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Carnevali di montagna: le Dolomiti

Carnevali di montagna: le Dolomiti

Pubblicato il
18 gennaio
Categoria
Feste e Sagre

I colori del Carnevale fanno irruzione tra il bianco della neve sulle Dolomiti.

Sono tante le tradizioni e i riti di montagna legati al periodo di Carnevale.

Nelle Dolomiti quasi ogni valle ha il suo Carnevale spesso di origine molto antica quando in epoca precristiana si usava festeggiare la fine della stagione invernale e si attendeva la primavera. Tra i carnevali delle Dolomiti abbiamo scelto i più suggestivi dell'Alto Adige, del Trentino e delle Dolomiti Bellunesi.

Cominciamo dalla Val Floriana-Val di Fiemme dove si svolge uno dei Carnevali più antichi del Trentino ricco di sfumature simboliche e interessante anche dal punto di vista artistico e artigianale grazie alla maschere tradizionali, le facère. Per Carnevale 2016 i clou dei festeggiamenti sarà sabato 6 febbraio. I protagonisti del Carnevale della Val Floriana, bellissima valle propaggine della Val di Fiemme, sono i Matòci, gli Arlecchini, i Sonatori, la Bela, gli Sposi e i Paiaci. I personaggi mascherati e abbigliati con variopinti costumi sfilano in processione per i paesini delle undici frazioni della Val Floriana e rievocano l'antica usanza dei cortei nuziali. Il gruppo è guidato dai Matòci, che simboleggiano gli stranieri, e che, all'ingresso di ogni cittadina, vengono interrogati: nel rispondere devono camuffare la voce per non farsi riconoscere. Nel frattempo i Paiaci animano il corteo inscenando fatti della vita paesana. La festa si conclude a Casatta (la frazione più bassa) con un grande ballo finale.

Il Carnevale di Prato allo Stelvio in provincia di Bolzano riprende gli antichi culti della fertilità. La tradizione risale al periodo della monarchia austroungarica e i festeggiamenti culminano nella Corsa degli Zussl che quest'anno si tiene il 4 febbraio. Alla corsa partecipano solo uomini e si tiene sempre il Giovedì Grasso. Gli Zussl sono antiche figure, indossano vesti bianche ornate da fiocchi e fiori di cartapesta colorati, alla cintura sono appesi campanacci che possono raggiungere il peso di 20 chili. Il corteo degli Zussl è composto da 6 uomini che simboleggiano i cavalli al traino, trascinano un vecchio aratro e sono seguiti da un seminatore che sparge segatura tra i presenti. Il corteo si chiude con le figure del contadino e della contadina, del servo e della serva e dalla caratteristica coppia Zoch e Pfott con gli attrezzi per il lavoro nei campi. Successivamente il corteo viene spinto dalla figura che ha il campanaccio più grande. Il rito ha il compito di cacciare l'inverno e di favorire la maturazione del raccolto.

Il Carnevale è particolarmente sentito a Comelico Superiore in provincia di Belluno. Qui ogni anno si organizza la tradizionale maskarada. Il rito della masckarada si perde nei secoli e, nel Cinquecento, fu addirittura proibito dal Concilio di Trento. Le maschere protagoniste sono il lachè e il matazin: maschere guida del corteo che segue gesti e comportamenti consolidati. Sia il lachè che il matazin sono maschere prestigiose, raffinate e gentili caratterizzate da un capricapo rivestito di velluto, arricchito di collane e spille che formano un disegno e che si animano quando chi le porta comincia a danzare la polka, la musica tradizionale che si tramanda oralmente da generazioni. Una danza e un abbigliamento che portano all'inverno i colori dell'imminente primavera.

Nei paesi di Alba di Canazei, Penia e Campitello di Fassa si svolge il bellissimo Carnevale Ladino. Le radici del Carnevale Ladino sono antichissime e, come già visto per altre località, si collocano tra le usanze che i popoli antichi avevano per celebrare la fine dell'inverno. I protagonisti del Carnevale Ladino indossano maschere di legno realizzate artigianalmente. Le figure principali sono il Bufòn che mette in imbarazzo le ragazze con battute salaci e racconta storielle in rima, il Lachè vestito di colori sgargianti e i Marascòns grandi maschere caratterizzate da conture di campanacci in bronzo che rappresentano il legame della Val di Fassa con gli animali domestici. Le tre figure principali sono seguite da un corteo di maschere “da bel” e “da burt” che incarnano gli aspetti positivi e negativi della vita. Altri centri della Val di Fassa festeggiano il Carnevale Ladino con altre maschere tipiche come ad esempio l'Arlechin di Moena o l'om dal bosch di Pozza, Vigo di Fassa e Soraga.

Dai Mercatini ai Carri Allegorici! La bellissima Arco per il 2016 passa quasi senza soluzione di continuità dal Natale al Carnevale e si trasforma in Arcoland: un parco divertimenti riservato ai bambini con musica e spettacoli. Clown, trampolieri e giocolieri intratterranno i più piccoli mentre per i più grandi il cartellone prevede concerti in piazza, degustazioni e feste in maschera. Secondo le fonti il Carnevale di Arco si festeggia fin dal Quattrocento tuttavia gli attuali festeggiamenti risalgono al 19876 un'epoca di grande fioritura del turismo in zona e durante la quale anche l'Imperatore Francesco Giuseppe d'Asburgo stabilì ad Arco la propria residenza invernale. I festeggiamenti, caratterizzati da lussuosi balli ed eventi mondani, vennero proibiti dalle autorità austriache nel 1912, per essere poi ripristinati negli anni ’60, riportando in vita una tradizione che si tramanda ancora oggi di padre in figlio. Oggi chi partecipa al Carnevale Asburgico rivive l’atmosfera di fine ‘800 nei suoi aspetti popolari, con la rievocazione degli antichi mestieri e i carri allegorici nella città, ma anche esclusivi e mondani, con concerti, pranzi e balli in costume nelle sfarzose sale del casinò.

La Corte Asburgica è il tema del carnevale che si tiene a Madonna di Campiglio. La tradizione va ricondotta agli inizi della storia turistica della cittadina, quando alla fine dell’Ottocento i suoi prestigiosi hotel ospitarono più volte la corte imperiale degli Asburgo e, in particolare, la Principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe . La magica atmosfera dell’epoca rivive ancora oggi, con un programma (dal 10 al 13 febbraio) che si rinnova di Carnevale in Carnevale e che solitamente prevede l’arrivo della principessa Sissi e della corte imperiale con costumi d’epoca e il benvenuto della popolazione, sfarzosi balli in costume con l’esibizione di ballerini professionisti, spettacolari fiaccolate sugli sci e vari eventi culturali collaterali dedicati agli Asburgo.

A Grauno in provincia di Trento il carnevale, dal 7 al 9 febbraio, ha come protagonista un albero. I preparativi per il Carnevale iniziano la notte dell'Epifania quando gli abitanti si recano nel bosco e tagliano rami di pino con i quali decorano le fontane della città. Pochi giorni prima del Martedì Grasso si va di nuovo nel bosco alla ricerca del pino più grande e più bello che viene abbattuto, privato dei rami e trascinato in paese. Il Martedì Grasso viene collocato nella piazza principale dove si svolge una commedia e battezzato con un rametto intinto di vino dall'ultimo sposo dell'anno. Successivamente gli abitanti trasportano il pino fuori dal paese, lo piantano, lo impagliano e, all'imbrunire, lo bruciano. Musica, balli, cibo allietano il falò e gli anziani traggono pronostici sull'annata osservando la direzione delle scintille.

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