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Lo splendore di Venezia nelle opere dei Vedutisti: a Brescia dal 23 gennaio

Lo splendore di Venezia nelle opere dei Vedutisti: a Brescia dal 23 gennaio

Pubblicato il
11 gennaio
Categoria
Mostre

Sarà una coincidenza ... chissà!

Il 23 gennaio prende il via il famoso Carnevale di Venezia, lo stesso giorno a Brescia, città lombardo-veneta per eccellenza, comincia una grande esposizione che celebra Venezia e il suo essere città del mito nell'immaginario collettivo e, perché no, città del Carnevale.

Palazzo Martinengo, dopo il successo della mostra “Il cibo nell'Arte dal Seicento a Warhol”, ospiterà oltre 100 capolavori che raccontano la gloriosa stagione del vedutismo veneziano: “Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento”.

La mostra sarà visitabile fino al 12 giugno ed è curata da Davide Dotti con il patrocinio del Comune di Brescia.

Fulcro dei commerci tra oriente e occidente, centro d'arte d'eccellenza, importante sede politica Venezia ha ammaliato generazioni di viaggiatori, mercanti, letterati e soprattutto artisti che hanno voluto fissare sulla tela quello che ancora oggi è un luogo incantato “sospeso tra acqua e cielo”. Il vedutismo è nato proprio da questa esigenza, quella di fissare su tela la magia di una città unica a beneficio dei viaggiatori del Grand Tour che desideravano tornare in patria con un ricordo delle vedute italiane e in particolar modo della città che il mondo ci invidia perché un unicum di natura e architettura: Venezia.

Le opere di Canaletto, Bellotto, Guardi e dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane ed europee accuratamente selezionate da un comitato scientifico internazionale. Il percorso cronologico è articolato in dieci sezioni vuole dimostrare al visitatore che il vedutismo non si esaurisce con la Fine della Repubblica di Venezia sancita dal trattato di Campoformio siglato tra Francesi e Austriaci nel 1797, ma prosegue anche nel corso dell'Ottocento arrivando a toccare le nuove correnti artistiche europee. Il percorso espositivo viene inaugurato da Gaspar Van Wittel, artista olandese, e dalle opere del friulano Carlevaijs che apriranno la strada allo straordinario talento di Giovanni Antonio Canale, meglio noto come Canaletto: a lui è dedicata la seconda sezione della mostra. Nella seconda sezione c'è spazio anche per il padre di Canaletto, Bernardo Canal, e naturalmente per il nipote Bernardo Bellotto. A seguire, ci si immerge nella Venezia dei maggiori autori del secondo e terzo quarto del Settecento: gli italiani Michele Marieschi, Francesco Albotto, Antonio Gnoli, Jacopo Fabris, a cui saranno affiancati lo svedese Johan Richter e l’inglese William James.

La seducente bellezza della Venezia di Canaletto diventa un luogo vago e remoto nelle opere che Francesco Guardi realizzò nella seconda metà del XVIII secolo. La lunga parabola artistica del maestro, testimoniata in rassegna attraverso una decina di opere, è testimoniata nell’espressione pittorica di una città fantasma, vista in dissolvenza tra bagliori luminosi e colori atmosfere che preludono alla pittura moderna.

Spetta al friulano Giuseppe Bernardino Bison il compito di traghettare il Vedutismo dal XVIII al XIX secolo. Nel confronto con altri artisti l'immagine della Serenissima viene attualizzata e arricchita di dettagli appartenenti al nuovo secolo.

Nell'ultima sezione, dopo due sale dedicate rispettivamente ai membri della famiglia Grubacs e a Ippolito Caffi, s’incontreranno i dipinti realizzati nella seconda metà del XIX secolo da Luigi Querena, Francesco Zanin, Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo e altri ancora che perpetuarono il fascino intramontabile di Venezia fino ai confini dell'epoca moderna. A conclusione del percorso espositivo, quale ultima delle tante sorprese della mostra, sarà allestita la sezione “Venezia teatro della vita”, dove saranno protagonisti dipinti con scene di vita quotidiana ambientate in campi e campielli, tra le calli e i canali della città.

Per tutta la durata dell'esposizione le scuole e i visitatori potranno partecipare a Laboratori didattici e visite guidate tematiche per arricchire e approfondire l'esperienza della mostra con esperienze multi-sensoriali e creative adatte a tutte le fasce d'età.

LO SPLENDORE DI VENEZIA. CANALETTO, BELLOTTO, GUARDI E I VEDUTISTI DELL'OTTOCENTO

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