato, la follia. Le opere rimandano ad un paradiso perduto e recuperano immagini dai miti originari, archetipi, una operazione che va di pari passo a quanto avviene in letteratura e poesia e originata dal Manifesto della Poesia simbolista di Jean Moréas edito su Le Figaro nel 1886.

Attraverso 18 sezioni tematiche il percorso espositivo evoca le atmosfere e la dimensione onirica che i diversi artisti desideravano raggiungere per superare le apparenze: si passa dai sogni di Fernand Khnopff alle ardite invenzioni iconografiche di Klinger, dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon e Alfred Kubin alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, dal sentimento di decadenza di Musil al vitalismo di Hodler, ma anche le suggestioni dei Nabis, le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini e la magia della decorazione di Galileo Chini.

In mostra sono presenti diverse opere presentate alle Biennali di Venezia che sono state una straordinaria vetrina di confronto internazionale, dove i protagonisti del Simbolismo europeo, come von Stuck, Hodler, Klimt, hanno dialogato con gli italiani. Tra questi vanno segnalati soprattutto Sartorio presente con l’imponente ciclo pittorico “Il poema della vita umana”, realizzato per la Biennale del 1907, quella dove venne allestita la famosa “Sala dell’Arte del Sogno” che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo. La mostra si chiude immergendo lo spettatore nell’atmosfera fantastica delle “Mille e una notte”, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

SIMBOLISMO. ARTE IN EUROPA DALLA BELLE ÈPOQUE ALLA GRANDE GUERRA. PALAZZO REALE 3 FEBBRAIO - 5 GIUGNO

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